Risultati Amstel Gold Race: dominio italiano alla prima classica delle Ardenne

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

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Enrico Gasparatto torna alla vittoria nell’Amstel Gold Race: quattro anni dopo il suo ultimo successo, ottenuto davanti a mostri sacri come Sagan, Gilbert e Freire, il corridore friulano si è ripetuto mettendo la sua ruota davanti a quella dell’uomo della Tinkoff Saxo Michael Valgren e anticipando il gruppo regolato da un superlativo Sonny Colbrelli.

La cronaca. L’Amstel Gold Race non parte benissimo per i colori italiani che ancora prima del chilometro uno perdono un protagonista, Fabio Felline, della Trek, caduto rovinosamente mentre provava a sistemare il rilevatore di velocità sulla ruota anteriore: per il corridore piemontese lesioni al volto e naso fratturato.
Nella prima ora il gruppo riesce a rintuzzare tutti i tentativi di fuga fino al chilometro 40 quando su sollecitazione dell’azzurro Matteo Bono ha preso vita una fuga comprendente 11 atleti, tra cui l’azzurro della Nippo-Fantini Giacomo Berlato e l’atleta dell’Ag2r La Mondiale, Matteo Montaguti. Nonostante la fuga fosse composta da atleti di buon valore tecnico e che sin dalle prime battute abbiano collaborato con continuità, il loro vantaggio non è mai salito sopra i cinque minuti, merito dell’azione nel gruppo di due squadre, il Team Sky, con il capitano Michal Kwiatkowski, vincitore uscente, dato in ottime condizioni fisiche e l’Orica Green EDGE, unita per il capitano Michael Matthews, vice-campione del mondo in carica e terzo all’edizione 2014 dell’Amstel Gold Race.

Nei successivi chilometri la fuga è stata controllata senza eccessivi affanni arrivando ai meno 60 a un vantaggio di soli due minuti. Nel gruppo, nel tentativo di recuperare rapidamente sui fuggitivi, è partito il contrattacco da parte di quattro corridori, non di primissima fascia tra cui Niccolò Bonifazio. Il quartetto è riuscito a guadagnare in poco tempo una quarantina di secondi sul gruppo avvicinandosi a un minuto dai fuggitivi. Lo sforzo iniziale, però, ha impedito ai contrattaccanti di recuperare il ritardo nei confronti del gruppetto dei fuggitivi favorendo così il recupero del gruppo che in vista del cartello dei meno 30 ha ripreso i contrattaccanti cristallizzando così la situazione di corsa: la fuga, passata da 11 a 7 unità, transitata ai meno 30 con meno di un minuto di ritardo rendendo di fatto vano il generoso tentativo di Bono, Montaguti e degli altri. Sul penultimo passaggio sul Cauberg l’attacco di Enrico Battaglin della Lotto ha fatto definitivamente crollare i sogni di gloria della fuga ma l’azzurro non è riuscito a portare via un gruppetto in grado di arrivare al traguardo. L’azione forse decisiva c’è stata sul penultimo “berg” di giornata, il Bemelerberg: ci ha provato prima il forte il forte ceco della Tinkoff Roman Kreuziger ma il suo tentativo è stato annullato da quello di un superlativo Tim Wellens che ha contrattaccato arrivando ai piedi del Cauberg con un vantaggio di una quindicina di secondi. Con Kwiatkowski staccato così come Gilbert l’arrivo in volata sembrava il più probabile destino della corsa. A scombussolare i piani delle poche ruote veloci rimaste nel gruppo di testa ci ha pensato Enrico Gasparotto che, con una progressione meravigliosa in “posizione Gilbert” ha fatto il vuoto portandosi dietro solo il giovane e inesperto Michael Valgren.

Finale. Dopo aver raggiunto un margine rassicurante i due atleti si sono preparati per la volata, presa in prima posizione dal danese che ha di fatto tirato la volata all’atleta azzurro che, partito ai 200 metri è andato a vincere la sua seconda Amstel Gold Race. Sul traguardo l’azzurro ha dedicato la sua vittoria al compagno di squadra scomparso nella recente Gand-Wevelgem, Antoine Demotié.
Il favorito di giornata, l’australiano Matthews si è classificato quinto, battuto anche da Bryan Coquard, mentre altri due italiani sono entrati nei primi dieci, l’uomo Lampre Diego Ulissi, settimo, e il Movistar Giovanni Visconti, ottavo, che dalla prossima gara tornerà a fare il gregario di Valverde.

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