Giro d’Italia, Nibali in estasi: ‘Cosa vorrei vincere ancora? Qualcosa per la testa mi frulla…’

Pubblicato il autore: luigi gatto Segui

91ece35b60efd36139681261d7d3bfa1-U202182049561wMH-U1206854572101oD-620x349@Gazzetta-Web_articolo
Il corridore italiano Vincenzo Nibali ha conquistato il Giro d’Italia per la seconda volta nella sua carriera, ieri a Torino, dopo la 21esima tappa vinta dal tedesco Nikias Arndt, dopo che Giacomo Nizzolo era stato squalificato per uno sprinti irregolare.
Torino ha regalato ufficialmente il trionfo al siciliano. Nizzolo, primo nella classifica punti, è stato il primo ad arrivare al traguardo, ma pochi minuti dopo gli è stata attribuita la squalificata dai giudici di gara, che hanno decretato la vittoria ad Arndt. Nella classifica generale Nibali, 31 anni, ha suiperato il colombiano Esteban Chaves, 26 anni, e lo spagnolo Alejandro Valverde (36 anni), nella top 3 della classifica finale per la prima volta nel Giro d’Italia.

Nibali è diventato il sesto dopo Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault e Alberto Contador, ad aver vinto almeno una volta le tre grandi corse (Giro, Tour de Francia, e la Vuelta di Spagna).

A differenza del 2013 quando ha dominato la gara dall’inizio alla fine, l’italiano non ha visto la maglia rosa fino alla penultima tappa.

LE DICHIARAZIONI –

E’ stato come ho già detto un Giro molto difficile, molto logorante perchè partire da favorito non era semplice – ha detto Nibali – Però questa settimana è stata veramente a grande favore mio e dopo la giornata di ieri ho capito di essere lì e di potermi giocare tutte le chance. Nelle grandi corse a tappe che avevo corso precedentemente avevo gestito diversamente la corsa invece qui era un po’ tutto diverso, dovevo andare alla conquista ma oggi è stato fantastico perchè non abbiamo sbagliato niente, tutti quanti hanno lavorato con grande determinazione, chi anche durante la tappa ha fatto sicuramente la sua, ma è stato un Giro davvero difficile. Se mi voglio togliere un sassolino per le critiche? No, quando ero in diffic0ltà è stato proprio il pubblico a darmi proprio la forza perchè quando tutto sembrava che andasse male tutto il pubblico continuava a tifare per me e a chiamare il mio nome. Ma come va va comunque la gente mi vuole bene, sono contento di questo perchè anche nella tappa di Pinerolo e nella tappa di Brescia la gente urlava il mio nome, anch’io sono rimasto incredulo e mi venivano i brividi. Stamattina avevo detto non ho paura nè di perdere nè di vincere, come va va, ma non mi sono mai voltato perchè comunque ero collegato via radio quando ho saputo che avevo fatto il vuoto. Ora non ci sono tantissimi secondi di distacco, ma è un vantaggio importante.”

“E’ stato bravo tutto il team, perchè è stato bravo Martinelli, Campilongo, Ammirati, hanno coordinato tutto molto bene.”

“Ora penserò a recuperare perchè non è stata facile, poi penserò al Tour e alle Olimpiadi. Per il Tour sta lavorando Fabio Aru che è in montagna a Sestriere con un altro gruppo di ragazzi, quindi faremo una grande squadra per il Tour. A Rio non sarà facile ma bisogna lavorare con motivazione. Sarà un evento differente perchè ci giochiamo tutto in un giorno ma ci giocheremo le nostre chance.”

“Chaves è un grande giovane che sta crescendo molto bene, ho corso poco con lui e non lo conoscevo molto bene, però si è ben comportato e potrà riscattarsi in futuro.”

“Cosa  vorrei vincere ancora? Non voglio sbilanciarmi ma qualcosa in testa mi frulla, vediamo.”

  •   
  •  
  •  
  •