Giro d’Italia 2016: percorso, favoriti e curiosità

Pubblicato il autore: Cosimo Lanzo Segui
nibali giro d'italia 2013

Nibali vince la tappa di Polsa nel Giro d’Italia del 2013. ANSA/LUCA ZENNARO

Il Giro d’Italia 2016 è pronto a partire dall’Olanda continuando il suo processo di promozione all’estero, da dove parte per la dodicesima volta nella sua storia, la terza dal paese dei tulipani. La 99/esima edizione comincia domani venerdì 6 maggio da Alpeldoorn e si conclude il 29 maggio a Torino. Ben 21 tappe, 219 partenti e 3.463,1 km totali intervallati da tre giorni di riposo da rispettare (9, 16 e 23 maggio). In tutto sono tre le tappe che i corridori affronteranno fuori dai confini italiani. Ecco però quello che c’è da sapere sulla corsa Rosa più famosa al mondo.

PERCORSO. Gli organizzatori hanno rispetto il protocollo che vuola la crono nella prima tappa (9,8 km). Le caratteristiche strade pianeggianti dell’Olanda sono lo sfondo della seconda e terza tappa del Giro. Insomma roba per velocisti. I professionisti delle volate sono diversi e molto agguerriti. A cominciare da Marcel Kittel (Etixx Quick-Step) e “il Gorilla” Andre Greipel (Lotto Soudal). Un favorito d’obbligo è Arnaud Démare vincitore della Milano-Sanremo, mentre qualche sorpresa potrebbe regalarla Caleb Ewan, 21enne australiano della Orica. Tra gli italiani Elia Viviani (Sky) vorrà replicare al primo successo dello scorso anno sul traguardo di Genova; Sacha Modolo (Lampre) si candida a qualche vittoria dopo le due vittorie del 2015 a Jesolo e Lugano. Partono con qualche chance di vittoria anche Giacomo Nizzolo (Trek Segafredo) e Jakub Mareczko (Wilier-Southeast), entrambi alla ricerca del primo acuto al Giro d’Italia.

PRIMA SETTIMANA TRA VOLATE E CRONO INDIVIDUALE. Dopo il giorno di riposo la carovana si trasferisce a Catanzaro, per la quarta tappa con arrivo a Praia a Mare. E’ il punto più a Sud di questo Giro d’Italia. Nella quinta il Giro arriva a Benevento, con arrivo sempre per velocisti o per una grande fuga grazie ai 233 chilometri. Nella sesta tappa si attraversano gli Appenini e si giunge a Roccaraso dopo due Gpm di 2a categoria e soli 157 chilometri. L’arrivo ai 1.572 metri è il primo in salita, la prima prova per testare la condizione fisica degli scalatori.

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La 7a e l’8a frazione tra Umbria e Toscana sono perlopiù pianeggianti. L’arrivo ad Arezzo è preceduto dal’Alpe di Poti (872 metri), Gpm di 2a categoria buono per qualche prova da finisseuer. A chiudere la prima settimana piena di corsa è la cronometro individuale del Chianti classico. Dopo la Barbaresco-Barolo e la crono del Prosecco, ecco un’altra tappa dedicata ai vini tipici e ai territori che li producono. I 40,5 chiloemtri da Radda a Greve in Chianti sono insidiosi a causa di due strappi, terreno non proprio ideale per cronomen di razza.

SECONDA SETTIMANA, ARRIVANO LE MONTAGNE. Dopo il secondo giorno di riposo il 17 maggio si sconfina in Emilia Romagna. Tappa che nel finale riserva il Pian del Falco e subito dopo l’arrivo in salita a Sestola. La tappa 11 e 12 del Giro d’Italia con arrivi a Asolo e Bibione sono riservate ai velocisti. La 13/a tappa con arrivo nella storica Cividale del Friuli è invece una tappa di montagna da non perdere: 2500 metri di dislivello distribuiti su 170 chilometri, 2 Gpm di seconda categoria, e due di prima (Montemaggiore e Cima Porzis).

