Mondiale di ciclismo: analisi di favoriti e outsider!

Pubblicato il autore: Erika C. Segui
MARK CAVENDISH WINS THE MENS ROAD RACE

Il gran giorno per tutti gli appassionati di ciclismo è arrivato, è il giorno del Mondiale di ciclismo su strada: per un giorno gli atleti svestono i completi dei propri club e difendono i colori della propria nazionale per provare a vincere la maglia più importante, quella che si vince in un sol giorno e si indossa per 12 mesi, sia se si parte da favoriti che da outsider.

Il percorso di Doha 2016 non da spazio a molte interpretazioni: trionferà una ruota veloce o un passista capace comunque di tenere i 60 all’ora negli ultimi 1000 metri. In ogni caso il favore dei pronostici va verso tutti quei velocisti con un treno molto forte come hanno dimostrato le gare degli Under 23, delle Donne e delle Donne Junior. La Norvegia e l’Italia hanno infatti monopolizzato il finale delle gare degli Under e delle Donne Juniores giovedì e venerdì mandando poi a segno un proprio atleta mentre oggi è stata la volta dell’Olanda nella corsa dedicata alle Donne Elite dove comunque è arrivato un argento e non un oro.
Restringendo il campo applicando questi filtri allora ecco una veloce analisi su favoriti e outsider nella lotta al titolo.
5 STELLE ***** per Cavendish (GB) e Kittel (GER)
Sono i velocisti più forti degli anni ’10 con  il britannico già laureato campione del Mondo nel 2011. Cavendish però non pare attraversare un momento brillantissimo ma è sorretto da un team di grandi passisti e da due corridori scaltri e veloci come Swift e Blythe chiamati a lanciare la volata al Cav per il bis iridato.
La Germania potrà schierare dolo 6 corridori ma dal tasso tecnico elevatissimo: oltra a capitan Kittel ci sono altri due papabili campioni come Degenkolb e Greipel, infine a loro si uniscono il neo campione del Mondo a crono Tony Martin e due affidabili faticatori, Politt e Sutterlin.
4 STELLE **** per  Kristoff (NOR), Sagan (SVK) e Gaviria (COL)
Il norvegese Kristoff dopo un 2015 da urlo quest’anno ha avuto un calo incredibile ma sul traguardo di Doha ha già vinto durante il Tour of Qatar ed è inoltre spalleggiato da alcuni compagni che della velocità e del passo fanno la propria arma migliore, senza dimenticare Boasson Hagen che da solo potrebbe fare il capitano altrove.
Sagan e Gaviria non avranno invece a disposizione né una squadra forte né  almeno numerosa. Il primo però è il campione del mondo e d’Europa in carica, il fuoriclasse assoluto del ciclismo mondiale capace di vincere praticamente da solo il titolo iridato e quello continentale. Gaviria è invece un pistard capace di numeri spettacolari come quello di domenica scorsa alla Parigi-Tours.
3 STELLE *** per Démare (FRA), Matthews (AUS) e Groenewegen (NED)
Tutti e tre i corridori avranno squadre al completo da 9 uomini, la maggior parte dei quali veri e propri professionisti dello sprint, ma rispetto ai ciclisti da 4 o 5 stelle mancano di esperienza (il caso dell’olandese Groenewegen), di velocità pura (Matthews va bene nei percorsi misti) e di carisma (malgrado la Sanremo nel carniere Démare dovrà fare i conti col compagno Bouhanni che difficilmente accetterà di spalleggiare lo sprinter della FDJ).
2 STELLE ** per Viviani e Nizzolo (ITA), Boonen e Van Avermaet (BEL)
Belgio e Italia, le due nazionali con più titoli mondiali, dovranno recitare un ruolo da non protagonisti visto che non hanno tra le loro fila un velocista di grido. Viviani e Nizzolo per andare almeno sul podio dovranno giocarsela al meglio nel finale sfruttando il lavoro dei compagni e degli avversari mentre i due capitani del Belgio dovranno forse inventarsi altre strategie per portare a casa una medaglia.
1 STELLA * per Lobato (SPA), Bennet (IRL), Stybar (CZR), Porsev (RUS), Navardauskas (LTV) e Drucker (LUX)
Mentre Stybar e Navardauskas potrebbero tentare la sortita individuale sotto il triangolo rosso, gli altri corridori aspetteranno la volata. Seppur veloci, nessuno del lotto può impensierire minimamente gli assi dello sprint. La Top 10 è alla loro portata e magari usando un po di intelligenza e spericolatezza, o sperando nelle defaillances altrui, potrebbero provare a portare a casa una medaglia che avrebbe il sapore non della sorpresa ma del miracolo.
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