Paolini potrebbe non essere un caso isolato: secondo gli esperti “un cane che si morde la coda”

Pubblicato il autore: Daniela

luca-paolini-dio-positivo-por-cocaina-1436553614446Il caso Paolini e la sua positività alla cocaina comprovata durante il tour de France, hanno creato un caso internazionale cui ha fatto seguito un polverone in merito allo sport e a nuovi presunti casi di doping all’interno del ciclismo stesso. Paolini dal canto suo, a seguito della scoperta e successiva squalifica, è andato in clinica per disintossicarsi: a quanto pare, sembra proprio che sia riuscito a venire fuori dal tunnel del doping che l’aveva infossato ormai da troppi anni. Eppure c’è da dire che il ciclista non è il primo che ha fatto uso di droga, alcool o sonniferi per andare avanti ed essere tra i primi nelle classifiche; e se le cose continueranno in questa maniera, ossia corse stressanti, giri d’allenamento massacranti e ritmi ciclistici difficilissimi o al limite dell’impossibile da sostenere, non sarà di certo l’ultimo. Secondo il medico della Katusha, il dottor Besnati, l’atleta ha fatto uso smoderato di sonniferi e alcool per molto e probabilmente troppo tempo. I sonniferi sarebbero stati necessari per supportare i ritmi frenetici imposti negli anni dai duri allenamenti (non dimentichiamo che l’adrenalina in circolo nel sangue causa effetti catastrofici nel corpo umano, inibendo i normali ricettori che regolano il sonno e la veglia, imponendo al corpo di restare svegli più del necessario) e che in seguito la dipendenza da questi medicinali diventa peggio della droga. Lo stesso professore allo scopo ha dichiarato:”Sapevo della sua dipendenza, ho cercato di parlare con persone a lui vicine, ho smesso di fargli la prescrizione, ma è riuscito comunque a procurarsi il farmaco – ha inoltre aggiunto, scendendo nei particolari sulla dipendenza di Paolini che rischiava anche di ucciderlo-Aveva una macchina da caffè e prendeva cinque o sei tazze prima di scendere a fare colazione, circa 200 milligrammi di caffeina. Era necessario per combattere gli effetti dei sonniferi. Ma poi si deve aumentare la dose ed è come un cane che si morde la coda.”- ha concluso- “L’uso di sonniferi ora è molto più generalizzato rispetto ai prodotti dopanti. La cosa peggiore è usarli con l’ alcool. L’ effetto è esplosivo e i giovani corridori bevono molto”. Dunque non solo cocaina o sostanze eccitanti nel mondo del ciclismo. Ora anche materie che sono state definite da “nuovo doping” circolano tra gli sportivi, sonniferi e alcool sicuramente molto più facili da procurarsi. Gli esperti a questo punto, hanno consigliato un ritmo molto più leggero per i ciclisti, cicli di allenamento meno stressanti e corse con chilometraggi molto più brevi, nonchè periodi di riposo sostenibili con un normale rilassamento fisiologico. Eppure tutto questo è solo teoria. Si teme che fino a quando non si attuerà un cambiamento di tendenza, il “nuovo doping” continuerà a restare in piedi creando quel pericoloso circolo vizioso controproducente per lo sport e per gli stessi sportivi. Proprio di recente, notizie e scandali su presunti doping di stato hanno colpito e posto sotto inchiesta intere nazioni in Europa. Quello che ci si augura, visti anche gli eventi recenti, e che questo non tocchi in futuro anche al nostro “Bel Paese”.

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