Ciclismo, Mondiali Doha 2016: Continuano le polemiche per il caldo, ma non era prevedibile?

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Mondiali Doha 2016

Dubbi e polemiche sul gran caldo stanno anticipando questi Mondiali Doha 2016

È un mondiale atipico, e questo lo si era capito da tempo.
Si comincia dalla data, insolita per questo appuntamento, visto che i corridori sono abituati a trascorrere questo periodo in qualche isola esotica, con l’unico obiettivo di smaltire le scorie di una stagione corsa a tutto gas, spostata alla seconda settimana di ottobre anziché l’ultima di settembre per ovviare ai problemi del caldo. Si passa poi al luogo, il Qatar, paese desertico che più in pianura non si può. E non basteranno di certo le dune artificiali, create per l’occasione, per evitare ai velocisti di giocarsi le loro possibilità in uno sprint finale che pare già scritto alla vigilia. Già, il Qatar, più precisamente Doha, la capitale, che solo a leggere il nome ti viene da pensare ai classici edifici futuristici del terzo millennio costruiti a suon di petrol-dollari, al deserto e al sole, cocente.
Ecco quindi che le parole chiave, i trend topic di questi Mondiali Doha 2016 vengono fuori: sole, che quindi implica caldo.
Non stiamo scoprendo nulla di nuovo, Doha è questa da sempre, e lo si sapeva anche quando i Mondiali vennero assegnati. Il problema è che tutti, fino ad oggi, hanno fatto finta di niente, infischiandosene di quella che sarebbe stata la realtà in corsa, se non ora che siamo a ridosso del via della rassegna iridata.
Proprio adesso che le squadre stanno partendo per il Qatar, quindi, i dubbi vengono fuori e le polemiche si alimentano, rendendo ancor più incandescente una corsa che sarà tanto facile dal punto di vista altimetrico (sembra il remake del Mondiale di Zolder 2002, quando ad imporsi fu il nostro Mario Cipollini) quanto difficile dal punto di vista dell’adattamento al clima e alle condizioni meteo. Il tratto desertico (che stando alle ultime notizie potrebbe essere ridotto, ed anche parecchio), infatti, prevede la possibilità di incontrare forte vento, che solitamente da queste parti soffia da nord ed è più caldo, oppure da sud, decisamente più fresco, che soffia in prevalenza durante il periodo invernale.
Questo fattore, dunque, sfavorirà ancor di più i corridori, che dovranno percorrere 254 km (salvo ulteriori modifiche del percorso, come detto in precedenza) in condizioni climatiche estreme, chiedendo al proprio corpo uno sforzo non indifferente che senza dubbio inciderà sulla prestazione in gara, e che potrebbe anche causare malesseri fisici in caso di errata alimentazione ma soprattutto idratazione, fondamentale in situazioni come questa.
Proprio per cercare di evitare problemi di questo genere, la commissione di gara, a cui spetta qualsiasi decisione finale riguardo ad eventuali modifiche del tracciato, o addirittura l’annullamento della corsa qualora le condizioni siano proibitive, ha stabilito la presenza in corsa di due moto neutre che trasporteranno borracce di acqua fresca a disposizione degli atleti.
Inoltre l’UCI, avvalendosi di una commissione formata da quattro medici (Dr. Sébastien Racinais, Dr. Roger Palfreeman, Dr. York Olaf Schumacher e Dr. Julien D. Périard) che sarà presente anche in Qatar, ha pubblicato sul proprio sito una guida dal titolo inequivocabile “Comment lutter contre la chaleur” (“Come lottare contro la calura”), dove appunto viene spiegato come prepararsi e gestirsi al meglio al gran caldo che accompagnerà questi giorni di competizione.
La sensazione però è che si stia cercando di curare ciò che sarebbe stato possibile prevenire, con l’inizio dei Mondiali sempre più vicino e la credibilità degli organizzatori spazzata via dallo Shamal, assieme alla sabbia del deserto.

  •   
  •  
  •  
  •