Ciclismo – Dopo la tragica morte di Demoitié, un attacco cardiaco stronca anche il belga Myngheer

Pubblicato il autore: lorenzo caruso Segui

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Il weekend pasquale si è trasformato in una vera e propria tragedia per gli appassionati di ciclismo. A poche ore l’uno dall’altro abbiamo visto perdere la vita a 2 atleti.
Il primo è Antoine Demoitié, ciclista 25enne che durante una delle classiche di questo sport, la tappa Gent – Wevelgem è caduto dalla salla e per sua sfortuna è stato letteralmente investito da una moto.
Inizialmente il corridore era stato portato all’ospedale di Ypres per poi essere trasferito a Lille, città francese vicina al confine con il Belgio. Nonostante l’intervento dei dottori non c’è stato nulla da fare ed i vari traumi riportati nell’impatto con la moto sono risultati fatali al ciclista classe 1990 che si è spento poco dopo. L’entourage e la famiglia hanno fatto sapere che gli organi di Demoitié sono stati donati, salvando in questo modo la vita di 3 persone.
Il dramma però non finisce qui, infatti quasi in concomitanza con la tappa belga, Sabato 26 Marzo andava in scena la prima tappa del “Criterium”, che si svolge in terra francese, più precisamente in Corsica, nelle vicinanze di Porto Vecchio.
Questo volta il protagonista della tragedia è Daan Myngheer, ciclista belga 22enne che correva per il team Roubaix Lille-Metropole. Durante la tappa Myngheer aveva deciso di fermarsi dopo aver accusato un malore ed era stato prontamente trasportato all’ospedale della vicina Ajaccio. La diagnosi arriva in breve tempo, si tratta di attacco cardiaco. Qui Myngheer è tenuto sotto osservazione fino a questa mattina ma le sue condizioni si aggravano sempre di più ed è il suo stesso team ad annunciare, questa mattina, il decesso di Daan Myngheer.
Il comunicato recita testuali parole: “Ha perso la sua ultima battaglia dopo aver combattuto come un campione. E’ deceduto Lunedì 28 Marzo alle 19:00 alla presenza dei suoi genitori, la sorella Fleur Emely e il suo compagno all’ospedale di Ajaccio”.
Se la morte di Myngheer appare più naturale nelle cause che hanno portato il ciclista al decesso, desta pareri contrastanti quella di Antoine Demoitié. In Belgio i vari quotidiani e soprattutto “Le Soir” si scaglia contro l’UCI (Unione Ciclistica Internazionale), rea di non saper controllare nel giusto modo i rischi ai quali i corridori sono esposti. Sotto processo vengono messi i vari veicoli dei team e degli organizzatori delle tappe, troppo vicini, secondo il quotidiano, ai ciclisti che, nel caso di caduta, rischiano, come in questo caso, di ritrovarsi travolti.
Inoltre “Le Soir” elenca alcuni ultimi accaduti che, fortunatamente, a differenza del caso Demoitié, non si sono trasformati in dramma. Tra questi il quotidiano fiammingo ricorda: Stig Broeckx, ciclista belga che a Febbraio 2016 venne investito da una moto in occasione della Kuurne-Bruxelles-Kuurne e Greg Van Avermaet, anch’esso protagonista di uno sfortunato incidente durante la San Sebastien. In tutti e 2 i casi gli atleti se la sono cavate con fratture e svariate ferite.
Altro taglio viene dato invece dal giornale francese “L’Equipe” che ricordo, uno ad uno i ciclisti che hanno perso la vita durante le corse, la lista comincia ad essere purtroppo lunga: Joaquim Agostinho (1984), Vicente Mata (1987), Fabio Casartelli (1995), Manuel Sanroma (1999), Andrei Kivilev (2003), Alessio Galletti (2005), Isaac Galvez (2006), Wouter Weylandt (2011), Antoine Demoitié (2016) e Daan Myngheer(2016).
E’ orse ora che a questa lista non si aggiungano altri nomi.

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