Sante Pollastri, l’anarchico che amava la bicicletta. Storia di un bandito

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

Sante-Pollastri
Francesco De Gregori, cantando la sua storia, ha fatto conoscere a molti un frammento dell’Italia che fu. Un Paese immerso in uno sport, il ciclismo, che tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, aveva saputo infiammare una popolazione umiliata e stordita dalla guerra. Chi fu Sante Pollstri, il bandito che viene cantato da De Gregori e che entrò prepotentemente nella cultura popolare italiana degli anni venti? Pollastri era figlio di contadini, nato a Novi Ligure, con un passione sfrenata per la bicicletta. Un amore che lo univa al compaesano Costante Girardengo, con cui era cresciuto. Girardengo seppe infiammare i tifosi dell’epoca, conquistando due Giri d’Italia e una Milano-Sanremo.

Passato alla storia come anarchico, Pollastri si guadagnò le antipatie del regime fascista in seguito a un curioso episodio. Leggenda narra che una sera, sputando a terra una caramella al rabarbaro, centrò in pieno gli stivali di due ufficiali fascisti, che per tutta risposta lo picchiarono a sangue. Non si sa bene, invece, a cosa sia legata la sua mitologica figura di ribelle nei confronti delle autorità. C’è chi parla dell’uccisione, da parte di appartenenti alle forze dell’ordine, di un suo parente ancora molto giovane. Di sicuro, soprattutto oltre i confini nazionali, seppe guadagnarsi una certa fama, affrontando in diversi scontri a fuoco forze di polizia e uccidendo numerosi uomini in divisa.

Leggi anche:  Mondiali Ciclismo Fiandre 2021, orari, programma e dove vederlo in diretta

Il suo arresto avvenne nel 1926, a Parigi. In seguito a una soffiata. Inizialmente si ipotizzò che a compiere la delazione fosse stato proprio l’amico Girardendo, con cui si era incontrato poco prima a Roma. Ipotesi che lo stesso ciclista smentì. Dopo aver scontato ben trentadue anni di carcere, conoscendo anche l’isolamento a Santo Stefano, nel 1959 fu graziato dal presidente della Repubblica Gronchi e passò gli ultimi anni della sua vita a Novi Ligure, facendo il commerciante di stoffe. Morì il 30 aprile 1979, venendo sepolto nella sua cittadina nativa.

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un’unica passione per la bicicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d’altri tempi, di prima del motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è dietro a quella curva, è sempre più distante.
E dietro alla curva del tempo che vola
c’è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
e lo sanno le banche e lo sa la questura
Sante il bandito mette proprio paura
e non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio.
Fu antica miseria o un torto subito
a fare del ragazzo un feroce bandito
ma al proprio destino nessuno gli sfugge
cercavi giustizia ma trovasti la Legge.
Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere
e ti fece cadere la tua grande passione
di aspettare l’arrivo dell’amico campione
quel traguardo volante ti vide in manette
brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
e già si racconta che qualcuno ha tradito.
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante…
Vai Girardengo, non si vede più Sante
Sempre più lontano, sempre più distante…

  •   
  •  
  •  
  •