Giro delle Fiandre 2016: vince Peter Sagan da dominatore

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

sagan fiandre 2016
Peter Sagan
in una settimana si toglie definitivamente l’etichetta di eterno secondo e, in maglia iridata, domina da campione del mondo la centesima edizione del Giro delle Fiandre.
Dopo la vittoria in volata della Gand Wevelgem, replica oggi e fa sua la prima “gara monumento” della sua carriera ciclistica.
Sempre in controllo. Senza paura, senza smorfie in un viso che sembrava pregustare la vittoria già a diversi chilometri dalla conclusione. Peter Sagan padrone del proprio destino e di quello di tutti gli avversari per andare a vincere la centesima edizione del Giro delle Fiandre ed issarsi tra i grandi del ciclismo.
La Gara.
Partenza ad altissime velocità da Brugge e oltre un’ora e mezzo senza che alcuna fuga prendesse piede, con il gruppo a tamponare su ogni tentativo sviluppatosi.
Alla fine sono riusciti ad evadere dal gruppo sei uomini: Hugo Houle (AG2R La Mondiale), Federico Zurlo (Lampre – Merida), Imanol Erviti (Movistar), Gijs Van Hoecke (Topsport Vlaanderen – Baloise), Lukas Pöstlberger (Bora – Argon 18) e Wesley Kreder (Roompot – Oranje Peloton). Il plotone ha lasciato fare sin da subito e questi uomini hanno preso anche 4’30” di vantaggio.
Da segnalare, purtroppo diverse cadute. Ad avere la peggio Arnaud Démare (FDJ), vincitore non senza macchia della Milano – San Remo, e Tiesj Benoot (Lotto Soudal), costretti ad abbandonare per due incidenti diversi. Sfortunato anche Sep Vanmarcke (LottoNL-Jumbo), coinvolto in diversi problemi di varia natura, ma come vedremo, comunque tra i protagonisti di giornata.
Il primo vero scossone è arrivato sul Molenberg a 115 chilometri dall’ arrivo. Un’accelerata secca di Tony Martin ha ridottoil gruppetto di testa a circa 25 unità e il resto dei corridori costretti ad inseguire in lunga fila indiana.
Momento decisivo a circa 100 chilometri dal traguardo. Caduta di squadra per la BMC, con Greg Van Avermaet che rimane a terra: la sua Settimana Santa potrebbe già essere finita.
Il secondo passaggio sul Kwaremont e il primo sul Paterberg, a 50 chilometri dal traguardo, non hanno prodotto selezione ed è stato Koppenberg, solo qualche minuto dopo, a frazionare il gruppo.
La salita breve ma intensa, scavata nella terra e dal pavé sconnesso ha messo in fila tutti i favoriti.
L’attacco che ha deciso la corsa è stato del polacco Michael Kwiatkowski (Team Sky) seguito prima da Peter Sagan e poi da Sep Vanmarcke. Il gruppo non è riuscito a chiudere subito e il vantaggio si questi uomini prima è diventato 100 metri, poi 20″ e 30”.
Alle loro spalle Cancellara, avendo perso l’attimo, ha messo a lavorare i compagni della Trek Segafredo provando a mantenere controllato il distacco.
Sagan e compagni si sono riportati sulla testa della corsa che in quel momento era formata da Imanol Erviti, André Greipel, Dimitri Claeys, Stijn Vandenbergh e Dylan Van Baarle.
Il gruppo, e in particolare Cancellara, è riuscito a limitare i danni e proprio lo svizzero ha rotto gli indugi sul pavé dell’Oude Kwaremont.
La sua azione, nonostante sia stata altamente spettacolare, non gli ha consentito di chiudere il buco perché in testa alla corsa Sagan aveva fatto a sua volta la differenza seguito solamente da Sep Vanmarcke.
Niki Terpstra (Etixx-QuickStep), nascosto per tutta la corsa, è sbucato dal nulla in cima al Kwaremont e si è riportato su Cancellara assieme a Claeys e Van Baarle, staccati una quindicina di secondi dalla testa della corsa.
Sul Paterberg Sagan pur senza scatti è riuscito a stancare Vanmarcke fino a staccarlo negli ultimi metri di ascesa con un’azione di forza che ha ricordato quella di Cancellara del 2013 quando proprio Sagan fu costretto ad arrendersi allo svizzero.
All’ inseguimento del campione del mondo Cancellara e Vanmarcke non sono riusciti a ridurre il margine che li separava da Sagan, superiore a tutta la concorrenza nel finale di corsa.
Un inseguimento lungo tutti i 5 chilometri finali. Sagan all’orizzonte mai avvicinato dai due avversari, evidentemente stremati.
Per lo slovacco si tratta del primo successo della carriera in una Classica Monumento, nonostante abbia già vinto il Campionato del mondo a Richmond. Al Fiandre era salito una volta sul podio nel 2013 (secondo) mentre lo scorso anno aveva chiuso in quarta posizione.
Nel finale Cancellara, all’ultima partecipazione al Fiandre, ha vinto la volata contro Vanmarcke mentre Alexander Kristoff (Katusha), vincitore uscente, ha regolato facilmente il gruppetto dei battuti in volata.
Un podio splendido per una gara caratterizzata da caldo e vento che ha fiaccato i corridori, arrivati esausti al traguardo.
Sagan veramente impressionante, candidato numero uno anche per le prossime classiche del nord, Parigi Roubaix compresa.

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