Ciclismo, Nibali: “La neve e il freddo hanno complicato le cose, ma è andata meglio di quanto pensassi”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

Il ciclista Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali all’indomani della Liegi-Bastogne-Liegi, centoduesima edizione,  ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Stampa in cui ha commentato e analizzato la gara e l’esito della stessa. Il ciclista siciliano si è qualificato al 51° posto nell’ordine d’arrivo della Doyenne, in particolare a 2’21” da Wouter Pouls, che ha vinto inaspettatamente.
Sul risultato: “Viste le condizioni in cui si è corso sono andato anche meglio di quanto pensassi. La neve e il freddo hanno cambiato un po’ le carte in tavola, ma era giusto correre, le condizioni erano al limite ma regolari. Il ciclismo è anche questo”.   Sui  tre ciclisti che si sono affermati sul podio. “Se lo sono guadagnato e di sicuro non hanno rubato nulla. In corse così dure basta niente a fare la differenza e anche la fortuna ha il suo peso”.  Sulla prova deludente dei big“No, erano tutti al limite delle forze. Non è facile restare ai vertici dall’Amstel alla Liegi, chi ha vinto se l’è guadagnato. E poi Poels è un ottimo corridore”. Le sue sensazioni anche in prospettiva del Giro d’Italia:“Direi buone. Sapevo che mi manca ancora qualcosa, anche se sto crescendo di giorno in giorno. Non dimentichiamo che il Giro si deciderà fra un mese, sulle montagne dell’ultima settimana. Per me sarebbe preoccupante essere al top già adesso“. Sulla crisi nella penultima salita di Saint Nicolas: “Mi spiace, certo, ma non mi preoccupa. Ho detto a Diego di sentirsi libero di giocarsi le sue carte, perché io ero al gancio”. Sulla gara condotta da Valverde: “L’ho detto, il meteo avverso e la durezza della corsa può avergli giocato un brutto scherzo. In certi tratti non vedevamo nemmeno bene la strada per la neve e i muscoli erano induriti dal freddo. Ma so che Valverde al Giro sarà un osso durissimo perché viene in Italia per vincere”.  Su quale Nibali troveranno i suoi rivali al Giro d’Italia: “Spero il migliore. Mi fido del mio preparatore Paolo Slongo, in altura sul Teide abbiamo fatto un grande lavoro, i frutti si vedranno più avanti, adesso è ancora presto. Al Giro del Trentino sono ancora cresciuto di condizione. Ho molta fiducia”.  Sul fatto che nessuno di coloro che ha corso nel Giro del Trentito ha messo in atto una gara lodevole “No, mi serviva in vista del Giro. La Liegi è una corsa che mi piace molto e non potevo non farla, speravo che mi bastasse una condizione buona ma non ancora ottima, invece ci voleva qualcosa di più”. Sul fatto che i comprimari Démare, Hayman e Poels abbiano vinto Sanremo, Roubaix e Liegi :“Se hanno vinto corse così dure significa che quel giorno sono stati i migliori. Una classica monumento non si conquista per caso. E in questa Liegi il migliore di tutti è stato Poels: ha meritato il successo”. Infine, su cosa farà in attesa del 6 maggio, data in cui partirà il Giro:“Solo lavori di rifinitura e poi starò un po’ con la famiglia. Tutto sta andando più o meno come previsto. Non c’è nessun motivo per non essere ottimisti”.

Fonte: LaStampa.it

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