Tirreno Adriatico: Van Avermaet vince per un secondo!!!

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

schermata-2016-03-14-alle-15-52-58Tirreno Adriatico 2016. Si è conclusa oggi, con la cronometro di San Benedetto del Tronto, la 51° edizione della corsa dei due mari.
Vince Van Avermaet per un secondo. Beffa, l’ennesima, per l’eterno secondo Peter Sagan.
Veniamo alla cronaca di tappa. Per la quarta volta, lo svizzero Fabian Cancellara vince la tappa conclusiva con un’altra prestazione sontuosa, percorrendo il tragitto in 11:09.
Così a suo agio da dire: “Dovrebbero a questo punto dedicarmi un tratto di strada del lungomare, come hanno fatto alle strade bianche a Siena.”
In effetti l’ultimo anno di competizioni ciclistiche del campione svizzero si sta rivelando ancora pieno di soddisfazioni. “ma visto quello che è successo nel ciclocross in Belgio (motorino nascosto nel telaio), non dite che sono andato come una moto. Meglio come un treno”.
Stage 7 / Tappa 7
1) Fabian Cancellara 11’08”
2) Johan Lebon  +13″
3) Tony Martin  +18″

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Emozionante il testa a testa dei primi della classifica.
Il belga Van Avermaet precedeva gli avversari Stybar di 7″ e Sagan di 8″.
Al primo intermedio Sagan rosicchia 2 secondi a Stybar e solo uno a Van Avermaet.
Decisivi gli ultimi 5 km di cronometro, con vento contrario sul lungomare.
Sagan chiude a 11:32 mentre Stybar crolla chiudendo in 12:06.
Sul filo di lana l’arrivo del belga Van Avermaet che sembra tenere.
Il belga arriva in 11:39 e vince la corsa per un solo secondo!!!

Podio tutto straniero, per il terzo anno consecutivo, alla Tirreno Adriatico.
Vince il belga Van Avermaet, secondo lo slovacco Sagan, terzo il lussemburghese Jungels

Le prime impressioni dei corridori sono di soddisfazione e in alcuni di rammarico.
Ovviamente il vincitore Van Avermaet è soddisfatto e contento per la buona condizione anche in ottica Milano-San Remo di sabato prossimo.
Le dichiarazioni di Nibali e Sagan sottolineano la atipicità di questa edizione, con la tappa di montagna annullata per freddo più che per neve. Entrambi fiduciosi e soddisfatti, all’apparenza, nonostante il rammarico del siciliano, 5° senza tappe di montagna, e dello slovacco che è consapevole che se ci fosse stata la tappa impegnativa non sarebbe lì a parlare di podio o beffa.
Conclusione tutta per Cancellara, signore nel racconto della sua carriera e della sua filosofia di vita e del ciclismo. C’è un po’ di amarcord del ciclismo passato e della troppa tecnologia.
Anche questo fa parte del gioco. Cancellara mai banale.

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