Giro d’Italia 2016: Nibali in difficoltà, ma può ancora emozionare

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

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Lo Squalo Vincenzo Nibali non sta mordendo. La tappa di Andalo ha confermato le sensazioni negative della cronoscalata di domenica: ieri era atteso al riscatto, ma sulla salita decisiva ha ceduto. Mentre Kruijswijk e Valverde prendevano il largo, lui ha chinato la testa in segno di resa. Il distacco in classifica è di 4’43”. Nibali da anni è seguito sempre dallo stesso staff coordinato da Paolo Slongo, allenatore dai tempi della Liquigas. In questi giorni, però, lo Squalo ha dimostrato che la condizione è lontana da quella del Giro 2013 e del Tour 2014. Vincenzo regge le salite, anche ad alta velocità – come quella di ieri al Passo della Mendola – ma è in difficoltà nei cambi di ritmo. La voglia di attaccare c’è, nel tappone dolomitico è stato il primo a infiammare la corsa, ma le gambe non rispondono. Quello che sembra venire meno è l’esplosività, i fuorigiri, elementi determinanti per la vittoria. Durante l’inverno poi si decidono i programmi per la stagione. Nibali è partito con il mirino puntato su Giro e Rio. Da una parte c’era la volontà di ritrovare la corsa che più ama davanti ai suoi tifosi, dall’altra quella di tentare l’impresa olimpica. Nei piani si è infilato anche il Tour de France da correre insieme a Fabio Aru. E’ possibile che questo possa avere variato la preparazione e il modo di approcciarsi a un impegno esigente come la corsa rosa. Più delle gambe e il fisico conta la testa. Da mesi si sa che Nibali lascerà l’Astana e sarà protagonista di un progetto che coinvolge capitali e ambizioni del Bahrein. Le incertezze sul futuro possono aver affollato di pensieri la mente di Nibali, solitamente impermeabile alle vicende extra ciclistiche. Una mancanza di serenità che può riflettersi nelle prestazioni. Riteniamo in egual modo che Vincenzo possa ancora infiammarsi da campione quale egli è e emozionare i suoi tifosi, dando spettacolo in salita e vincendo una bella tappa. Non si può vincere sempre, ma la zampata del fuoriclasse ci può sempre stare, è quello che ci aspettiamo tutti, e, ne siamo convinti, Nibali farà di tutto per darla questa zampata. Per far vedere che lo spirito di un campione non è mai domo e che, sebbene ora in difficoltà, può rinascere improvvisamente.
Durante i Mondiali di Firenze del 2013, vedemmo passare Nibali sui Lungarni insieme al gruppo: fu un attimo, velocissimo, ma fu molto emozionante. I campioni hanno un dono e per questo devono lottare; non importa, come dicevamo, se rientrerà in classifica, basterà vederlo lottare, non arrendersi, basterà questo per emozionarci ancora. Nel passato ricordiamo le lotte in salita tra un certo Indurain e il nostro fantastico Claudio Chiappucci: El Diablo, così era soprannominato, non riusciva a staccare il fenomeno spagnolo, ma lo provava, non gli rendeva facile la vita; aveva un cuore grande così, e, pur non vincendo moltissimo, emozionava come pochi. Non si arrendeva mai e traeva il massimo dalle sue potenzialità, facendo divertire tutti gli appassionati e in fondo facendoli sperare che Indurain si bloccasse per i suoi continui scatti. I campioni hanno un dono, ne sono responsabili, forza Vincenzo!

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