Francisco Ventoso: “I freni a disco sono dei machete”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Francisco Ventoso
Impazza la polemica alla Parigi-Roubaix. Dopo le varie discussioni sulla sicurezza nel mondo del ciclismo, sempre ai limiti e sul filo del rasoio, quest’oggi a parlare è il corridore Francisco Ventoso. Il 33enne spagnolo si è così espresso sui freni a disco, colpevoli di essere altamente pericolosi per la salute degli atleti:
Per come sono concepiti adesso i freni a disco sono dei giganteschi coltelli, dei machete quando ci si cade contro. Io sono stato fortunato: non ho avuto la gamba tagliata, sono solo muscoli e pelle. Ma vi potete immaginare quel disco tagliare una giugulare o un’arteria femorale? Io preferisco non farlo.” ( La Gazzetta dello Sport).
Il riferimento è all’incidente che Francisco Ventoso ha dovuto subire domenica alla Parigi-Roubaix, proprio a causa dei freni a disco. Lo spagnolo è stato costretto al ritiro da una tremenda (e, immaginiamo, dolorosissima) lacerazione subita all’altezza della tibia. Le immagini dell’incidente sono forti e abbastanza cruente, segnale evidentissimo della pericolosità dei suddetti freni a disco; possono fare male, eccome. Francisco Ventoso ha poi continuato:
I freni a disco non sarebbero mai dovuti arrivare in gruppo, almeno in questo modo. Cosa succederà quando 396 dischi saranno in gara dove 198 corridori staranno battagliando ferocemente per le posizioni di testa?” ( La Gazzetta dello Sport)

La polemica di Francisco Ventoso ha dato i suoi frutti

Dopo il brutto incidente accadutogli alla Parigi-Roubaix, Francisco Ventoso ha deciso di scrivere una lettera aperta all’Unione Ciclistica Internazionale (l’Uci) con le parole sopra citate. Il messaggio del trentatreenne corridore spagnolo voleva essere forte, d’impatto, e possiamo affermare con certezza che ci è tranquillamente riuscito. Più che le parole di Francisco Ventoso, però, a parlare sono state le immagini. Lo squarcio sulla gamba dello spagnolo era effettivamente un messaggio troppo forte per poter essere ignorato, anche in tempi bui come questi. Preso atto della lettera aperta e delle foto, l’Unione Ciclistica Internazionale ha preso ufficialmente una decisione: in tutte le gare ufficiali su strada i freni a disco saranno tassativamente banditi. A dichiararlo è stato Harald Tiedemann Hansen, il presidente della commissione materiali dell’Unione Ciclistica Internazionale, che ha confermato che la decisione è stata presa proprio dopo la lettera aperta di Francisco Ventoso. Oltre allo spagnolo si era unita alla protesta anche la CPA, l’associazione internazionale dei corridori, che con la sua voce aveva già praticamente messo con le spalle al muro l’Unione Ciclistica Internazionale. Per la sperimentazione dei freni a disco questo è un brutto colpo, praticamente il colpo definitivo, nonostante le premesse fossero state tutt’altre. A fine 2015 si parlava un gran bene di questa novità, tant’è che erano stati sperimentati ala Vuelta, in due corse World Tour e all’Eneco Tour. Qualora il test fosse andato bene, i freni a disco avrebbero potuto fare la loro comparsa fra le donne, squadre Continental, World Tour e Professional. Non solo: l’esito si riteneva talmente scontato in senso affermativo che era dato per certo il loro utilizzo a partire dal 2017. E invece, la lettera aperta di Francisco Ventoso ha cambiato tutto; se questa è servita a tutelare la salute degli altri atleti, allora ne siamo davvero molto contenti.

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