Ciclismo, Europei 2016: Vince Castroviejo, ma Moser è di bronzo

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

Plumelec (Francia)- Sarà Jonathan Castroviejo (ESP)  a vestire la maglia stellata nelle prove contro il tempo la prossima stagione. E’ stato il basco in forza al Team Movistar, infatti, ad aggiudicarsi la cronometro élite lunga 45km, fermando le lancette dopo 58’13”, lasciandosi alle spalle il belga Campenaerts, staccato di 30″, ed il nostro Moreno Moser, che ha chiuso il suo sforzo in 58’52”. Si è trattata di una cronometro atipica, caratterizzata da un percorso molto movimentato che sicuramente non ha avvantaggiato gli specialisti della disciplina, favorendo invece corridori più abili nel rilanciare la bicicletta quando le pendenze salivano. A trarne senza dubbio beneficio è stato proprio il nostro Moreno Moser, che ha difeso i colori azzurri quest’oggi insieme al torinese della Trek-Segafredo Fabio Felline giunto 25esimo al traguardo, ad oltre 3′ dai primi. Il trentino, uscito dalla Vuelta a España con una condizione ottimale così come gli altri due medagliati, si è reso protagonista di un finale di prova eccezionale, riuscendo a recuperare e staccare rivali molto più quotati di lui, come il portoghese Nelson Oliveira (quarto all’arrivo) e l’altro belga in gara Yves Lampaert, giunto sesto.

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Europei 2016

Castroviejo, Campenaerts e Moser sul podio di Plumelec

MOSER, DINASTIA DI VINCENTI
Il cognome di questo ragazzo non è nuovo però agli amanti del ciclismo, in quanto Moreno è niente meno che il nipote del grandissimo Francesco Moser, lo Sceriffo, terzo ciclista di sempre in quanto a successi ottenuti e vincitore di un Giro d’Italia, nonché di diverse classiche, tra cui spiccano tre Parigi-Roubaix, due Giri di Lombardia, una Freccia Vallone, una Gand-Wevelgem e una Milano-San Remo oltre a un campionato del mondo su strada e a uno su pista, nell’inseguimento individuale.
Sangue nobile dunque per il trentino in forza al team americano Cannondale-Drapac, che negli ultimi anni aveva un po’ deluso le aspettative, mancando l’appuntamento con la vittoria dopo il successo nella Strade Bianche 2013 che lo aveva lanciato nel ciclismo che conta. Dicevamo, quindi, che Moreno sembrava essersi perso, salvo poi ritrovarsi grazie anche ad un team che aveva creduto in lui nonostante tutto e alla fiducia datagli anche dal CT Davide Cassani, che lo aveva convocato un po’ a sorpresa per la prova iridata contro il tempo lo scorso anno a Richmond (Stati Uniti), venendo ricompensato da un buonissimo decimo posto.
Partito subito forte in questo 2016, Moser ha quindi continuato a dare ottimi segnali nella specialità contro le lancette che aveva visto dominare anche lo zio Francesco, detentore in passato del record dell’ora, tanto da meritarsi la riconferma per questa cronometro atipica, che lo ha collocato ufficialmente tra i big della disciplina. E c’è da scommetterci che sotto i consigli dello zio e del resto della famiglia, tutta legata al mondo delle due ruote, il giovane Moreno continuerà a stupirci sempre più, magari esultando anche in qualche classica o riuscendo a conquistare qualche vittoria di tappa nei grandi giri. Perché non è mai facile portare un cognome pesante come il suo, ma il ragazzo ha già dimostrato di avere i numeri giusti per poterci convivere, magari non vincendo come lo zio, ma comunque collezionando soddisfazioni.

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