Fabio Aru punta al Tour de France

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Fabio Aru

Fabio Aru pensa in grande

Fabio Aru, giovane ciclista italiano dalle enormi potenzialità, quest’anno punta in alto. Il venticinquenne nativo di San Gavino Monreale vuole definitivamente affermarsi nel ciclismo che conta ed entrare nella storia di questo nobile sport. Dopo aver vinto la Vuelta ed essere arrivato terzo nel 2014 e secondo nel 2015 al Giro d’Italia, adesso è tempo di puntare tutto sul giro di Francia. Ce la farà Fabio Aru a raggiungere il suo prestigioso obiettivo? Al momento il ciclista sardo è impegnato nella Volta ao Algarve, lungo le strade del Portogallo ed è da lì che ha fatto sentire la sua voce. Le idee del sardo sono ben chiare: “Non farò la Parigi-Nizza, ma il Giro di Catalogna, quindi punterò su Freccia Vallone e Liegi, da sempre la mia classica preferita. Voglio arrivarci nelle migliori condizioni possibili, per dare il massimo e ottenere buoni risultati” (Il Corriere dello Sport). Questo per quanto riguarda la preparazione ai grandi eventi che ci saranno in seguito, il Tour de France e, soprattutto, le Olimpiadi. Al fianco di Fabio Aru ci sarà, come sempre, Vincenzo Nibali: “Lui portabandiera? Beh, sarebbe una gran cosa per il ciclismo. Quel che conta è far bene, è una questione di stimoli, di mentalità, di giusto approccio alle gare. Fra il Tour e i Giochi ci saranno due settimane, utili per non perdere la condizione e per tirare un po’ il fiato. Vincenzo mio gregario in Francia? Ancora è presto per parlare di strategie, con lui il rapporto è buono, sicuramente un uomo di esperienza come Nibali può essere utile alla causa della squadra” (Il Corriere dello Sport).

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Certo, sentir parlare di Vincenzo Nibali come ‘gregario’ fa un po’ sorridere, viste la carriera e l’immenso talento ciclistico dello Squalo. Bisogna però fare i conti anche con l’inesorabile scorrere del tempo: Nibali è un classe ’84 e certamente non si può pretendere che abbia la freschezza fisica di Fabio Aru, di ben sei anni più giovane di lui. E allora, in vista di una corretta strategia di squadra, è davvero giusto così. Il team kazako dell’Astana è esperto in fatto di vittorie e certamente se ha puntato tutto sul sardo un motivo ci sarà. Fabio Aru è il presente e il futuro del ciclismo italiano, l’unico atleta in grado di competere a grandi livelli; chiaramente obiettivi come il Tour de France e le Olimpiadi non sono per tutti. Venendo alle attuali polemiche, proprio qualche giorno fa cadeva l’anniversario della morte di un grande campione come Marco Pantani, uno dei pochissimi ciclisti italiani che sono stati in grado di far sognare tutti i tifosi di questo sport. E mentre le discussioni si sono riaperte sul caso di Madonna di Campiglio del 1999 (“Ricordo che Marco nel pomeriggio tornando a casa si fermò all’Ospedale Civile di Imola. L’ematocrito era tornato a 48.2 ma soprattutto le piastrine che a Campiglio erano 100.000, all’Ospedale di Imola erano 170.000. I due esami sono totalmente incompatibili, dobbiamo solo capire se è più attendibile quello fatto in una stanzetta di un hotel a Campiglio o in un Ospedale Civile della Repubblica italiana” – sono le parole del legale della famiglia Pantani, De Rensis – Il Corriere dello Sport ), Fabio Aru, e il ciclismo italiano, vanno avanti. Verso nuove vittorie.

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