Giulio Ciccone “Sono tra i Pro e sogno il Giro”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

CICLISMO FEMMINILE
Giulio Ciccone scalatore della Bardiani-Csf ha impressionato tutti nelle ultime due stagioni, un biennio che lo ha promosso tra i professionisti. Ciccone ora pare davvero vicino al suo sogno, ovvero la partecipazione al prossimo Giro d’Italia e poi chissà… Abbiamo ripreso l’intervista concessa  dal ragazzo alla Gazzetta dello Sport.
Giulio Ciccone è una giovane promessa, si tratta di un classe 1994. E’ originario di Chieti poi il trasferimento a Bergamo, qui a quattordici anni si è lanciato nel mondo del ciclismo.
Lo si era già visto protagonista al Gp Costa degli Etruschi (5°) e alla Coppi e Bartali (6° nella classifica finale), poi a ridosso dei migliori all’Amstel Gold Race. Fino alla conferma sul traguardo di Anras.
“Sapevo di star bene – dice Ciccone- ma non mi aspettavo di arrivare così avanti. Comunque non ho alcun rimpianto per il podio sfiorato, assolutamente nessuno: ho dato il massimo, ho imparato che questa è l’unica cosa che conta.”.

Ciccone, si aspettava un ultimo anno a questi livelli?
“Devo essere sincero non mi aspettavo di partire subito così bene, anche perché io ho sempre reso meglio d’estate. In sede di preparazione invernale, il mio nuovo preparatore Claudio Cucinotta ha modificato i lavori e devo dire che questo mi ha aiutato davvero tanto.
Inoltre ho stravolto anche la mia solita alimentazione: prima stavo molto più attento al peso, ma ho capito che pesare troppo poco può diventare anche controproducente e può renderti anche più vulnerabile. Diciamo che ora ho trovato il giusto equilibrio e voglio proseguire su questa strada”.

Come ha vissuto il salto tra i professionisti? Un trauma?
“Sembrerà strano – ammette Ciccone – ma mi trovo più a mio agio tra i pro’ che tra i dilettanti. È strano da capire ma questo è un modo di correre che si addice di più alle mie caratteristiche. Tra i dilettanti spesso si corre senza logica, qui invece è un’altra storia, ci sono molti più tatticismi. Certo, poi il salto di categoria si fa sentire, quello sì, ma non è stato certo un passaggio così terribile”.

Al Giro d’Italia ci pensa? Non è ufficiale, ma la sua presenza sembra ormai certa. Cosa ci può dire a riguardo? Teso ed emozionato per questa nuova avventura?
“Faccio parte del primo gruppo di corridori dai quali verranno poi scelti i nove titolari, ma non c’è nulla di certo – spiega Ciccone -. La squadra verrà ufficializzata dopo il Trentino, quindi la maglia me la devo ancora conquistare e non voglio sbilanciarmi troppo, mi sembra anche poco corretto verso i miei compagni.
Comunque, le salite del Giro non mi spaventano, non penso possa essere quello il problema. Semmai sono più le tre settimane di corsa, perché io al massimo sinora ho fatto corse a tappe brevi, al massimo lunghe otto giorni. Non si tratta di un timore, più che altro non immagino che cosa voglia dire fare una corsa di 21 giorni: un’esperienza tutta da scoprire. È come un salto nel vuoto, ma sono pronto e soffrire comunque non sarà un un problema. Lo faccio tutti i giorni, in gara e in allenamento: lo ripeto sono davvero pronto per una possibile chiamata al Giro d’Italia”.

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