Ciclismo: Attraverso le Fiandre, vince Debusschere

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

attraverso le fiandreUn primo tentativo di ritorno alla normalità attraverso lo sport. Un segnale piccolo, impercettibile ed al tempo stesso gigantesco, per guardare avanti dopo la tragedia che ha colpito Bruxelles. Il Belgio riparte anche dallo sport nazionale, il ciclismo. ‘Attraverso le Fiandre’ non è una classica, ma neanche una corsetta qualunque.
Una volta si chiamava ‘Attraverso il Belgio’, poi ha mutato nome e percorso: in tutto 71 edizioni con quella appena conclusa appannaggio di Jens Debusschere, quasi tutte vinte dai belgi.
All’interno di quel ‘quasi’ tanti olandesi ed appena sette di altre nazionalità, con un po’ d’Italia grazie a Oscar Gatto, primo nel 2013.
Si è corso il giorno dopo il terrore e la morte.

Cancellare tutto, era sembrata la soluzione di getto. Gli organizzatori però, ovviamente d’accordo con le autorità, hanno detto no. Tutti in strada, 200 km da Roeselare a Waregem, per correre una gara che rappresenta il primo viatico per le classicissime dei ciclismo fiammingo e vallone. Stavolta però l’atmosfera, lo si percepisce chiaramente dalle riprese della televisione belga, abituata a questo sport e perfetta nel proporre l’avvenimento, non è e non può essere quella di festa. La mestizia è talmente evidente da spiccare persino nel clima plumbeo. Vengono attraversati tanti paesini: solitamente si vestono a festa e invece… Ci sono dodici spettacolari muri, alcuni familiari agli amanti del ciclismo: Taaienberg, Oude-Kwaremont, Paterberg. L’effetto di solito è quello dello stadio, folla, urla, e invece…

La gente per strada c’è, ma nessuno corre al fianco dei corridori nel classico incitamento del pubblico del ciclismo, nessuno che mostra una maschera, una trovata goliardica. Così sin dalla partenza. Niente musica a tutto volume ma solo commozione e tristezza, con diverse squadre col lutto al braccio. “Solo perché oggi si corre non vuol dire che i nostri pensieri non siano rivolti alle vittime”, ha detto il belga della Bmc Greg Van Avermaet, recente vincitore della Tirreno-Adriatico.
Passano Gougeard, Asselman, Kirsch, Bauhaus, Boev e Van Melsen. Sono gli uomini in fuga, non possono vincere, ma raramente come stavolta una azione ha avuto così alto valore simbolico.

Quindi, rientrati i big, ecco Greg Van Avermaet. Dopo un inizio di stagione in cui si è scrollato di dosso l’etichetta di eterno piazzato, sceglie il tempo della sua azione: classe e condizione, parte quando mancano una decina di km all’arrivo. Va forte mentre dietro gli altri, tra giochi tattici e paura per Gaviria (il velocista più pericoloso), sembrano aspettare un po’ troppo. Poi però, uno contro tutti, van Avermaet deve alzare bandiera bianca e 350 metro dal traguardo. Poi è volata tra una trentina di unità, molto emozionante: Gaviria parte presto e si pianta ai 150 metri, il francese Coquard è convinto di avere vinto, sta per alzare le braccia. Non fa i conti con il colpo di reni di Jens Debusschere che lo beffa. Bravi gli italiani: Pozzato conferma l’ottima condizione giungendo quarto, sesto Nizzolo, settimo Gatto.

ORDINE D’ARRIVO
1 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
2 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie
3 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
4 Filippo Pozzato (Ita) Southeast – Venezuela
5 Jens Keukeleire (Bel) Orica-GreenEdge
6 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek-Segafredo
7 Oscar Gatto (Ita) Tinkoff Team
8 Scott Thwaites (GBr) Bora-Argon 18
9 Mike Teunissen (Ned) Team LottoNl-Jumbo
10 Fernando Gaviria (Col) Etixx – Quick-Step.

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