Carlo Calcagni: “Sono determinato a partecipare e vincere le Paralimpiadi di Rio 2016”

Pubblicato il autore: Claudia Raponi Segui

carlo

Quando si ha una passione è difficile rinunciarci anche se il destino ti è avverso e ti succedono cose inaspettate. Questo il ciclista Carlo Calcagni lo sa benissimo, ma non ha mai rinunciato a lottare e perseguire i suoi sogni. Coinvolgono molto dal punto di vista emotivo e riescono a far aprire gli occhi e la mente a molti le sue parole rilasciate alla Gazzetta dello Sport e pubblicate proprio oggi sul quotidiano. La storia di un leone, la tenacia di un uomo che non molla mai.

Si racconta senza maschere e senza paura Carlo Calcagni raccontando quali sono le sue difficoltà di tutti i giorni a causa dell’uranio, con cui è stato a contatto durante le sue tante missioni in Bosnia come pilota istruttore dell’Esercito. Una vita fatta di rinunce e farmaci: “Ogni giorno, appena sveglio, devo fare 7 iniezioni di immunoterapia a basso dosaggio; sin dalla mattina, devo alimentarmi con cibi senza glutine, senza zucchero, senza latte o derivati e senza alcun tipo di proteine di origine animale; assumo oltre 300 compresse al giorno; 18 ore al giorno di ossigeno terapia per una gravissima ipossia dei tessuti; mediamente 4-5 ore di flebo e fare almeno 30 minuti al giorno di sauna a raggi infrarossi; ogni sera, quando vado a letto, devo prima indossare la maschera del ventilatore polmonare, collegato all’ossigeno, che devo sopportare per tutta la notte; da oltre un anno, a causa di una grave malattia neurologica autoimmune, degenerativa, irreversibile e cronica, una volta alla settimana mi sottopongo a plasmaferesi, alternata con infusioni di immunoglobuline. La mia salvezza è la massima funzionalità assimilativa. Per questo ringrazio il metodo MC, una tecnica semplice ed efficace che mi consente il massimo della fruibilità muscolare. Si basa su valutazioni specifiche e adeguamenti su misura che tutti possono imparare a fare”. Tuttavia, la voglia di non smettere di perseguire ciò in cui crede è più forte del rammarico causato dalla malattia e questo lo spinge a puntare in alto: “Il mio sogno non voglio lasciarlo nel cassetto. Sono determinato a partecipare e vincere le Paralimpiadi di Rio 2016”.

Proprio per riuscire nel suo obiettivo Carlo Calcagni punta forte sul Campionato del Mondo di paraciclismo di Montichiari del prossimo Marzo: “Sarà determinante: una medaglia sicuramente ipotecherebbe la mia partecipazione alle prossime Paraolimpiadi. Ma ci saranno altre occasioni per conquistare il pass: in Coppa del Mondo su strada e a cronometro. L’impatto con la pista, ambiente a me sconosciuto, è stato quasi da panico, in quanto i problemi del sistema neurologico mi creano anche difficoltà di equilibrio, per questo motivo, all’inizio, ho provato molta paura affrontando ogni curva, tanto da pensare di non farcela. Ma mentre la paura cercava di fermarmi, la passione estrema per il ciclismo ed il mio innato coraggio mi hanno fatto reagire e subito mi sono detto: ho pilotato un elicottero, posso anche girare in pista con una bici”.

Forse il vero messaggio che arriva da un vero atleta come Calcagni è che grazie lo sport si possono superare anche le cose più drammatiche, le problematiche che sembrano insormontabili possono andare in secondo piano o per lo meno apparire meno pesanti. Per questo lui stesso ammette: “La mia missione non è più soccorrere feriti con l’elicottero; oggi la mia missione è portare un messaggio di speranza a tutte le persone in difficoltà, voglio essere d’esempio e far vedere che lo sport può regalare una nuova possibilità a tutti coloro che si sentono “diversi“. Sappiate che non siete soli”. Un uomo dalla forza d’animo incontestabile, un vero leone in pista e fuori!

 

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