Ciclismo, ritratto di Vincenzo Nibali

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

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Straordinario successo per Vincenzo Nibali che ha vinto la 19ª tappa del Giro d’Italia, da Pinerolo a Risoul di 162 km,  uno dei percorsi in assoluto più  difficili ed insidiosi della corsa. Al termine dell’impresa, l’italiano dell’Astana si è appoggiato al manubrio e ha pianto a dirotto, dedicando la vittoria al ciclista e suo grande fan Rosario Costa scomparso in un incidente stradale, durante un allenamento. Il ciclista  ha poi  ringraziato il suo team per averlo supportato costantemente.
Vincenzo Nibali, classe 1984, è uno dei ciclisti più quotati del momento. Professionista dal 2005, vanta, dopo Felice Gimondi un incredibile record: ha  conquistato un’edizione di tutti i tre Grandi Giri, vincendo, infatti, la Vuelta a España  2010, il Giro D’Italia 2013, ed il Tour de France nel 2014. Simpaticamente soprannominato lo “Squalo dello Stretto”, per il suo modo grintoso di correre e, ovviamente, per le sue origini siciliane, è un ciclista destinato ad entrare nella storia del ciclismo.
Di certo, la grinta lo ha accompagnato sin da quando era piccolo: nel 2001 , nella Categoria Allievi ha ottenuto sette successi e, nello stesso anno,  si aggiudica ben  cinque corse nella categoria Juniores.  Nel 2002 ha conquistato, inoltre, una medaglia di bronzo a cronometro  ai campionati del mondo di Zolder. Nel 2003, è passato alla categoria Under-23, ottenendo ancora  ben 7 successi. Ma  questo record  gli vale, soprattutto, la chiamata ai campionati europei e del mondo. Nel 2004, ancora nella categoria Under-23, ottiene 12 vittorie, ed è nuovamente convocato per il Campionato europeo, facendosi notare ai mondiali di Verona.  Il suo nome inizia a circolare nell’ambiente e,grazie ad una carriera brillante, viene ingaggiato da  Giancarlo Ferretti, nel 2005. Dopo averlo visto in azione, Ferretti non ha più alcun dubbio e decide di arruolarlo nella propria squadra professionistica. Il primo trionfo da professionista risale al 2006 quando  entra nella Liquigas di Danilo Di Luca.
Il resto è storia.
Questo è il curriculum di un ciclista che  si è presentato al Giro, con ambizioni di vittoria. Dopo la rovinosa caduta in discesa per la maglia rosa del Giro d’Italia Steven Kruijswijk poco dopo aver passato il Colle dell’Agnello, Cima Coppi del Giro, le sue quotazioni sono notevolmente cresciute.Infatti,  lo sfortunato olandese ha perso il controllo della bicicletta ed è  andanto a sbattere contro il muro di neve e ghiaccio che limitava la strada. Kruijswijk si è dovuto fermare per rimettere a posto la bicicletta prima di lanciarsi all’inseguimento di Nibali, ormai irraggiungibile.  Proprio per questo,  il ciclista siciliano sembra essere,ora, tra i favoriti.Le prossime ore, in tal senso, saranno decisive. Ad ogni modo, terminato il Giro D’Italia, il suo prossimo obiettivo sarà  vincere in quel di Rio de Janeiro che rappresenta una tappa decisiva nella sua carriera.
Vedremo se manterrà questa promessa, di certo non gli mancherà la voglia di sorprendere ancora tutti…

 

Di  seguito riportiamo la classifica generale:

 

  1. Esteban Chaves (Colombia / Orica) 78:14:20″
  2. Vincenzo Nibali (Italy / Astana) +44″
  3. Steven Kruijswijk (Netherlands / LottoNL) +1:05″
  4. Alejandro Valverde (Spain / Movistar) +1:48″
  5. Rafal Majka (Poland / Tinkoff) +3:59″
  6. Bob Jungels (Luxembourg / Etixx – Quick-Step) +7:53″
  7. Andrey Amador (Costa Rica / Movistar) +9:34″
  8. Rigoberto Uran (Colombia / Cannondale) +12:18″
  9. Kanstantsin Siutsou (Belarus / Dimension Data) +13:19″
  10. Domenico Pozzovivo (Italy / AG2R) +14:11″

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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