Caduta Taaramae, si solleva un vespaio

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Caduta Taaramae
Caduta Taaramae al Giro d’Italia 2016 che non passa inosservata tra i corridori: a fine tappa, infatti, si è aperta un’intensa polemica che ha coinvolto molti ciclisti in gara. Alcuni di essi sono stati penalizzati dall’evento, accaduto a circa 1200 km dall’arrivo, proprio quando si entrava nella fase calda della corsa; tra i danneggiati c’è anche Vincenzo Nibali, uno dei possibili pretendenti alla maglia rosa. Sulla caduta Taaramae si è espresso, ad esempio, Sacha Modolo:
Sono ripartito da fermo all’ultima curva ho tentato il tutto per tutto. Avevo già fatto una volata. Ero già al gancio. Ci siamo anche un po’ arrotati con Sonny. È andato tutto male.” (La Gazzetta dello Sport)
Poi Michele Scarponi:
C’è stata una caduta all’imbocco, Abbiamo cercato di non prendere buchi. Sarebbe stato meglio se Valverde non avesse preso i quattro secondi. Ma è andata così. Io a causa della caduta ho frenato. La caduta non ha causato il buco ma ha condizionato l’andamento.” (La Gazzetta dello Sport)

Caduta Taaramae, qualche proposta

In mezzo a molte lamentele e dichiarazioni di circostanza, qualche corridore è uscito dal guscio e si è espresso in maniera innovativa sul caso del giorno, la caduta Taaramae. Su tutti spicca sicuramente il nome di Elia Viviani, il ciclista di Sky che, arrivato novantesimo, a fine gara ha detto:
Secondo noi velocisti dovrebbero fermare il tempo non a 3 ma a 5 o a 10 chilometri di modo che il Giro lo vinca il più forte. Non saranno questi quattro secondi che faranno vincere l’uno o l’altro.” (La Gazzetta dello Sport)
Sulla scia di Viviani si è addentrato nella questione anche un ex vincitore illustre del Giro d’Italia come Damiano Cunego. Il veronese ha dato pienamente ragione al ciclista di Sky e ha rincarato la dose:
Bisogna neutralizzare. I finali sono insidiosi, una caduta banale può diventare problematica.”  (La Gazzetta dello Sport)
Superando la questione caduta Taaramae, veniamo alla tappa di giornata del Giro d’Italia, la quinta. A vincerla è stato il tedesco André Greipel, alla terza vittoria qui al Giro, dopo Locarno nel 2008 e Brescia nel 2010. Il tedesco, ascoltato nell’immediato dopo gara, è apparso semplicemente raggiante:
Chapeau ai miei compagni di squadra. È stata una caccia durissima per riprendere la fuga. Grazie ai miei compagni di squadra. Ho cercato di non essere chiuso ho visto un varco e mi sono lanciato anche se mancavano ancora 300 metri. Ho detto: ho le gambe ci provo.” (La Gazzetta dello Sport)
Infine, si sono espressi Sonny Corbelli:
Greipel oggi ha fatto lavorare la squadra in maniera perfetta. Era imbattibile come Kittel nei primi giorni. Oggi volevo riscattare ieri. La gamba c’è ed è giusto fare quello che si può.”  (La Gazzetta dello Sport)
e Tom Dumoulin:
È stata una giornata durissima con i continui su e giù. I quattro ragazzi nella fuga erano fortissimi. E il finale è stata una follia. Domani in salita vedremo come ognuno di noi va.” (La Gazzetta dello Sport)
Il Giro d’Italia, dunque, ha avuto il caso del giorno: la caduta Taaramae. Le polemiche serviranno a qualcosa o rimarrà tutto come prima?

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