Gand Wevelgam, tragedia Demotié, vittoria Sagan

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

RICHMOND, VA - SEPTEMBER 27: Peter Sagan of Slovakia celebrates winning the Elite Men World Road Race Championship on day eight of the UCI Road World Championships on September 27, 2015 in Richmond, Virginia.   Bryn Lennon/Getty Images/AFP

Finisce la maledizione iridata di Peter Sagan, vincitore della prima classica del Nord in una giornata che verrà, purtroppo, ricordata per la caduta che ha portato alla morte del giovane ciclista belga Demotié, caduto e investito da una moto.

LA TRAGEDIA. L’incidente è avvenuto a poco più di ottanta chilometri dalla fine in località Sainte-Marie-Cappel, nelle fiandre francesi. Secondo le prime ricostruzioni il corridore belga sarebbe rimasto coinvolto in una caduta assieme ad altri quattro corridori e sarebbe stato investito da un moto dell’organizzazione, con un commissario belga a bordo. Il tragico incidente ha rimesso in primo piano la questione della sicurezza degli atleti. Il presidente dell’associazione internazionale corridori, Gianni Bugno ha confermato che nelle ultime riunioni dell’Uci erano state fatte espresse richieste alle varie organizzazioni affinché fossero create nuove strategi per migliorare la sicurezza dei corridori. Sulla stessa lunghezza d’onda il campione di Pinto Alberto Contador, che ha chiesto maggiore attenzione sulle moto in corsa e il campione sardo Fabio Aru. Negli ultimi mesi, nonostante la stagione sia da poco entrata nel vivo, ci sono stati molti incidenti, fortunatamente non tutti con questo esito, che fanno temere per le condizioni di sicurezza dei corridori.

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LA CORSA. Il vento è stato tra i grandi protagonisti della corsa. Dopo una fase iniziale concitata la Bmc ha provato a forzare il ritmo per tenere avanti il suo capitano, Van Avermaet , spezzando il gruppo in tre tronconi all’altezza del km 80, lasciando dietro, tra gli altri, il capitano della Lotto Vanmarcke. Il lungo inseguimento della squadra belga, sempre costantemente dietro un minuto dal gruppo tirato dalla Bmc e contenente tutti i favoriti, si è concluso al chilometro 113, facendo, di fatto, nascere una corsa completamente diversa. La Trek di Cancellara ha provato a tenere unita la corsa, con un ritmo costante ma non proibitivo finché non sono iniziati i muri in pavé. Il primo a rompere gli indugi è stato ai meno 70 l’azzurro Matteo Trentin, la cui azione non ha avuto un buon epilogo essendo stato ripreso ai meno cinquanta dal traguardo. Sull’ultima asperità della giornata, posta ai meno trentacinque, è stato Fabian Cancellara, uno dei favoriti, a prodursi in una azione spettacolare, seguito e aiutato dal campione del mondo Peter Sagan. Dopo essere scollinati i due hanno rilanciato l’azione assieme a Vanmarcke e al russo Kuznetsov mentre gli altri favoriti, da Van Avermaet a Gaviria, passando per Stybar e Boonen, hanno dovuto alzare bandiera bianca, perdendo in pochissimo tempo una cinquantina di chilometri. Favoriti dalle accelerazioni di Cancellara e Sagan, il quartetto è riuscito a conservare invariato il vantaggio fino all’ultimo chilometro quando i quattro atleti hanno iniziato a correre in surplace, pronti per lo sprint finale. Intimoriti per uno scatto ai meno mille di Cancellara, i tre compagni di fuga lo hanno arcato stretto facendogli correre gli ultimi due chilometri in prima posizione. Il primo a provarci è stato il russo Kuznetsov seguito a ruota da Sagan che ha battezzato la ruota giusta: ai meno duecento lo ha superato andando a vincere con apparente facilità, davanti a Vanmarcke, ottima prova anche per lui e al russo che ha costretto Cancellara all’ennesimo quarto posto di quella che sarà la sua ultima stagione.

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