Giro d’Italia 2016: analisi del percorso tappa per tappa

Pubblicato il autore: davide castiglia Segui

Il 99° Giro d’Italia parte domani dai Paesi Bassi. Previsti 3500 km totali, 3 cronometro individuali, 7 tappe per velocisti, 7 di media montagna, 4 di alta montagna: un Giro duro, con diverse frazioni impegnative e che prosegue la tendenza degli ultimi anni di non mettere la salita più dura a fine tappa
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Parola chiave del Giro d’Italia 2016 sembra essere equilibrio. In primis, equilibrio nel percorso propriamente detto che è stato disegnato per soddisfare tutti i tipi di corridori, sia gli uomini di classifica visto il giusto rapporto fra chilometri a cronometro e salite, sia i cacciatori di tappe con frazioni vallonate, sia i velocisti con tappe completamente pianeggianti. In seconda analisi, equilibrio nei trasferimenti: infatti in ben 6 occasioni si ripartirà dove si era arrivati il giorno precedente e, fatta eccezione per il lungo viaggio di ritorno in Italia dopo l’avvio nei Paesi Bassi, gli spostamenti sono pochi e piuttosto brevi. Unico neo è probabilmente l’abbondanza (addirittura 9) di passi sopra i 2000 metri con conseguente rischio causa maltempo di modifiche del percorso in extremis o annullamenti come successo in avvio di stagione alla Tirreno-Adriatico.
Ma andiamo a esaminare giorno per giorno cosa ci proporrà il Giro che sta per partire.

Venerdì 6 maggio – Tappa 1, Apeldoorn – Apeldoorn: prologo individuale di 9,8 km
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Due anni dopo la partenza britannica, quest’anno il via sarà nella terra dei tulipani con un prologo di quasi 10 chilometri, piattissimo e con lunghi rettilinei. Insomma, la prima maglia rosa finirà sulle spalle di uno specialista delle prove contro il tempo.

Sabato 7 maggio – Tappa 2, Arnhem – Nijmegen: pianeggiante di 190 km
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Prima tappa in linea ancora in territorio olandese e ancora una frazione completamente piatta con solo un dentello di circa 1 chilometro che servirà per assegnare la prima maglia blu di miglior scalatore. Prima occasione per i tanti big dello sprint presenti ma attenzione all’incognita vento che a queste latitudini può diventare un fattore importante.

Domenica 8 maggio – Tappa 3, Nijmegen – Arnhem: pianeggiante di 190 km
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Ultima frazione del trittico nei Paesi Bassi e curiosamente sede di partenza e di arrivo invertite rispetto al giorno precedente. Seconda sfida tra le ruote veloci delle volate.

Martedì 10 maggio – Tappa 4, Catanzaro – Praia a mare: vallonata di 200 km
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Dopo il primo dei tre giorni di riposo, il Giro propone la prima tappa sul suolo italiano e, in particolare, interamente in territorio calabrese. Tappa molto insidiosa con diversi saliscendi e ultimo strappo a poco meno di 10 km dall’arrivo, quindi adatta a uomini da classiche. Per gli uomini di classifica una giornata resa ancora più snervante dalla vicinanza del percorso alla costa che sta a significare pericolo vento.

Mercoledì 11 maggio – Tappa 5, Praia a mare – Benevento: poco vallonata di 233 km
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Dalla Calabria continua la risalita dello stivale attraverso la Campania. Frazione molto lunga e con diversi mangia e bevi ma tranquilla negli ultimi 50 chilometri per cui dovrebbe essere ancora un’affare per i velocisti. L’arrivo di Benevento in leggera ascesa e con alcuni tratti in pavé potrebbe cambiare i valori in campo espressi fino al giorno prima.

Giovedì 12 maggio – Tappa 6, Ponte – Roccaraso: media montagna di 157 km
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Sesta tappa e primo arrivo in salita del Giro. Niente di sconvolgente, si tratta della classica salita appenninica: molto lunga, quasi 17 km, ma irregolare e con alcuni tratti in contropendenza tanto che la pendenza media è inferiore al 5%. Probabile arrivo di un gruppetto non troppo ristretto e vittoria per chi riuscirà a essere più esplosivo nel finale. Per gli uomini di classifica primo test abbastanza semplice, difficile vedere grossi distacchi.

