Ciclismo, pagelle stagione 2016: Sagan dominatore, Aru da rivedere

Pubblicato il autore: romolo simonicca Segui
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Pagelle stagione 2016

Con le vittorie di Cavendish e Vilella, rispettivamente all‘Abu Dhabi Tour e alla Japan Cup, va in archivio la stagione ciclistica 2016. Tenendo in considerazione le classiche di primavera, i tre grandi giri e il ciclismo d’autunno, abbiamo valutato la stagione dei grandi ciclisti del circuito. Da febbraio a ottobre la stagione 2016 non ha mai smesso di suscitare emozioni, complici anche le prove olimpiche di Rio e l’Europeo per la prima volta aperto ai professionisti. Mai un periodo morto e corse in quasi tutte le settimane, hanno fatto della stagione 2016 una delle più interessanti degli ultimi anni.

Pagelle stagione 2016: Sagan cannibale

Sagan, voto 9,5 – Il fuoriclasse slovacco vince tutto o quasi quello che c’era da vincere per un ciclista con le sue caratteristiche. Dopo aver vinto Grand-Wevelgem e Giro delle Fiandre in primavera, Sagan si porta a casa tre tappe al Tour de France (e l’immancabile maglia verde per il quarto anno consecutivo). Non pago, in autunno vince prima l’Europeo e poi bissa il mondiale dello scorso anno nel deserto di Doha. Alle Olimpiadi non partecipa alla prova in linea, ma da spettacolo in Mountain Bike a dimostrazione della sua grandezza. Personaggio eclettico ed esuberante fuori, cannibale imbattibile in corsa, Peter Sagan è il ciclismo. A fine stagione sono 14 le sue vittorie.

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Chris Froome voto 8 – Dominatore al Tour de France e secondo alla Vuelta di Spagna, alza le braccia al cielo per 10 volte in stagione. Ha risposto a chi lo accusava di essere poco spettacolare con attacchi in discesa e in pianura. Ha vinto in salita e a cronometro e quando ha corso lo ha fatto per primeggiare. Spiace non averlo visto al Giro a confrontarsi sulle grandi montagne italiane. Questo, a nostro modo di vedere, gli costa mezzo punto sulla valutazione finale.

Vincenzo Nibali voto 7,5 – Vince il suo secondo Giro d’Italia e lo fa alla sua maniera, dando spettacolo sulle grandi montagne nell’ultima settimana. Grande protagonista della corsa olimpica, deve arrendersi solo alla sfortuna, dato che senza la rovinosa caduta avrebbe quasi sicuramente portato a casa una medaglia. Caduta e conseguente rottura della clavicola che gli compromettono anche l’ultima parte di stagione, con parecchie corse in cui lo squalo avrebbe potuto dire la sua. Sono solo 4 vittorie in stagione, ma la maglia rosa conquistata con i denti pesa forte sul voto complessivo.

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Esteban Chaves voto 7,5 – Secondo al Giro d’Italia, terzo alla Vuelta di Spagna e trionfatore al Giro di Lombardia. Per il Colibrì di Bogotà si tratta della migliore stagione da quando è professionista se si tiene conto che al Giro ha vinto anche una tappa e sfiorato l’impresa della vittoria finale. L’anno prossimo sarà attesissimo sia nelle corse a tappe che nelle classiche più dure.

Nairo Quintana voto 7 – Terzo senza particolari squilli al Tour de France, si riscatta alla grande alla Vueta. Qui corre da dominatore e finalmente riesce a battere con un certo margine il rivale Froome. Il Tour rimane l’obiettivo cardine del giovane colombiano, ma vincere una Vuelta spettacolare come quella del 2016 deve dare le sue soddisfazioni. Chissà che il prossimo anno non riesca a battere il britannico anche in terra di Francia.

Greg Van Avermaet voto 7 – Dopo aver vinto la Tirreno-Adriatico salta, causa caduta, la parte a lui più congeniale della stagione, ovvero quella delle classiche del Nord. Recupera alla grande dall’infortunio vincendo una tappa al Tour de France (luglio) e la prova in linea alle Olimpiadi di Rio (agosto).

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Mark Cavendish voto 7 – Le quattro tappe vinte a Tour de France bastano a giustificare il voto. Battuto solo dall’extraterreste Sagan al Mondiale, chiude in bellezza con le 2 tappe su 4 all’Abu Dhabi Tour.

Alberto Contador voto 5,5 – Da battaglia sempre ed ovunque corra, ma la gamba non è quella dei giorni migliori in nessuno dei grandi appuntamenti a cui prende parte. Da un fuoriclasse come lui, oltre allo spettacolo, ci si attendono vittorie e quest’anno ne sono arrivate poche. 5 affermazioni, ma in corse minori.

Fabio Aru voto 5 – Lo scorso anno sorprese tutti al Giro e alla Vuelta vincendo e convincendo. Quest’anno, vuoi per un’errata programmazione stagionale, vuoi per una scarsa condizione fisica, non riesce a ripetersi. Il talento c’è ed è palese, l’età è dalla sua parte e l’anno prossimo sarà capitano dell’Astana. Sara il 2017 l’anno della definitiva consacrazione del Cavaliere dei Quattro Mori?

John Degenkolb
voto 4 -Il corridore tedesco, abituato a vincere nelle grandi classiche, quest’anno resta all’asciutto, Non porta a casa nulla e fallisce miseramente l’obiettivo numero uno, vale a dire il Mondiale. A Doha non riesce neppure a partecipare allo sprint finale.

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