La coppa delle Nazioni lancia Minali in Qatar

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

CICLISMO FEMMINILEHa vinto il russo Alexander Kulikovskiy, lo ha fatto in volata, davanti al ciclista francese Godon, aggiudicandosi così la quinta prova della Coppa delle nazioni, ma la notizia più importante della giornata, per i colori azzurri, è l’importante risposta fornita dalla corsa al c.t. Marino Amadori, che lancia il ventunenne Riccardo Minali in Qatar. Il giovane figlio d’arte (papà Nicola è stato un ottimo velocista negli anni 90), sotto gli occhi del commissario tecnico, aveva l’obbligo di dare delle risposte importanti in vista del Mondiale. Il suo terzo posto davanti al compagno Ballerini, ottimo nel tirare la volata, e al belga Mertz, conforta Amadori, orientato adesso a portare Minali in Qatar e che peccato per quella doppia caduta nell’ultimo chilometro ha scombussolato la volata sul lungolago di Angera. Quello di ieri era l’unico appuntamento italiano per la categoria under 23 della Coppa delle Nazioni. La suggestiva Coppa dei Laghi-trofeo Almar (quinta e penultima prova) ha regalato il successo a Kulikovskiy, ma, quel che più conta, ha praticamente spedito Minali in Qatar. “Volevo un segnale da Riccardo e me l’ha dato – spiega il tecnico romagnolo dalle colonne de La Gazzetta dello Sport -. Questa è una gara dura, lui è cresciuto, ha perso quattro chili ed è stato molto competitivo. È il più veloce dei nostri, in Qatar sarà il leader per la volata”. Un’investitura in piena regola segnale evidente di una fiducia incondizionata che Amadori ripone nel ragazzo, autore di una prova più che positiva. Minali in Qatar è solo l’ultimo tassello di un mosaico che ha preso la sua forma quasi definitiva. Il figlio d’arte infatti, sarà affiancato, durante l’avventura Mondiale, Ganna, Consonni, Albanese, Ravasi e Carboni. In pratica, si tratta di aggiungere soltanto il sesto nome per completare il roster azzurro. Tornando alla gara, vinta dal corridore russo, 19 anni, proveniente dal Caucaso, alla prima stagione in categoria, il ventunenne veronese si morde le mani per quel problema al cambio che ha compromesso la possibilità di ottenere persino qualcosa in più dalla corsa: “Venivamo da una corsa molto dura – ha spiegato al termine – ed anche la volata non è stata da meno. I miei compagni sono stati fantastici nel portarmi fino ai 150 metri dal traguardo, ma purtroppo non so cosa sia successo alla mia bici, non avevo più il rapporto e sono stato costretto a fare la volata con quello che avevo, ossia i quindici, decisamente troppo alto per fare una volata e a quel punto non potevo fare niente per contrastare i primi due”. Peccato, ma per i rimpianti ormai non c’è più tempo. C’è un mondiale da preparare e Minali in Qatar, oggi è una certezza: “Ci penso tanto – chiosa il ragazzo -, lo sto preparando molto bene. Spero di essere tra i convocati e di andare lì a prendere la maglia iridata. Papà? Mi lascia fare, è tranquillo, ovviamente parliamo, mi dà tanti consigli quando siamo a casa, ma si ferma qui. Si limita a fare il papà e mi lascia fare, credo sia questa la cosa più importante”.  Minali in Qatar è pronto ad essere protagonista!

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