Giro d’Italia, tappa di Pinerolo: uno spettacolo tutto italiano

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

trentin_giro

Tappa spettacolare quella di Pinerolo, dove Moreno Moser ha visto sfuggire l’agognata vittoria di tappa negli ultimi metri per il bruciante sorpasso di Matteo Trentin, sbucatogli alle spalle dal nulla grazie alla tattica della Ettix Quick Step. Un arrivo colorato tutto tricolore, con terzo posto dell’ex maglia rosa Gianluca Brambilla e il quarto per Sacha Modolo. Nulla da segnalare per i primi della classifica generale, dove il distacco dalla maglia rosa Kruijsvijk rimane invariato. Oggi, nella tappa di Risoul, si arriverà alla Cima Coppi (2700 metri) e Valverde e Chaves sicuramente tenteranno l’attacco per aggredire la maglia rosa del Giro, e ci si aspetta qualcosa anche da Vincenzo Nibali, che vorrà rendere meno amaro questo suo Giro d’Italia.

Spettacolo tutto italiano

Tra i primi a intentare la fuga è stato l’habituè Daniel Oss, che è sempre tra i primi a scattare dopo i primi chilometri dalla partenza e a proseguire per una grossa manciata, ma per quanto sia veloce e generoso il ciclista della BMC si è dovuto arrendere alla prima salita, che non è certamente il suo forte. Disciplina alla quale sono esperti Gianluca Brambilla e Moreno Moser, che hanno cominciato a darsi battaglia proprio agli inizi della pendenza. Un duello avvincente sia in salita che in discesa, sebbene Moser sia più veloce dell’ex maglia rosa. Arrivati all’ultimo rettilineo, c’è il colpo di scena: Brambilla sembra non curarsi più di Moser e non accenna a rispondere alle impetuose pedalate del trentino, ed ecco che da lontano si profila la figura scattante di Matteo Trentin, pronto a sorpassare a tutta birra Moser. Il nipote del grande Francesco non si gira, è convinto della vittoria, e si può immaginare la sorpresa e rabbia che gli si leggono in faccia non appena vede Trentin che lo supera e gli soffia la tappa. Le parole di Trentin non fanno altro che mettere in evidenza la tattica vincente della Ettix e la proverbiale disponibilità di Brambilla: “Sono molto felice di questa vittoria costruita con la squadra fin dal mattino. Ci siamo inseriti in due in fuga, un quasi velocista come me e un quasi scalatore come Brambilla. Prima della salita finale Navardauskas ha controllato tutti e non sono riuscito a fare la differenza, così ho proseguito del mio passo mentre Gianluca aveva il compito di controllare Moser, che quando la strada saliva era il più pimpante insieme a lui. Sugli strappi io avevo l’acido lattico che mi usciva dai pochi capelli che mi sono rimasti, ma ho stretto i denti. Ho fatto la discesa a tutta, quando con Modolo sono rientrato sulle ruote di Rovny e Arndt non ho collaborato e quando ho visto che eravamo vicini ai due di testa ci ho provato, sapendo che Gianluca non avrebbe dato cambi a Moreno. Ai 300 metri ho capito che ce l’avrei potuta fare: è un’emozione straordinaria”.

I grandi ospiti presenti a Pinerolo

La gioia di Trentin non può essere che amplificata per i complimenti arrivatogli da uno dei mostri sacri del ciclismo come Eddy Merkcx, ospite a Pinerolo, che ha elogiato lo scatto e ne ha tessuto le lodi come perfetto uomo squadra; ha espresso anche i complimenti nei confronti di Kruijsvijk, aggiungendo però che deve ancora sudarsela la vittoria finale del Giro d’Italia e che saranno determinanti le tappe di oggi e di sabato. Ma oltre a Mercx, a Pinerolo, c’era il suo grande rivale di sempre, il campionissimo Felice Gimondi, che era lì per la presentazione del suo libro “Da me in poi”. L’ex campione bergamasco non si è risparmiato sulle affermazioni della questione Nibali, dicendo che ha sicuramente un problema di condizione e che se deve andare al Tour de France non deve assolutamente andarci da gregario e che un leader rimane un leader.

  •   
  •  
  •  
  •