Olimpiadi Rio: Nibali cade a pochi km dalla gloria, Van Avermaet vince l’oro nel ciclismo

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui


La corsa perfetta della nazionale azzurra e Vincenzo Nibali termina definitivamente a poco più di 10 km dall’arrivo magico del Parc Flamengo di Rio. Una scivolata, una maledetta scivolata mette fuorigioco lo Squalo dello Stretto proprio lì, sul suo terreno migliore: la discesa. Sembrava lanciato verso il podio, anzi, in molti pensavano ormai che Vincenzo avesse nel taschino posteriore della sua maglia bianca della nazionale anche l’oro olimpico, un sogno a inizio stagione che km dopo km stava diventando una concreta realtà. E, invece, la realtà è stata un’altra e aveva il sapore dell’asfalto bollente delle strade che dalla Vista Chinesa scendono verso il lungomare più famoso di Rio de Janeiro. Pochi attimi, la scivolata per terra ed ecco che i sogni di gloria di Vincenzo sono andati a pezzi e con essi anche la clavicola sinistra. Il siciliano cade e capisce subito di non poter portare a termine la gara da protagonista, di non poter risalire in bici e sperare ancora di andare a podio. Per lui e per la nazionale la corsa alla medaglia termina con la caduta all’ultima curva della discesa verso Rio.

Le fasi finali della corsa

Eppure sembrava che tutto stesse andando alla perfezione. La tattica azzurra è stata assolutamente eccezionale con Aru, De Marchi, Rosa e Caruso a completo servizio del capitano unico Vincenzo. E lo Squalo non ha tradito le attese scatenandosi in sella alla sua bici camaleontica (una particolare bici che cambia colore in base alla variazione di temperatura) all’inizio dell’ultima ascesa sulla Vista Chinesa, salita piuttosto selettiva, soprattutto dopo aver già percorso oltre 200 km sotto il sole. Il siciliano fa il diavolo a quattro grazie all’aiuto dei suoi gregari di super lusso e riesce a fare la differenza nell’ultima parte della salita della Vista Chinesa portando con sè il colombiano Henao e il polacco Majka. I tre scollinano con una ventina di secondi di vantaggio su un gruppetto composto, tra gli altri, da Van Avermaet, Fuglsang, Alaphilippe e Aru, a fare da cane da guardia.

La svolta arriva, come anticipato, a poco più di 10 km dal traguardo, all’ultimo km dell’insidiosa discesa della Vista Chinesa. Cadono Henao e Nibali, Majka resta in equilibrio e prova a involarsi verso il trionfo. Per Nibali ed Henao la corsa verso la gloria olimpica termina in anticipo mentre dal gruppetto alle spalle di Majka si avvantaggiano Fuglsang e Van Avermaet: è l’allungo decisivo. I due sono più freschi di Majka e raggiungono il polacco. Sull’arrivo di Rio non c’è praticamente storia con il belga Van Avermaet che vince con due biciclette di vantaggio su Fuglsang. Majka, stremato, si accontenta del bronzo. Nel gruppetto alle loro spalle tutti gli altri delusi di giornata tra i quali anche Fabio Aru, giunto sesto, con l’amarezza profonda per il capolavoro di Nibali saltato a pochi km dall’arrivo.

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