Morte Demoitiè: bufera nel mondo del ciclismo

Pubblicato il autore: Mario Massimo Perri Segui

E’ bufera nel mondo del ciclismo dopo la morte di Antoine Demoitiè, il ciclista belga di 25 anni morto dopo essere stato investito da una moto durante la Gand-Wevelgem.

In foto, lo sfortunato ciclista Antoine Demoitiè, morto investito da una moto durante la Gand-Wevelgem Team Wanty-Groupe Gobert 2016 pre-season training camp Benidorm, Spain

In foto, lo sfortunato ciclista Antoine Demoitiè, morto investito da una moto durante la Gand-Wevelgem. Team Wanty-Groupe Gobert 2016 pre-season training camp. Benidorm, Spain

ATTACCO ALL’UCI – La stampa belga si scaglia, unanimemente e senza esclusione di colpi, contro l’UCI (Unione Ciclistica Internazionale). Il quotidiano Le Soir, in particolare, tira in ballo numerosi incidenti simili – a quello di Demoitiè – avvenuti negli ultimi mesi, accusando l’UCI di non riuscire a garantire – appieno – la sicurezza dei corridori. Questi ultimi, infatti, secondo il quotidiano, si ritroverebbero sempre circondati da un alto numero di veicoli durante le corse, con la conseguenza di ritrovarsi troppo spesso intralciati e di dover fare delle manovre rischiose per evitare le auto e le moto al seguito della corsa. L’Unione Ciclistica Internazionale si è detta ‘disponibile a collaborare con le autorità competenti per indagare sull’incidente che ha causato la morte di Demoitiè’

BUGNO E LA CPA – Scende in campo anche Gianni Bugno. Il due volte campione del mondo, attuale presidente dell’Associazione internazionale dei ciclisti professionisti (CPA), dice la sua in una nota ufficiale diramata dalla CPA: “In un simile momento di tristezza e dolore, causato dalla morte di Antoine Demoitiè, non è intenzione della nostra associazione polemizzare. Tuttavia, ci teniamo a tirar fuori tutta la nostra frustrazione interiore. I corridori tutti chiedono che venga fatta chiarezza sull’esatta dinamica dell’incidente, sulle circostanze che lo hanno provocato e sulle eventuali responsabilità delle parti coinvolte. Noi abbiamo sempre dichiarato che la sicurezza dei corridori deve venire prima delle discussioni delle alte sfere del ciclismo e prima di qualsiasi altra cosa. Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio del ciclismo professionistico è stato espressamente richiesto che vengano comunicate, in maniera tempestiva, le strategie recentemente elaborate per il miglioramento della sicurezza durante le corse”.

CICLISTI ARRABBIATI – E’ tanta, in questo momento, la rabbia per il tragico evento. Numerosissimi i messaggi di cordoglio da parte degli ex colleghi di Demoitiè. “Il nostro sport colpito ancora una volta da una tragica notizia.. non ci sono parole! R I P Antoine” ha scritto il nostro connazionale Fabio Aru. “Triste nell’apprendere la notizia della scomparsa di Antoine Demoitiè. Le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia” il tweet di Chris Froome, dominatore dell’ultimo Tour de France. Più polemico, infine, il tweet di Daniele Bennati: “Come sempre, per risolvere i problemi, ci deve sempre rimettere la vita qualcuno. Ciao Antoine!”.

DEMOITIE’ EROE – ‘Ha salvato tre vite: eroe fino in fondo” il messaggio del suo compagno di squadra, Bill Gaetan, dopo l’annuncio della donazione degli organi di Demoitiè. Intanto la Wanty Gobert, squadra di Demoitiè, ha annunciato per stasera una conferenza stampa. Il portavoce del team, José Been, ha parlato dell’incidente scagionando il motociclista: “Non si è trattato di un impatto ad alta velocità: conosco quella persona, è esperta, segue le gare belghe da 20 anni. Purtroppo c’è stata una caduta di gruppo, la moto dietro aveva una velocità moderata e ha scartato le bici a terra, ma non è riuscita ad evitare Antoine”.

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