Vuelta di Spagna, tappa 12: Come una classica a Bilbao

Pubblicato il autore: Lorenzo Siggillino Segui
Bilbao, Paesi Baschi. Sede d'arrivo della tappa 12 della Vuelta di Spagna

Bilbao, Paesi Baschi. Sede d’arrivo della tappa 12 della Vuelta di Spagna 2016

L’arrivo in salita di Peña Cabarga ha premiato Chris Froome, che ha portato a casa la vittoria e qualche secondo rosicchiato a Nairo Quintana. La Vuelta di Spagna riparte con una frazione degna di una classica, aperta a mille interpretazioni e tanti possibili scenari. Si arriverà a Bilbao, nei Paesi Baschi, utilizzando un circuito finale già impiegato nel 2011. In quell’occasione era arrivata la fuga e aveva alzato le braccia al cielo Igor Anton (che però ha già abbandonato la corsa). La passione dei baschi per la Vuelta di Spagna si farà sentire e ci sono tutti i presupposti per assistere ad una giornata emozionante.

Nella tappa 12 si andrà da Los Corrales de Buelna a Bilbao, 193,2 km. Prima parte di gara caratterizzata da due salite, la prima molto impegnativa e la seconda meno. Queste due asperità sono poste lontano dal traguardo e non potranno avere impatto. La svolta ci sarà a circa 60 km dalla conclusione, quando i corridori si immetteranno nel circuito che li porterà dritti al traguardo. Si tratta di un circuito di 28,5 km da percorrere due volte. Su questo identico arrivo alla Vuelta di Spagna 2011 aveva vinto il basco Igor Anton, battendo allo sprint Marzio Bruseghin. Il circuito è caratterizzato dall’Alto El Vivero, salita di seconda categoria da affrontare due volte, 4,2 km al 8,5% di media. All’ultimo passaggio, dalla cima mancheranno solo 12,9 km alla fine. La strada scende in picchiata fino al cartello dei -5, quando il terreno tornerà pianeggiante. Lo scenario più probabile è l’arrivo della fuga, con gli uomini di classifica non impegnati a darsi battaglia. Ma ci sono diverse incognite e tutto è possibile:

La vittoria di tappa, oggi, fa gola a molti. A cominciare da Luis Leon Sanchez. Lo spagnolo dell’Astana ha cercato diverse volte il successo in questa Vuelta di Spagna, senza mai trovarlo. Il finale è perfetto per lui: una salita breve e non troppo dura, una discesa veloce ed un tratto pianeggiante adatto a specialisti delle cronometro. Gli ultimi 5 km sono esposti al vento e servirà molta forza per evitare di essere raggiunti. Il corridore di Mula è stato campione spagnolo a cronometro per ben 4 volte, ha doti da finisseur e può attaccare da lontano: è la sua occasione.
Come l’Astana, anche la BMC è alla ricerca del successo e oggi toccherà a Philippe Gilbert. Il campione del Belgio è un altro dei grandi pretendenti a questa dodicesima tappa della Vuelta di Spagna. In carriera ha dimostrato tante volte di poter fare il vuoto su strappi come l’Alto El Vivero e, anche se qualcuno resistesse o lo raggiungesse prima dell’arrivo, nello sprint Gilbert è un osso veramente duro. Il campione del mondo di Valkenburg 2012, come Luis Leon Sanchez, ha tante armi nel suo arsenale: può entrare nella fuga, ma può anche cercare di risolverla con un attacco nel finale.
Impossibile non citare Fabio Felline, che su un tracciato del genere può stupire ancora. L’italiano vuole fortemente una vittoria di tappa in questa Vuelta di Spagna, dopo aver fatto collezione di piazzamenti. Il torinese è uno degli uomini più veloci in gruppo e se si dovesse arrivare allo sprint è lui il grande favorito. Felline può resistere sull’Alto El Vivero ed in più potrebbe sorprendere cercando di inserirsi nella fuga.
Ieri a Peña Cabarga Gianluca Brambilla è uscito dalla classifica generale. Proprio per questo motivo, l’italiano è diventato uno dei grandi favoriti per la tappa di oggi. Un successo sarebbe la ciliegina sulla torta, per una Vuelta di Spagna già molto positiva. L’arrivo di Bilbao è perfetto per le sue caratteristiche e il ritardo accumulato dai migliori gli regalerebbe lo spazio necessario per muoversi. Brambilla ha ottima scelta di tempo, spunto in volata ed è dotato di un ottimo scatto in salita. Il corridore della Etixx, al pari di Felline, potrebbe anche non attendere il finale ed attaccare da lontano.
Se le strategie di questi quattro uomini sono imprevedibili, la grande incognita della dodicesima tappa della Vuelta di Spagna si chiama Alberto Contador. Lo spagnolo inizia ad essere distante in classifica e, visto il percorso da qui a Madrid, per recuperare tre minuti serve un’impresa. In situazioni simili del passato, il pistolero ha abbandonato i calcoli e le tattiche, optando per lo spettacolo. Gli appassionati ricordano benissimo il suo show nella tappa di Verbania al Giro 2015, o anche il suo attacco ad Andorra al Tour 2016. Oggi lo spagnolo potrebbe cercare l’attacco sull’Alto El Vivero alla caccia della vittoria di tappa, magari utilizzando qualche compagno di squadra inserito nella fuga. Contador in queste condizioni è in grado di far saltare per aria la corsa, trasformandola in una battaglia. L’ipotesi è da considerare.
Se la gara dovesse restare chiusa, attenzione a Samuel Sanchez e Simon Yates per la vittoria. L’asturiano ha classe da vendere e finali di questo tipo possono essere risolti da una sua sparata. Il britannico ha già vinto in questa Vuelta di Spagna. In salita può togliersi tutti di ruota, ma, come Contador, preferirebbe evitare lo sprint.
Tante le soluzioni a disposizione di Alejandro Valverde. Il murciano vorrà probabilmente tornare a casa dalla Vuelta di Spagna con un successo di tappa. In caso di arrivo in volata, oggi può gettarsi nella mischia con ambizioni credibili. Se si dovessero muovere uomini come Contador, Yates o Samuel Sanchez, il corridore della Movistar potrebbe seguirli nell’attacco e giocarsela allo sprint.

Questi gli otto favoriti assoluti, ma in caso la fuga prendesse il largo gli ultimi quattro resterebbero esclusi. Entrerebbero invece in gioco tanti altri corridori. Thomas De Gendt ha un’altra opportunità per tentare una delle sue imprese. Il corridore della Lotto cercherà sicuramente l’attacco da lontano, sperando poi di avere la meglio nel finale. Tappa cerchiata anche dal nostro Moreno Moser, che sul circuito di Bilbao sarebbe un cliente scomodo per i compagni di fuga. L’italiano ha dimostrato grande condizione, il successo parziale è un obiettivo alla sua portata. Attenzione anche a Pello Bilbao, che corre praticamente in casa, essendo nato a soli 30 minuti di macchina dal traguardo. La sua squadra, la Caja Rural, ci tiene particolarmente a conquistare una tappa della Vuelta di Spagna. Oggi hanno tante soluzioni, Bilbao è una delle più accreditate.

Speranze concrete per l’Italia, che oggi può trovare il primo successo parziale con Moser, Brambilla e Felline.

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