Viviani d’oro: “È stata la corsa della vita”

Pubblicato il autore: Giulia Banfi Segui

viviani

Elia Viviani d’oro vince l’Omnium di Rio 2016, 4 anni dopo il sesto posto di Londra tanto odiato: sacrificio, allenamento e voglia di lottare ripagano il ciclista azzurro che ora può gioire con la medaglia al collo.

Era da 16 anni che l’Italia non aveva un rappresentante sul podio olimpico del ciclismo su pista: l’ultima Antonella Bellutti che trionfò nella corsa a punti a Sydney nel 2000. Dopo tutti questi anni, aspettando con pazienza, i colori azzurri possono risplendere a Rio de Janeiro grazie al ciclista veneto Elia Viviani. Un’attesa che tutti vedevano finita nel 2012 quando alle Olimpiadi di Londra l’azzurro vide volare via la medaglia dopo una competizione dominata: quel sesto posto inaspettato nella gara finale dell’Omnium che fece rimanere male tutti. Ma quel risultato è forse il motivo e la forza di quello conquistato ora a Rio.

Le 6 gare di Elia Viviani. L’azzurro è arrivato settimo nella corsa senza handicap, terzo nell’inseguimento individuale, primo nella gara a eliminazione, terzo ancora nella prova a cronometro, secondo nel giro lanciato, quinto nella corsa a punti. Con il punteggio totale di 207 è volato a prendersi la medaglia d’oro, dietro al britannico Mark Cavendish (194) e il danese Lasse Norman Hansen (192).

La corsa della vita. “Dopo aver perso Londra e i mondiali, non sono caduto nello sconforto -afferma Viviani- in questi quattro anni ho lavorato tanto, ho ricevuto poche soddisfazioni e più delusioni, ma alla fine sono arrivato qui. Ho vinto la corsa più importante della vita.” Ma una caduta nella corsa a punti avrebbe potuto infrangere tutto: “Quando sono caduto mi sono fermato per capire cosa fosse successo, se riscontravo problemi fisici o qualcos’altro. Allora sono rimontato sulla bici e ho dato uno sguardo al tabellone per vedere se ero ancora in corsa. Assicurato di questo mi sono detto che non era successo niente, mi sono scosso. Ho cercato di guadagnare più punti possibili, a venti giri dalla fine quando ho superato Mark ho capito che avrei potuto vincere, ero pronto a tutto.”

Una medaglia storica che ha spodestato i due campioni, il britannico e il danese. Un oro che arricchisce il medagliere olimpico azzurro con (allo stato attuale): 8 ori, 9 argenti, 6 bronzi, per un totale di 23 medaglie con l’ultima conquistata proprio da Viviani. L’Italia è quinta a Rio dietro a Stati Uniti (75), Gran Bretagna (41), Cina (46), Russia (35).
Può ritenersi soddisfatto il Presidente del Coni Giovanni Malagò che commenta così la vittoria del ciclista: “È stata una sofferenza indescrivibile, ma meravigliosa. Non si deve mai smettere di ringraziare Elia, perché ha regalato a tutta l’Italia un oro in una delle discipline storiche e più amata dagli italiani. Ha dominato per due giorni, quella caduta ha fatto saltare il cuore in gola a tutti, è ancora più bello un successo così.”
Dichiarazioni arrivano anche dal Ct Marco Villa che ha vissuto con Viviani questi anni di duro allenamento: “Da sei anni lavoravamo per questo oro. Sul podio c’è tutta l’Italia del ciclismo, gli sbagli del passato sono serviti per arrivare a questo.”

Ma dopo Rio? Elia sembra deciso sul suo futuro: “Con questa vittoria si chiude un capitolo della mia vita, voglio guardare oltre, la pista rimarrà sempre nel mio cuore. Ci sono tanti ragazzi in gamba che non attendono altro che diventare campioni.”
E agli italiani dunque non rimane che augurare buona fortuna al campione olimpico azzurro Elia Viviani.

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