Tappe vendute, gare falsate, controlli antidoping elusi. E’ davvero questo il ciclismo?

Pubblicato il autore: Mario Massimo Perri Segui

Shock nel mondo del ciclismo. L’uscita del libro ‘Sono il ciclista segreto’ ha messo in subbuglio il mondo delle due ruote, a causa delle clamorose rivelazioni in esso contenute. Autori: un ciclista, ancora in attività, ma che preferisce mantenere (comprensibilmente) l’anonimato e Antoine Vayer, allenatore della Festina dal 1995 al 1998.

Ciclismo: un mondo falsato?

Nel libro si parla della parte più sporca del ciclismo. Tappe vendute, scommesse clandestine e controlli antidoping elusi sono solo alcuni degli argomenti trattati, ma – allo stesso tempo – quelli che fanno maggior scalpore. L’obiettivo degli autori è quello di contribuire a cambiare il ciclismo che, alla luce di quanto contenuto nel libro, sarebbe un mondo marcio, privo di integrità. L’anonimo ciclista ammette, candidamente, di essersi catapultato in questo mondo, perchè ‘sognava di competere ai massimi livelli’. Tutto ebbe inizio dopo un Giro delle Fiandre, quando, dopo l’ennesimo ritiro, si rese conto di non poter competere ai massimi livelli, se non fosse diventato come gli altri: un corridore dopato!

Armstrong, ciclismo

Nella foto, Lance Armstrong. Allo statunitense sono stati cancellati i sette Tour de France vinti a causa del doping.

Doping e gare truccate

I passi del libro dal maggior risalto mediatico sono – certamente – quelle riguardanti il doping e il giro di scommesse clandestino. “Ci sono ciclisti che si spingono fino al limite della legalità, facendo un uso smodato di prodotti (teoricamente legali) che causano una trasformazione fisica e mentale e permettono, ai corridori, di conseguire una potenza enorme. Un prodotto che va di moda tra noi ciclisti è il tabacco da masticare, che gli specialisti delle volate amano prendere prima di ogni sprint. E poi ci sono altri ciclisti che si dopano regolarmente, ma che, grazie ai loro medici e alle federazioni nazionali, riescono ad eludere i controlli con irrisoria semplicità” scrive lo sconosciuto ciclista, che parla anche del vertiginoso aumento delle cadute negli ultimi anni: “Il Tramadol è l’esempio per antonomasia della deriva di noi ciclisti. Con questo antidolorifico sei in grado di pedalare per ore ed ore, pur non sentendo nulla dall’anca in giù. Ecco il motivo di tante cadute”. Dichiarazioni shock, ma ancora più aggravate quando gli autori parlano delle gare truccate: “Molte corse di un giorno sono scritte a tavolino già prima della partenza. Gli organizzatori decidono tutto: dall’ordine di arrivo alle fughe. Nelle volate delle grandi corse a tappe girano un mucchio di soldi. Sono i corridori stessi a puntare, insieme ai direttori sportivi, i quali, conseguentemente, danno gli ordini di come devono andare le cose tramite gli auricolari”.

Perchè avviene tutto questo?

Il mondo del ciclismo, attualmente, è ‘una mafia, dove l’omertà regna sovrana’ scrivono i due autori che, sicuramente, faranno parlare molto di questo libro che rischia di inquinare, ulteriormente, un mondo che, agli occhi degli appassionati sportivi, risulta già inquinato di per sè. E’ un duro colpo, l’ennesimo, per il ciclismo. Se venissero confermate le accuse contenute in Sono un ciclista segreto questo sport perderebbe quel pizzico di credibilità (forse) rimastagli, dopo anni e anni di scandali sul doping. Il libro sarà disponibile, inizialmente, solo nelle librerie francesi.

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