Ciclismo, verso il mondiale di Doha

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

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Comincia la marcia di avvicinamento al Mondiale di ciclismo su strada che si terrà a Doha, in Qatar, dal nove al sedici ottobre di quest’anno. Le date, inusuali per questa manifestazione che di solito si svolge in questi giorni di fine settembre, sono state scelte per evitare le temperature torride del posto che avrà l’onore di essere il primo paese mediorientale della storia a ospitare i mondiali. Il percorso della gara a cronometro è stato di recente modificato e potrebbe aggiungere pepe alla corsa. Il tracciato sarà interamente pianeggiante e si dividerà in due parti: la prima, di circa ottanta chilometri, attraverserà il deserto, mentre nella seconda si arriverà al circuito di circa diciannove chilometri che dovrà essere ripetuto sette volte per gli uomini, due volte per le donne. I ct italiani(Davide Cassani per la selezione maschile e Dino Savoldi per quella femminile) hanno subito posto l’accento su una delle possibilità difficoltà che questa scelta potrebbe portare: il vento. Le condizioni metereologiche sono un fattore importante e potenzialmente decisivo. Nel tratto in pieno deserto potrebbe alzarsi molto vento e di conseguenza sabbia. Sarà importante che le squadre, soprattutto quelle dei favoriti, lavorino da subito bene e in accordo, e che lo stress psicologico non prenda il sopravvento. Ma anche la seconda parte prevista, quella del circuito da ripetere più volte, presenterà degli scogli di non poco peso. In primis essendo in riva al mare potrebbe spirare una fastidiosa brezza che potrebbe colpire i meno abituati, e in più è un pezzo tecnico con molte curve, alcune rotonde e in prossimità dell’arrivo. E anche una peculiarità: un pezzo di circa un chilometro e mezzo sarà di pavè di porfido e liscio; bisognerà prestare molta attenzione per non cascare sul più bello. Per non ripetere un’esperienza simile a quella vissuta da Nibali alle olimpiadi. L’allenatore azzurro Cassani ancora ha in testa la sua caduta, una specie di incubo che lo perseguita, visto che stava per vincere la prima medaglia della sua gestione(ancora a secco dopo due Mondiali e un’Olimpiade) e invece l’ha vista sfumare praticamente all’ultima curva. Squadra sostanzialmente scelta per Cassani che domani annuncerà le sue decisioni. Il capitano sarà Elia Viviani, in un momento di forma positivo. L’affermazione alle Olimpiadi nella categoria dell’omnium su pista è stata strepitosa con un dominio su ciclisti del calibro di Cavendish che hanno potuto solo stare dietro al suo strapotere. Purtroppo per un leggero infortunio non ha potuto partecipare all’Eneco tour, corsa a tappe che si è svolta a metà settembre tra Olanda e Belgio che gli avrebbe consentito di mettersi alla prova con i più forti anche su strada. Ma le sue capacità saranno decisive e dovrà guidare lui la volata azzurra. Al suo fianco un altro velocista, il giovane Giacomo Nizzolo, ciclista in forte crescita e campione italiano in carica. Loro saranno i velocisti protetti. Ma la nazionale punterà sul gruppo: ci saranno con tutta probabilità Daniel Oss, Matteo Trentin, Fabio Sabatini, Jacopo Guarnieri, Daniele Bennati, Sonny Colbrelli e Manuel Quinziato che gareggerà nella cronometro. Non siamo i favoriti, Cassani indica i vari Boones, Sagan e Greipel, ma chissà che non potrebbe esserci una piacevole sorpresa.

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