Parigi-Roubaix 2016: Hayman beffa Boonen, prima vittoria in una classica

Pubblicato il autore: Cosimo Lanzo Segui

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Nella vita l’importante è crederci sempre perché la più bella vittoria può arrivare al crepuscolo della carriera e quando tutti ti danno per finito. E’ la storia del 37enne Mathew Hayman, l’australiano della Orica-Greenedge che ha vinto la 114esima edizione della Parigi-Roubaix a sorpresa, battendo allo sprint una leggenda delle classiche come Tom Boonen, di due anni più giovane di lui ma con un peso specifico diverso viste le quattro vittorie solo alla Roubaix. Il grande sconfitto di questa edizione della Roubaix è proprio il ciclista belga, arrivato a pochi centimetri dal quinto successo nell’Inferno del Nord. Un successo che lo avrebbe portato all’apice dell’albo d’oro della classica. Per vincere la quarta Roubaix “Tornado Boonen” dovrà presentarsi il prossimo anno, sempre che abbia ancora le forze mentali e fisiche per riprovarci.

Ma chi è il vincitore? Hayman ha vinto otto gare in 16 anni di carriera, tra cui la più importante è la Parigi-Bourges del 2011. Dal 2003 però, tre anni dopo l’inizio della sua carriera tra i professionisti, l’australiano ha dimostrato di avere sempre molta confidenza con il pavé. “E’ la mia corsa preferita”, ha dichiarato sul traguardo un incredulo Hayman. Tra tutte le classiche anche alla Roubaix l’australiano è sempre riuscito ad entrare nel gruppo finale, senza mai avere il guizzo da campione. Si contano diversi piazzamenti: un decimo e un quarto posto alla Gend-Wevenglem, due ottavi e un terzo posto alla Dwars door Vlaanderen (classica delle fiandre) e un ottavo posto alla Parigi-Roubaix del 2012. Con gli anni il passista-velocista australiano ha messo a disposizione la sua esperienza per i capitani delle sue squadre, dalla storica Rabobank (ben nove anni, ndr) alla Sky, fino all’approdo nel team australiano della Orica.

A 10 giorni dal suo 38esimo compleanno Mathew Hayman a avuto la possibilità della vita. Il ciclista è entrato nel gruppetto dei fuggitivi a 180 km dal traguardo, non lasciando un centimetro agli avversari. L’australiano ha tenuto botta agli attacchi dei big come Boonen, Vanmarcke, Standard o Boasson-Hagen per tutti gli ultimi 10 chilometri. Dietro altri big come Cancellara, arrivato dopo 7 minuti a causa di una caduta a Mons en Pévèle, non hanno tenuto il passo. L’unico italiano nella bagarre finale è Puccio, ma anche lui cade e dice addio ai sogni di gloria. Dopo i quattro chilometri finali Hayman ha provato a sorprendere Boonen, passista come lui ma con grande esperienza, senza riuscirci. Nel velodromo finale sono entrati prima i due Hayman e Boonen, a cui si è aggiunto Vanmarcke e poi Standard e Boasson-Hagen. Più che una Parigi-Roubaix sembrava di stare assistendo a una prova in linea, con la classica partita a scacchi fatta di sguardi e rallentamenti in attesa della fiammata, del colpo di pedale giusto.

Già da qualche chilometro però è parso chiaro che la vittoria se la stavano giocando Tom Boonen e Mathew Hayman. Sapendo di essere meno forte sul lungo, Hayman ha aspettato fino all’ultimo prima di scattare sui pedali e in volata a pochi metri ha anticipato Boonen di qualche metro. Una vittoria storica per l’Australia: Hayman è il secondo a vincere la Regina delle classiche dopo Stuart O’Grady del 2007. E da oggi, sul finale della sua carriera, nulla sarà come prima. L’importante è crederci sempre, parola di Mathew Hayman.

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