Venerdì 13 maggio – Tappa 7, Sulmona – Foligno: pianeggiante di 211 km
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Nonostante qualche difficoltà nel tratto iniziale e un GPM di 4° categoria a 40 chilometri dal traguardo, altra frazione che le squadre delle ruote veloci presenti in gruppo riusciranno a tenere sotto controllo e quindi è attesa a Foligno un altro sprint di gruppo.

Sabato 14 maggio – Tappa 8, Foligno – Arezzo: vallonata di 186 km
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Dopo la bellissima tappa del 2010, ecco che gli organizzatori ripropongono lo sterrato delle strade bianche toscane. Però, diversamente da quanto accaduto 6 anni fa, il tratto in sterrato sarà uno solo, durissimo e in salita: il primo chilometro non asfaltato è costantemente sopra il 10% e, anche se poi la salita spiana un pò, è sempre ghiaia sotto le ruote dei corridori. Dalla cima 18 chilometri quasi interamente di discesa. Giorno molto importante per chi punta alla vittoria finale, queste sono le occasioni nelle quali non si può vincere un grande giro ma è possibile perderlo.

Domenica 15 maggio – Tappa 9, Chianti – Chianti: cronometro individuale di 40,5 km
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Alla seconda domenica di gara ecco uno dei giorni decisivi dell’intera corsa rosa: la cronometro del Chianti. Sono 40 km difficilissimi da interpretare con praticamente neanche un metro di pianura. La prima parte è un continuo su e giù tra stradine strette e curve secche dove bisogna sempre rilanciare l’andatura; la seconda parte presenta 5 chilometri di ascesa al 4% seguita dagli ultimi 7 km di discesa molto tecnica. Non è una cronometro per specialisti ma neanche per scalatori; è una prova dove sarà importantissimo gestire bene lo sforzo e non aver paura poi nel finale di buttarsi in discesa. Facile prevedere distacchi pesanti che segneranno indelebilmente la classifica.

Martedì 17 maggio – Tappa 10, Campi Bisenzio – Sestola: media montagna di 219 km
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Archiviato il secondo giorno di riposo, si riprende col secondo arrivo in salita. Gli ultimi 100 dei 220 chilometri previsti hanno un profilo da elettrocardiogramma e, se la salita finale è tutt’altro che impossibile (7 km al 5%), la penultima di Pian del Falco presenta gli ultimi 5 chilometri di salita costantemente intorno al 9% e dalla vetta mancheranno solo 16 chilometri all’arrivo. Chi soffrirà il giorno di riposo e la lunghezza della tappa potrebbe perdere tempo prezioso.

Mercoledì 18 maggio: Tappa 11, Modena – Asolo: poco vallonata di 227 km
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Tappa completamente pianeggiante per più di 200 chilometri, da cardiopalma nel finale. Negli ultimi 20 km non ci sarà un attimo di respiro tra strappi, saliscendi continui e curve. Possibile che il gruppo si conceda un giorno di “riposo” e lasci arrivare la fuga di giornata, altrimenti aspettiamoci un finale confuso e convulso con tutti che vogliono restare nelle prime posizioni.. in questi casi il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.

Giovedì 19 maggio – Tappa 12, Noale – Bibione: pianeggiante di 182 km
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Si ripete l’andamento del giorno precedente, con l’eccezione del finale. Risultato: tappa di trasferimento completamente pianeggiante e altra occasione per i velocisti. Sarà da preludio a una serie di tappe di montagna.

Venerdì 20 maggio – Tappa 13, Palmanova – Cividale del Friuli: montagna di 170 km
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La prima tappa alpina prevede 4 GPM, 2 di prima e 2 di seconda categoria e molto importanti saranno anche le discese tecniche e pericolose. La salita più dura è la penultima, Cima Porzius, 9 km all’8,2% con scollinamento ai -30 dall’arrivo. Dopo un tratto in discesa si attacca l’ultima ascesa di giornata, 6 km al 7,8% e dalla cima al traguardo mancheranno solo 14 chilometri, 7 di discesa e 7 di fondo valle. Il disegno sembra fatto apposta per invogliare a cercare l’impresa da lontano, ma la collocazione della tappa che precede due frazioni fondamentali per l’intero Giro d’Italia potrebbe essere un deterrente troppo forte.

