Vuelta di Spagna, Favoriti tappa 11: il giorno di Contador?

Pubblicato il autore: Lorenzo Siggillino Segui
La maglia rossa della Vuelta di Spagna, Nairo Quintana. Qui al Tour de San Luis 2015

La maglia rossa della Vuelta di Spagna, Nairo Quintana. Qui al Tour de San Luis 2015 

Riparte la Vuelta di Spagna 2016 con la sua undicesima tappa, dal Museo Giurassico delle Asturie, nei pressi di Colunga, fino a Peña Cabarga in Cantabria. Una frazione di 168,6 km, con arrivo in salita. I corridori incontreranno un percorso quasi totalmente pianeggiante, fino ad arrivare agli ultimi sei interminabili chilometri, quando la strada inizierà a salire. Peña Cabarga è un muro di poco meno di 6 km, con pendenza media del 9,8%. Gli ultimi 1,9 km, invece hanno una pendenza media del 11,5% e punte anche del 19%. Si tratta di un arrivo esigente e non essere in giornata potrebbe voler dire perdere tanto tanto terreno in classifica generale. Dal 2010 ad oggi, la salita di Peña Cabarga è stata affrontata tre volte nella Vuelta di Spagna, questa sarà la quarta. I vincitori sono sempre stati d’eccellenza: Chris Froome, Vasil Kiryienka, Joaquim Rodriguez, a dimostrazione che qui non si taglia primi il traguardo per caso.

La giornata sembra ideale per vedere un altro scontro al vertice tra big. La strada per lo più piatta dovrebbe favorire il gruppo, che potrebbe controllare agevolmente gli attacchi da lontano. La Movistar di Quintana vorrà prendere questa salita a velocità elevatissima per mettere da subito in difficoltà Chris Froome e gli avversari. Il colombiano non vuole più perdere la maglia rossa e oggi probabilmente vorrà aumentare il suo vantaggio in vista della cronometro. Tuttavia, la Movistar potrebbe anche accettare di far andare via una fuga selezionata, composta ovviamente da uomini non pericolosi nella generale. Questo toglierebbe a Quintana la possibilità di prendere abbuoni, ma magari spegnerebbe anche le velleità di alcuni uomini di classifica interessati alla tappa.
Chris Froome non è nelle condizioni ideali per affrontare un arrivo che già di per sè non è adatto a lui. Il capitano della Sky, a meno di una giornata di grazia, probabilmente dovrà difendersi. La salita è secca e dura, su un’asperità del genere il britannico non potrà correre da diesel, ma avrà bisogno di essere al massimo fin da subito, cosa che in questa Vuelta di Spagna è accaduta raramente.
Attenzione ad Alberto Contador. Lo spagnolo ha mostrato di essere in forma e la sua condizione dovrebbe andare migliorando. In più, questo è un arrivo ben diverso da quello di Covadonga: Peña Cabarga sarà l’unica difficoltà di giornata, uno sforzo breve ma intenso. Affrontare un solo strappo di 5 km è un vantaggio per Contador, che può puntare a resistere agli attacchi di Quintana e, in caso, a staccarlo. Il pistolero qui potrebbe recuperare secondi su tanti avversari per il podio finale.
Valverde e Samuel Sanchez potrebbero essere in grado di dire la loro in chiave vittoria di tappa. Non hanno ancora trovato il successo in questa Vuelta di Spagna. Entrambi si trovano a loro agio quando le pendenze sono proibitive, ma i quasi 6 km di Peña Cabarga sembrano troppo per loro. Stesso discorso per Simon Yates, altro corridore con un gran colpo di pedale in salita che su questo traguardo può ben figurare.
Alla ricerca della fuga invece Robert Gesink. Il capitano della Lotto Jumbo vuole assolutamente la vittoria in questa Vuelta di Spagna. Ha perso di poco a Covadonga, ma oggi potrebbe riprovare. Insieme a lui, potrebbe cercare l’attacco Mathias Frank, alla ricerca anche lui del successo in una tappa di montagna. Omar Fraile (Dimension Data) è impegnato nella conquista della maglia a pois azzurri, ma ha una gamba eccezionale e in questa scalata può essere molto pericoloso. Alla ricerca di un senso per la sua Vuelta di Spagna, Tejay Van Garderen della BMC. L’americano non ha sfoderato grandi prestazioni nei maggiori appuntamenti di quest’anno. La sua squadra, senza più la maglia di Atapuma, andrà alla caccia delle tappe, con Gilbert, Hermans e Sanchez. Se Van Garderen dovesse sentirsi bene, oggi è uno dei pochi che può ambire alla vittoria da lontano.

Attenzione al giorno di riposo, che potrebbe giocare qualche brutto scherzo. Dopo 10 giorni di fatica, non è semplice gestire le ventiquattro ore senza gara. Tante volte abbiamo visto corridori con stato di forma eccezionale andare in crisi nella tappa dopo la pausa. Gli organizzatori hanno inserito un arrivo in salita particolarmente impegnativo, che a maggior ragione potrebbe regalare sorprese.

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