Intercettazioni caso Pantani: “Fu la Camorra a fargli perdere il giro”

Pubblicato il autore: fabrizio gentile Segui

Nel giorno dell’archiviazione del caso, scoppia di nuovo la polemica sul caso del Pirata, squalificato dal giro del 1999 dopo un controllo che rivelò valori alti di ematocrito

Pantani

Fu la camorra a far perdere a Pantani il Giro d’Italia del 1999. Il controllo antidoping che fece squalificare il Pirata per i valori di ematocrito oltre la soglia del 50% era in realtà stato alterato, le provette del sangue scambiate, e una squalifica che di fatto non ci sarebbe dovuta essere. Questo emerge dall’intercettazione -lanciata oggi da Premium Sport- dello stesso uomo che aveva confidato a Renato Vallanzasca -nei tempi in cui entrambi si trovavano in carcere- che si è confidato telefonicamente con un parente.

Il tutto è partito proprio dalle dichiarazioni di Vallanzasca, che ha permesso alla procura di Forlì di riaprire il caso, e di identificare e interrogare l’uomo. Successivamente al suo interrogatorio, l’uomo è stato intercettato mentre si sfogava telefonicamente con un parente. Ecco uno stralcio dell’intercettazioni:

 

Uomo: “Vallanzasca poche sere fa ha fatto delle dichiarazioni”.

Parente: “Una  dichiarazione…”.

Uomo: “Dicendo che un camorrista di grosso calibro gli avrebbe detto: ‘Guarda che il Giro d’Italia non lo vince Pantani, non arriva alla fine. Perché sbanca tutte ‘e cose perché si sono giocati tutti quanti a isso. E quindi praticamente la Camorra ha fatto perdere il Giro a Pantani. Cambiando le provette e facendolo risultare dopato. Questa cosa ci tiene a saperla anche la mamma”.

Parente: “Ma è vera questa cosa?”.

Uomo: “Sì, sì, sì… sì, sì”.

 

All’annuncio di Premium Sport di oggi, Tonina, la mamma del campione, ha così commentato: “Finalmente qualcuno è riuscito a fare un buon lavoro, dopo tanti anni che cerco e leggo da tutte le parti: devo ringraziare i ragazzi di Forlì, che ci hanno messo un grande impegno”

“Non servirà a farmi ridare indietro Marco” ha proseguito la donna, “ma penso gli ridiano la dignità, anche se per me non l’ha mai persa. Le parole di questa intercettazione fanno male, è una conferma di quello che ha sempre detto Marco, cioè che l’avevano fregato. Io mio figlio lo conoscevo molto bene: Marco, se non era a posto quella mattina, faceva come tutti gli altri. Si sarebbe preso quei 15 giorni a casa e poi sarebbe rientrato, calmo. Però non l’ha mai accettato, non l’ha mai accettato perché non era vero. Finalmente la gente ora potrà dirlo”.

Intanto, però, la procura di Forlì ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulle presunte infiltrazioni della camorra al Giro del 1999.

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