Vuelta di Spagna: lo spettacolo che manca al Tour

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

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Dieci tappe e altrettanti avvicendamenti nella classifica generale sono passati alla Vuelta di Spagna 2016. Ora al comando c’è Nairo Quintana, protagonista dell’impresa di ieri a Lagos de Covadonga, in cui ha staccato in salita l’acciaccato Alberto Contador e fatto tentennare il freddo Chris Froome, che però gli alita sul collo a soli ’58, mentre ha risposto benissimo il sempiterno Alejandro Valverde, secondo nella classifica generale a ’57; da segnalare con piacere la presenza al nono posto di Michele Scarponi, che sta disputando una Vuelta di Spagna degna del suo livello sostituendo per bene il forfait di Luis Leòn Sanchez di casa Astana.

Giro e Vuelta meglio del Tour?

Il Tour de France di quest’anno, senza tanti giri di parole, è stato di una noia mortale: attacchi quasi zero, nessun duello degno di nota e vittoria ottenuta da Froome grazie a tattiche e cronometro. Al contrario invece Giro e Vuelta dimostrano di essere più combattivi e spettacolari di quella che è considerata la regina delle corse di ciclismo su strada. Basti pensare ai duelli tra Valverde, Chaves e Nibali al Giro di quest’anno e al coraggioso attacco di Quintana di ieri, azione che non è passata nella testa del piccolo scalatore colombiano in questo Tour; problemi di forma? Forse, ma di sicuro, a giudicare dallo strappo di ieri, compiuto sugli ultimi tre chilometri, la condizione ottimale sembra essere tornata. In ogni caso, verranno pure meno ciclisti blasonati e saranno sempre viste come la seconda o terza corsa più importante del mondo, ma il Giro d’Italia e La Vuelta di Spagna offrono un divertimento maggiore del tanto celebrato Tour, che quest’anno è stato pure messo sulla lente d’ingrandimento per i numerosi problemi dell’organizzazione, vedasi esempio della tappa a Mont Ventoux.

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Quintana, Froome o Valverde?

L’acuto di Quintana porta ancora più in alto le sue quotazioni sulla sua vittoria finale. Ma il colombiano deve stare attento all’anglo-keniota, che ha comunque tenuto botta al colpo del Condor e ha contenuto un vantaggio che poteva essere assai più pesante, non sono escluse le famose “frullate” che potrebbero creare vuoti incolmabili in corsa. Da tenere d’occhio anche il compagno della Movistar Alejandro Valverde, che anche se lavora in suo aiuto, il secondo posto nelle strade di casa potrebbe essergli indigesto e può provare qualche sorpresa nelle prossime tappe, senza levare il fatto che prima di dire addio ai pedali gradirebbe sicuramente vincere una grande corsa a tappe, obbiettivo che gli è sempre mancato. Il Colibrì Esteban Chaves, che ha fatto vedere ottime cose al Giro di quest’anno, è a 2’o9 dal suo connazionale e sembra faticare a lasciare il segno, ma meglio non fidarsi e starci attenti, il sorridente piccoletto ventiseienne se attacca può incidere con forza sulle sorti della classifica generale. Interessante seguire anche Sanchez Gonzalez e l’inglese Simon Yates, vera e propria sorpresa dell’ultimo Tour de France. Non si aspettano ribaltoni e imprese epiche dal trentaseienne Michele Scarponi, che è diventato eroe nazionale grazie al grandissimo supporto dato a Vincenzo Nibali al Giro 2016, ma sognare non costa nulla, e poi già un ottimo posto tra i primi dieci è sempre un buon risultato per il marchigiano.

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