Sabato 21 maggio – Tappa 14, Alpago – Corvara: montagna di 210 km
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Ben 6 GPM (tra cui alcuni passi mitici per la corsa rosa come Pordoi, Sella e Giau), 5000 metri di dislivello, più di 200 chilometri da percorrere e arrivo posto in cima a uno strappo di 500 metri al 13%. La quattordicesima tappa della corsa rosa ha tutti gli elementi necessari per essere una corsa epica, con i corridori che arriveranno uno alla volta e stremati. La speranza è che l’eccessiva durezza della frazione, legata alla necessità di conservare qualche piccola energia per il giorno seguente, non favoriscano l’attendismo in gruppo sminuendo un po’ la bellezza del percorso. Unico timore quello di vedere causa il maltempo modificato quanto previsto dato che 5 dei 6 passi da scalare superano i 2000 metri.

Domenica 22 maggio – Tappa 15, Castelrotto – Alpe di Siusi: cronoscalata di 10,8 km
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La seconda settimana di Giro si chiude con la cronoscalata all’Alpe di Siusi: 9,1 km all’8,3% nonostante i primi 2 km di falsopiano sono dati che evidenziano la durezza della salita e l’importanza di questa tappa in ottica maglia rosa. Si chiude qui un trittico di tappe terribile che farà capire a chi si restringerà la lotta per la vittoria finale.

Martedì 24 maggio – Tappa 16, Bressanone – Andalo: alta montagna di 133 km
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Dopo l’ultimo giorno di riposo, il gruppo riprenderà dove ha lasciato, ancora una dura frazione di montagna. Assoluto protagonista di giornata l’ascesa di Fai della Paganella: già visto qualche settimana fa al Giro del Trentino, sono 10 km all’8% di salita costante che taglia il fiato e con un tratto finale al 15%. Dalla vetta mancano meno di 10 chilometri all’arrivo, di questi un paio di discesa e i rimanenti di leggera salita verso Andalo.

Mercoledì 25 maggio – Tappa 17, Molveno – Cassano d’Adda: pianeggiante di 196 km
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Giusto per rifiatare un po’ prima degli ultimi e decisivi sforzi, tornano in scena gli sprinter. I velocisti rimasti in gara che sono riusciti a superare tutte le difficoltà altimetriche finora affrontate si sfideranno un’ultima volta prima della passerella finale di Torino.

Giovedì 26 maggio – Tappa 18, Muggiò – Pinerolo: vallonata di 240 km
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Preambolo delle due tappe decisive per disegnare la classifica finale, i 240 chilometri verso Pinerolo saranno un lungo trasferimento in attesa di attacare lo strappo di Pramartino: 5 km con pendenze sempre superiori al 10% avrà il GPM a 19 km dall’arrivo ed è facile pensare che gli attacchi si susseguiranno uno dietro l’altro lungo le sue rampe. Il più bravo a cogliere l’attimo giusto potrà tagliare il traguardo a braccia alzate. Da non escludere l’arrivo di una fuga da lontano.

Venerdì 27 maggio – Tappa 19, Pinerolo – Risoul: alta montagna di 162 km
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Si sconfina in territorio francese in questa tappa che presenta al suo interno la Cima Coppi del Giro d’Italia, il Colle dell’Agnello, e l’arrivo in salita più duro di queste 3 settimane. L’ascesa verso Risoul misura 13 km con una pendenza media del 7% anche se bisogna sottolineare come la salita si faccia sempre più arcigna sotto le ruote dei corridori col passare dei chilometri e gli ultimi 3 sono i più duri. Arrivo per scalatori veri.

Sabato 28 maggio – Tappa 20, Guillestre – Sant’Anna di Vinadio: alta montagna di 134 km
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Secondo vero e proprio tappone di alta montagna di questo Giro: 4 GPM (3 di 1° categoria) e oltre 4000 metri di dislivello racchiusi in 134 chilometri. Decisiva sarà la rapida successione verso l’arrivo del Colle della Lombarda, quasi 20 km al 7,5% di pendenza media, seguito da un tratto di 8 chilometri di discesa lungo strade strette e poi il muro finale verso Sant’Anna di Vinadio che consiste in 2,3 km all’8% e con punte all’11%. Se la classifica dovesse ancora essere aperta a diversi vincitori, questa sarà una bellissima tappa conclusiva per assegnare la maglia rosa finale.

Domenica 29 maggio – Tappa 21, Cuneo – Torino: pianeggiante di 163 km
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Passerella finale dedicata ai festeggiamenti di inizio corsa e dopo la tappa. In mezzo spazio all’ultimo sprint di questo interessantissimo Giro d’Italia.

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