Damiano Cunego: “Sull’Etna mi sono allenato bene”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Damiano Cunego
Vi ricordate di Damiano Cunego, il vincitore del Giro d’Italia del 2004? Sul traguardo di Anras il veronese è tornato finalmente sul podio, dopo il terzo posto dell’anno scorso al Giro dell’Appennino. Certo, probabilmente dalla carriera di Damiano Cunego (classe 1981), dopo quell’inizio scintillante del 2004, ci saremmo aspettati davvero qualcosa di più ma, si sà, non tutte le buone premesse alla fine trovano le conferme sperate. Con questo non stiamo dicendo che la carriera di Damiano Cunego sia stata deficitaria, anzi: il veronese, oltre al già citato Giro d’Italia, ha vinto tre Giri di Lombardia, un Amstel Gold Race e un argento mondiale a Varese nel 2008. Un percorso di tutto rispetto, dunque, ma non proprio “da urlo” come all’inizio ci aveva fatto sperare. Damiano Cunego è sempre stato un ragazzo umile e conscio dei suoi limiti:
Faccio quello che posso, do quello che ho. E accetto i risultati, anche quelli negativi. Esistono limiti fisici. Il mio principio è questo: fare quello che si può come si deve. A posto con la coscienza. La gente ti conosce, capisce, apprezza, stima, rispetta. C’ è un ordine di arrivo della giornata, che stavolta mi ha penalizzato, e c’ è un ordine di arrivo – diciamo così – della vita, dove ognuno guarda a se stesso. Non sono l’ unico a fare quello che può come si deve. Però lo faccio. È già capitato che certe classifiche debbano essere riscritte, a competizione finita, e io ci rimango male.” (La Gazzetta dello Sport)

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Si rivede Damiano Cunego

Arrivato terzo al traguardo di Andras, Damiano Cunego ha del rammarico:
Peccato perché ho preso la salita finale un po’ indietro. Ma qui ogni volta è una battaglia, per essere nelle prime posizioni al momento giusto si prendono dei rischi pazzeschi. I miei compagni poi sono stati bravi a portarmi più sotto, poi io ci ho messo del mio e sono salito bene, ma ormai Landa se n’era andato. Eh, quando ha aperto il gas non ce n’è stato più per nessuno”. (La Gazzetta dello Sport)

Il suo stato fisico è buono e si vede: sembra il Damiano Cunego dei tempi migliori. Il veronese, però, non è sorpreso, anzi:
Non sono sorpreso di come sono andato perché sono reduce da due proficue settimane in quota sull’Etna e sapevo che sarebbero arrivati i frutti già qui. L’avvicinamento verso il Giro procede nel migliore dei modi. Certo, corro ancora con un po’ di paura. Il ricordo della caduta alle Strade Bianche è ancora fresco, la frattura al quinto metacarpo si è sistemata, ma è naturale che abbia un po’ il timore di picchiare la mano da qualche parte e di infortunarmi di nuovo. Il Giro? Ci vado con lo spirito di sempre, battagliero”.  (La Gazzetta dello Sport)

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Certo, le prospettive con cui Damiano Cunego andrà al Giro d’Italia non sono quelle eroiche del 2004, ma nemmeno pessime. Il veronese è in netta ripresa, sta bene dal punto di vista fisico e mentale. Il corridore della Nippo-Vini Fantini c’è. E questa, per tutti i tifosi di questo meraviglioso sport, è già una gran bella notizia.

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