Nibali e Aru alla scoperta del percorso di Rio 2016

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

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Vincenzo Nibali e Fabio Aru, accompagnati dal fedele gregario Valerio Agnoli, oltre che dal cronoman Adriano Malori, hanno visionato in questi giorni il percorso dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro, dove saranno tra i favoriti per la vittoria finale. Il percorso, molto impegnativo, ha la qualità di unire due tipi di percorsi molto cari agli appassionati di ciclismo: un percorso simile alle classiche delle Ardenne, fatto di strappi duri, brevi ma intensi e tratti in pavé sul modello delle classiche del nord. Ovvio che con un percorso di questo tipo un atleta come Nibali possa essere considerato grande favorito (al pari di Cancellara, Bonen, ovviamente Sagan): tutti gli italiani appassionati di ciclismo hanno ancora negli occhi quel meraviglioso attacco sul pavé bagnato del Giro del 2014 quando zittì tutti i suoi avversari (Froome cadde e fu costretto ad abbandonare, Contador arrivò con oltre due minuti di ritardo) e fu sconfitto solo da uno specialista come Lars Boom.

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La gara sarà lunga 257 chilometri con un tracciato che va da nord a sud, lungo la costa, e che ai suoi estremi ha due circuiti molto impegnativi. Il primo il Grumari (da ripetere quattro volte in campo maschile) è un circuito di 30 km prevede due salite, una di un chilometro e mezzo al sette per cento con punte massime al 13 e un’altra di 2 km con pendenza media al 4,5 per cento. Ci sarà inoltre una sezione in pavé non particolarmente dura ma dove ci potrebbe essere una iniziale scrematura di circa due chilometri. Il secondo circuito, da ripetere per tre volte sarà quello decisivo. Ogni giro consterà di una salita di circa nove chilometri con una prima parte particolarmente impegnativa circa al dieci per cento. La successiva discesa, sei chilometri molto tecnici a detta degli esperti, porterà fino ai meno 11 dal traguardo, quasi completamente pianeggianti, escluso un leggero falsopiano in salita ai meno cinque.

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Secondo il commissario tecnico Davide Cassani il “percorso molto duro e diverso da quello che solitamente si vede in una prova olimpica, sia per la prova in linea che per la crono. Il dislivello è di 700 metri e il percorso e molto più duro di quello che ci aspettavamo. E’ stato un bene venire a Rio così sappiamo già su cosa e come dobbiamo lavorare, considerando anche che torneremo in brasile direttamente per le Olimpiadi”

Vincenzo Nibali è rimasto piacevolmente sorpreso dal percorso : “E’ un percorso duro. Nella prima parte c’è il tratto di pavè sconnesso e nella seconda parte la salita molto impegnativa lo rende veramente duro. Bisognerà lavorare tanto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il sardo Fabio Aru: “ll percorso? Duro! Molto di più di quanto mi aspettassi. È stata utile questa ricognizione per capire con cosa avremo a che fare”. Adriano Malori, uno dei favoriti per la gara a cronometro non è stato particolarmente felice di un percorso molto duro che potrebbe non favorire gli specialisti della cronometro. Nel caso in cui un Contador o un Froome, o lo stesso Dumoulin fossero in gara, le possibilità per l’atleta azzurro calerebbero moltissimo.

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