Vuelta di Spagna: tappa Pena Cabarga 2011, quando Froome si fece conoscere al mondo

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

Vuelta2011
Pena Cabarga, undicesima tappa della Vuelta di Spagna 2016, 166 chilometri pianeggianti e una salita finale di 5 km durissima con pendenze che arrivano al 9,8%, terreno ideale per emozionanti scontri d’alta classifica, dove Quintana dovrà difendersi dagli attacchi di Contador e Chris Froome, che alla Vuelta 2011 cominciò a far circolare il suo nome e mettere piede nella elite dei più talentuosi ciclisti del pianeta grazie allo strappo deciso che fece in quella tappa.

La Vuelta del 2011

I nomi suggeriti per la vittoria finale sono quelli di Bradley Wiggins e Vincenzo Nibali: il primo viene da una stagione piena di successi, ma segnata da una caduta e conseguente ritiro al Tour di quell’anno (dove stava conducendo un’ottima corsa a contatto con i migliori della classifica generale), l’altro è il detentore della Vuelta dell’anno scorso ed è in piena fase di crescita nella sua carriera. Le cose vanno diversamente, anche se in effetti Wiggins porterà la maglia rossa per quattro tappe: Nibali riesce a stare tra i primi dieci classificati, ma alla quattordicesima tappa va in crisi e rimane indietro; finirà settimo. A vincere la Vuelta ci penserà lo spagnolo Juan Jose Cobo, la quale sarà la sua unica vittoria ai grandi giri, grazie alla conquista in solitaria della tappa di Angliru, ma quella Vuelta, e in particolare la tappa di Pena Caberga, verrà ricordata per la nascita della stella di Chris Froome.

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Pena Cabarga 2011

All’epoca Froome è conosciuto perlopiù per la squalifica al Giro d’Italia 2010, presa per essersi fatta trainare da una moto. In Gran Bretagna comincia a farsi un nome, anche per via del secondo posto ottenuto al campionato britannico di cronometro. In virtù delle sue buone prospettive viene preso come gregario di Wiggins per la Vuelta 2011, rimanendo a stretto contatto tra i migliori della corsa e ottenendo per un giorno la maglia rossa, grazie ad un secondo posto ottenuto alla decima tappa; la maglia del primato verrà preso dal suo capitano Wiggins. Nella 17a tappa, a Pena Cabarga, durante il duro tratto in salita, Froome sta alle spalle di Juan Josè Cobo, fino a quando non decide di esplodere e pestare le sue lunghe leve sui pedali e di lasciare Cobo indietro, che comunque riuscirà a non subire troppo il furioso exploit del britannico e perderà solo ‘9, mentre Wiggins è distaccato a 1’53; le redini del team Sky passano al venticinquenne anglo-keniota.  Froome è entusiasta per la vittoria e non si scompone quando insinuano che se non avesse fatto il gregario ci sarebbe lui al comando della classifica, rispondendo che per lui è più che un onore lavorare con Wiggins e riconoscendo le fresche doti d’umiltà che si vedono in un ragazzo che deve ancora diventare campione. Froome otterrà un onorevole e inaspettato secondo posto alla Vuelta 2011, un piazzamento che farà accorgere al mondo del ciclismo che un nuovo Re è in arrivo per il dominio delle grandi corse, o meglio, per i prossimi Tour de France, dato che alla Vuelta gli manca ancora quella vittoria che lo toglierebbe dalle chiacchiere che lo spacciano solo come uomo da Tour.

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