Rio 2016: Nibali, Sagan e lo spirito olimpico

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Il ciclismo a Rio 2016 potrebbe rivelarsi una delle discipline regine dell’edizione XXXI dei giochi olimpici. Saranno Nibali e Sagan gli atleti simbolo delle olimpiadi di Rio 2016?

Alla vigilia della cerimonia di apertura cominciano i primi pronostici sui possibili vincitori e su chi alla fine della manifestazione sarà ricordato come l’Atleta per eccellenza associato all’Olimpiade di Rio 2016.
Di solito è l’atletica leggera,  la regina degli sport, a fregiarsi di questo titolo ma non mancano le eccezioni, come ad esempio Phelps nel nuoto per Pechino 2008.
Questa volta potrebbe essere il turno del ciclismo e corridori come l’italiano Vincenzo Nibali e lo slovacco Sagan, per motivi diversi potrebbero in futuro incarnare lo spirito olimpico.

Nibali atteso il 6 agosto per la gara in linea

Nibali atteso il 6 agosto per la gara in linea

Nibali e la corsa in linea

La storia di Vincenzo Nibali è nota a molti appassionati di ciclismo e non solo.
Ragazzo di Sicilia, adolescente in Toscana per inseguire il sogno del professionismo che in effetti lo ha visto protagonista quale vincitore di tutti e tre i Grandi giri (Giro d’Italia, Tour in Francia e Vuelta in Spagna).
Ha programmato la sua stagione 2016, a partire da ottobre scorso, dopo la vittoria al Lombardia, su due obiettivi: il Giro d’Italia e le Olimpiadi di Rio.
Il Giro 2016, spettacolare come non mai, lo ha vinto. Ora è chiamato, dopo la parentesi
impegnativa e con prestazioni a corrente alternata del Tour 2016, a vincere a Rio dopodomani.
Il 6 agosto è infatti prevista la gara in linea su un percorso lungo (240 km), con molta salita impegnativa e con una discesa finale da percorrere a tutta.
Ma perché dovrebbe incarnare lo spirito olimpico un corridore professionista, un atleta ben pagato dall’Astana e ancora di più nel 2017 dai soldi del Bahrain?
Perché, diversamente da altri sport, il ciclismo professionistico si è calato nella dimensione olimpica senza remore, considerando il traguardo a 5 cerchi al pari di una classica del nord o dell’impresa in una corsa a tappe.
E i professionisti del momento ci sono tutti (eccezione per Contador per scelta del tecnico della Spagna), al di là di facili paragoni con altri, nonostante le fratture (l’olandese Domoulin) e una stagione lunghissima, che finirà ad ottobre.
Nibali non ha corso su pista ad alto livello ma ha già partecipato ad un’altra olimpiade, quella di Londra 2012, e sa che questa è probabilmente l’ultima occasione.

Potrebbe centrare un record: il primo ad aver vinto nella gara su strada, oltre ai 3 grandi giri, anche l’Olimpiade. E non è poco.

Sagan e il gusto delle sfide

Peter Sagan invece ha fatto una scelta diversa. Ha seguito la passione e non la professione. Ciclista poliedrico, campione del mondo su strada, ha scelto di provare l’impresa di una medaglia olimpica nella mountain bike.

Sagan e l'amore per la mountain bike

Sagan e l’amore per la mountain bike

Sagan alla Roubaix 2016

Sagan alla Roubaix 2016

La disciplina del mountain bike è affine alla strada ma non è così scontato che lo slovacco sia tra i protagonisti ed eviti la brutta figura.
L’amore per la bici dalle ruote larghe in realtà Sagan lo coltiva fin da juniores essendo arrivato terzo a un campionato del mondo di categoria ma comunque la sua è una scelta che desta quantomeno curiosità.
Sicuramente porterà visibilità al mountain bike essendo Sagan uno dei ciclisti e in assoluto uno degli sportivi con più seguito sui social.
Dovesse vincere, nell’ultimo giorno di gare, con tutta l’attesa e l’attenzione che si porterà dietro, siamo proprio sicuri che non diventi l’uomo simbolo dello spirito olimpico?

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