Valverde San Sebastian

Alejandro Valverde

Il giorno successivo c’è l’arrivo a Corvara, questo vero primo tappone di montagna coi suoi 4700 metri di dislivello. Sei i Gran premi della Montagna, tra cui i più duri Passo Pordoi, Paso Sella, Plan del Gralba, Gardena e Passo Gau. Da non sottovalutare negli ultimi 5 km il Muro del Gatto: soli 360 metri dal 13 al 19% di pendenza. Chiude la seconda settimana la 15/a tappa con un unicum: la crono individuale in salita da Castelrotto a Alpe di Siusi. Quasi undici chilometri con tratti che nella parte centrale e finale oscillano tra l’8 e l’11%.

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SETTIMANA FINALE, LE ALPI. Dopo il riposo si riparte da Bressanone e si arriva in salita ad Andalo. E’ la seconda volta che il Giro d’Italia chiude una tappa nella città dell’Altopiano della Paganella. Nel 1973 a vincere fu Eddy Merckx. Nella 17a tappa la carovana arriva in Lombardia, a Cassano D’adda, per un percorso utile a qualche velocista. Il 26 maggio è la volta della 18/a tappa. L’unica asperità della giornata sono i 925 metri (Gpm 2a cat.) del Pramartino. Fu Fausto Coppi a vincere per la prima volta nel 1949.

La terzultima tappa è di alta montagna. E’ la tappa della Cima Coppi (la più alta del Giro 2016): il Colle dell’Agnello (2.744 metri di altitudine), 21 chilometri di salita con gli ultimi 8 da spezzagambe con punte del 15%. La tappa prevede anche una seconda salita fino all’arivo posto a Risoul, in Francia. La penultima tappa della corsa Rosa si riparte dalla Francia con tre grandi salite in territorio francese: il Col de Vars, il Col de la Bonette e il Colle della Lombarda (sul confine). Soli 134 chilometri con 4100 metri di dislivello. Qui si decide il Giro d’Italia, perché il giorno dopo c’è la passerella da Cuneo a Torino.

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NIBALI E VALVERDE I FAVORITI. Dopo la vittoria del Giro del 2013, la vittoria del Tour de France del 2014 e la rinnovata assenza lo scorso anno, Vincenzo Nibali torna al Giro d’Italia stavolta da favorito assoluto. Lo Squalo dello Stretto in questo inizio di 2016 ha vinto il Giro dell’Oman e ha centellinato le sue presenze nel calendario Uci in vista del Giro. Il siciliano deve guardarsi dalla concorrenza di Alejandro Valverde. Il murciano affronta il Giro per la prima volta in carriera e lo fa in prospettiva dei giochi olimpici di Rio, in cui punta all’oro come lo stesso Nibali. Il 36enne della Movistar ha dimostrato una grande forma centrando lo storico poker alla Freccia Vallone.

Terzo incomodo è il basco Mikel Landa, l’anno scorso frenato dalle ambizioni di Fabio Aru. Landa ha cambiato squadra passando dall’Astana alla Sky. Da capitano le sue chance di vittoria aumentano. Lui ha risposto vince l’ultimo Giro del Trentino. Tra gli scalatori del Giro 2016 il colombiano Esteban Chaves (Orica), Rafal Majka (Tinkoff) e Rigoberto Uran (Cannondale). Il colombiano ha cambiato squadra e con una preparazione diversa potrebbe tornare protagonista. Domenico Pozzovivo (AG2r) è uno dei pochi italiani a poter dire la sua in salita. L’anno scorso il corridore lucano fu vittima di una brutta caduta all’inizio del Giro. Nela 99/esima edizione e a 33 anni sulle spalle Pozzovivo ha una delle ultime possibilità per entrare nella storia del Giro.

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