Nuovo lutto nel mondo del ciclismo: muore Daan Myngheer

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

3441Daan-Myngheer

Non c’è pace nel mondo del ciclismo: muore, a soli 22 anni , il ciclista belga Daan Myngheer colpito da un attacco di cuore durante la prima tappa del Criterium International in Corsica.  Il giovane corridore, portato subito in ospedale, è deceduto pochi giorni dopo.La notizia della morte è stata resa nota dalla squadra francese in cui militava il talentuoso ciclista, la Roubaix-Lille Mètropole.
Un’altra tragedia ha, così, sconvolto il mondo del ciclismo. Dopo il decesso di Antoine Demoitiè, investito da una moto in seguito ad una caduta alla Gand-Wevelgem, adesso gli appassionati di questo sport piangono la scomparsa di un altro talento appena sbocciato. Questa notizia luttuosa è amplificata anche da una macabra coincidenza: si tratta del secondo ciclista belga a perdere la vita nell’arco di poche ore.  Ed è anche il secondo ciclista a morire dopo aver preso parte alla Gent-Wevelgem, un circuito ora definito maledetto. Sono giorni terribili per il ciclismo che si deve confrontare con l’ennesima carriera stroncata da una fatalità o da una tragedia che poteva essere evitata.  Ancora presto per dirlo, e la domanda resta sospesa, in modo inquietante. Il corridore è stato ricoverato sabato all’ospedale di Ajaccio per un attacco cardiaco accusato durante la prima tappa del Criterium International, breve corsa in Corsica.
Rimasto in coma farmacologico per alcuni giorni, prima di perdere la sua battaglia più importante, non ha mai ripreso conoscenza. A dare l’annuncio della sua morte, su Facebook, è stata la sua squadra, la francese Roubaix-Lille Mètropole.
Myngheer aveva accusato un malore in corsa, proprio durante la gara di sabato. Sembrava un lieve malore, ed infatti sembrava essersi ripreso,  ma a 25 chilometri dal traguardo, era di nuovo caduto, vittima di un infarto.  Il giovane belga, che avrebbe compiuto 23 anni il prossimo primo aprile, aveva avuto dei problemi anche nel 2014, durante una gara amatoriale in Belgio, e i successivi test avevano rivelato delle anomalie. Questo inverno, però, si era sottoposto in Francia e Belgio a nuovi esami, necessari per la concessione della sua licenza.
Proprio per questo, adesso arrivano le polemiche. Intanto,  trai colleghi di Myngheer  c’è dolore e grande sconcerto. Come capita in questi casi, i ciclisti fanno gruppo, si uniscono nel ricordo dei sfortunati colleghi, chiedendo a gran voce anche maggior rispetto per la propria sicurezza.
È stato davvero un risveglio choc per i corridori. Quel che è successo ai poveri Antoine Demoitié  e Daan Myngheer poteva capitare a chiunque di loro.
Sportivo eclettico, Myngheer, dopo i buoni risultati da junior (secondo alla Het  Nieuwsblad nel 2010, campione belga nel 2011), era passato nel 2015 nella Continental Veranda Willems per poi diventare professionista, da questa stagione, entrando nel team francese Roubaix-Lille Metropole. Dopo il Criterium International, avrebbe dovuto partecipare alla Route Adelie, sempre su territorio transalpino.
La famiglia di Daan ha donato i suoi organi per aiutare gli altri, secondo la sua volontà, altro dettaglio che lo accomuna al collega belga Demotiè.
Si conferma un periodo molto sfortunato per il mondo del ciclismo. Le morti di Demoitie’ e Myngheer, sebbene siano state, probabilmente, causate da fattori completamente diversi, sono destinate a riaccendere il dibattito sulla sicurezza nel ciclismo professionistico.

Leggi anche:  L'agente di Nibali smentisce i contatti con l'Ineos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  •   
  •  
  •  
  •