Tour De France tappa 10: Sui Pirenei Froome ipoteca il Tour. Crolla Nibali

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

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Dopo il giorno di riposo la prima salita pirenaica emette già qualche verdetto. Chris Froome resta solo a 6,4 chilometri dall’arrivo e vince per distacco a La Pierre Saint Martin. Il Team Sky fa doppietta con Richie Porte, terzo Quintana che è l’ultimo a perdere la ruota della maglia gialla ma perde 1’04. Bene Garaint Thomas e Valverde. In grossa difficoltà Van Garderen, che resta secondo della generale, e Contador. Crollo per Vincenzo Nibali che arriva dopo 4’25” e adesso è decimo in classifica a quasi sette minuti da Froome.

Forza Ivan. Si riparte dopo il giorno di riposo segnato dalla brutta notizia del ritiro di Ivan Basso, che torna in Italia per curare il tumore, al quale vanno i nostri auguri. Tappa  da Tarbes e si arriva ai 1610 metri di  La Pierre Saint Martin dove si scala l’unica dura salita di giornata, dopo tre Gpm di quarta categoria. Vanno subito in fuga Kenneth Van Bilsen della Cofidis  e Pierrick Fedrigo della Bretagne. I due guadagnano fino a 15 minuti di vantaggio  con Van Bilsen che vince i tre Gpm. Il francese Fedrigo però  stacca ilo belga all’inizio della salita finale ma ormai il gruppo tirato dalla Movistar di Valverde e Quintana e già a 2 minuti dalla testa della corsa. Fedrigo  viene ripreso a 11,5 km dall’arrivo e parte il primo vero attacco da parte dell’olandese della Lotto Nl Jumbo Robert Gesink.

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Nibali subito staccato. All’inseguimento di Gesink si porta il corridore della Lampre Merida Valls e intanto dietro ci sono le prime vittime eccellenti nel gruppo maglia gialla trainato da uno scatenato Valverde. I francesi in crisi nera, tranne Rolland. Perde subito terreno Bardet, poi Pinot e infine Peraud. Il podio di Parigi di dodici mesi fa si completa malinconicamente con Nibali che a 10 km dall’arrivo si pianta e sale in un gruppetto assieme a Moellema e Rigoberto Uran. Intanto Gesink riparte da solo ma poi verrà ripreso. Anche tutti gli altri big saltano. Prima Alberto Contador, poi Teejay Van Garderen sulle accelerate di Valverde che però paga in parte lo scotto del gran lavoro. A 6,4 Km dalla vetta restano in tre: Porte, Froome e Quintana.

Froome senza rivali. Porte tira per qualche metro e Froome lo supera, il britannico nemmeno scatta. Il suo è una specie di mulinello sui pedali che non da scampo al caparbio colombiano in maglia bianca e al compagno di squadra australiano che però non molla salendo del suo passo. Per quasi tutti gli altri è crisi nera, su tutti Vincenzo Nibali. In quei sei chilometri Froome non da spettacolo ma garantisce efficacia. La storia del ciclismo è fatta di corridori dal grande stile, lui predilige la potenza ma oggi paga; anzi fa pagare lui a tutti quanti. Arriva a braccia alzate e il suo sguardo e la sua maglia gialla  si proiettano verso Parigi dopo la prima prova della verità. Porte recupera e supera Quintana che arriva terzo a 1’04”. Grande  Gesink che torna in classifica arrivando quarto dopo 1’33”. Ottimo Valverde quinto a 2’01” assieme al sorprendente Geraint Thomas, a dimostrazione che Sky è anche la squadra più forte.  Sconfitti di giornata Van Garderen, decimo a 2’30”, e Contador undicesimo a 2’50”. Nibali che pure risale al decimo posto della generale è distrutto. Perde 4’245″ in questa tappa e probabilmente consegna la sua vecchia maglia gialla a Froome. Anche Uran arriva con un forte ritardo. Domani seconda tappa pirenaica con lo storico Tourmalet. 

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