Giro del Trentino: tappa a Kangert, Giro a Landa

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

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Si  conclusa con la vittoria di Mikel Landa la quarantesima edizione del Giro del Trentino, Melinda.

La gara è stata emozionante sin dalle prime battute grazie all’azione del campione italiano Vincenzo Nibali che sulla prima asperità della giornata ha provato ad andare in fuga per tentare di far saltare la corsa e recuperare gli oltre due minuti di svantaggio accumulati nelle tappe precedenti. Ad accompagnare Nibali nel coraggioso tentativo sono stati il russo Foliforov e l’azzurro Damiano Cunego che, dopo le difficoltà della prima parte della stagione, sembra tornato in buone condizioni fisiche e potrebbe dire la sua al prossimo Giro d’Italia.

L’azione del terzetto al comando  stata molto bella, il gruppo ha lasciato fare in un primo momento concedendo un vantaggio massimo di due minuti proprio all’inizio della seconda salita della giornata, il Marcena di Rummo, una salita lunga sette chilometri con la pendenza media del 4,5 per cento. Lo scollina mento, con Nibali a tagliare per primo il traguardo del Gran Premio della Montagna e impegnarsi nel successivo lungo tratto di falsopiano in discesa.

Il Giro del Trentino, lo si prevedeva, si sarebbe risolto sull’ultima asperità della giornata, il Forcella di Brez, una salita lunga 6 km con una pendenza media del 10 per cento con punte del 12 per cento.

Le prime rampe della salita fanno subito fuori il tre volte vincitore del Giro del Trentino, il veneto Damiano Cunego, che si stacca immediatamente facendosi riassorbire dal gruppo di Mikel Landa, giunto ai piedi dell’ascesa finale con meno di un minuto di svantaggio. L’azione dei due al comando si fa più pesante mentre dietro il ritmo imposto dal giovane azzurro del Team Sky, Moscon, consente la maglia ciclamino Landa di non doversi preoccupare eccessivamente dell’azione di Nibali. Il vantaggio dei fuggitivi cala costantemente finché nel gruppo dietro non si accende la bagarre che annulla definitivamente il coraggioso scatto di Nibali. Il primo ad attaccare è stato l’uomo Ag2r Romain Bardet, staccato di 20 secondi in classifica generale dal basco Landa. L’atleta spagnolo decide di salire regolare con il proprio passo, mentre alla ruota del francese si pone Michele Scarponi, utilissimo gregario in casa Astana che in meno di un chilometro riescono a raggiungere i due battistrada. L’azione dell’azzurro e del francese agevola anche il gruppo dietro formato da Landa, Pozzovivo, Fulsang e Firsanov. Gli otto vanno avanti regolari fino allo scollina mento, con Nibali e Foliforov in leggera difficoltà. La lunga e impegnativa discesa favorisce il gruppetto inseguitore che rientra sul gruppo in meno di quindici chilometri.

Saranno gli ultimi trenta chilometri a decidere il Giro del Trentino. Ci provano, per la vittoria di tappa, nell’ordine: Scarponi, Pirazzi, Dupont, ma tutti i loro attacchi sono annullati dal gruppo tirato dalla Sky con Deignan, rientrato in discesa.

Sull’ultimo strappetto ci prova ancora Pirazzi, seguito immediatamente da Fulsang, Landa e Firsanov. Poi  ancora Fulsang a scattare, con Firsanov immediatamente alla sua ruota e poi Mikel Landa, bravissimo a resistere a tutti gli attacchi della Ag2r, dell’Astana e della Gazprom. a cinque chilometri dall’arrivo ci prova ancora Dupont, che guadagna subito una cinquantina di metri. Poco dopo ci prova ancora Fulsang, che ha da recuperare 10 secondi in classifica. Entrambi i tentativi vengono annullati. Rientrato il gruppo, prova l’azione in contropiede Pirazzi, raggiunto subito da Peraud. L’attacco dei due viene stoppato all’ultimo chilometro, con la volata lanciata lunga da Matteo Busatto che viene sorpassato nel finale dall’uomo Astana Tanel Kangert che, vincendo la tappa, riesce a conquistare i dieci secondi di abbuono mette i brividi a Mikel Landa, che, terzo, riesce a mantenere la maglia ciclamino per soli due secondi.

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