Mondiali 2016, Sagan bis nella noia di Doha

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui
Doha 2016. Sagan a braccia alzate dopoil bis mondiale

Doha 2016. Sagan a braccia alzate dopo il bis mondiale

Peter Sagan si conferma campione del mondo di ciclismo su strada nella gara di Doha dopo 251 km di monotonia e deserto

Un bis atteso e pronosticato, un Peter Sagan ancora una volta spietato nel caldo torrido degli emirati arabi.
Mondiali di Doha 2016 all’insegna dello slovacco che vince la volata e bissa il successo dello scorso anno. Secondo Mark Cavendish e terzo Tom Boonen: 4 titoli mondiali sul podio, cosa decisamente rara.
A premiarlo il cannibale Eddy Merckx per un ideale passaggio di consegne.

Doha 2016. Sagan campione del mondo tra due fenomeni, Cavendish e Boonen

Doha 2016. Sagan campione del mondo tra due fenomeni, Cavendish e Boonen

Trionfo nel deserto

La gara si decide in volata dopo aver percorso chilometri di deserto a una temperatura al limite del praticabile, a ritmi altissimi, in totale pianura.
Gara priva di emozioni se non quella che regala il venezuelano Gaviria a terra per infortunio e la fuga “giusta” decisa a tavolino dal Belgio per tagliare le gambe alla Germania di Kittel e Greipel e alla Francia. 27 corridori in vantaggio sul resto del plotone per gran parte della gara e addio allo spettacolo.
Nel gruppo il campione del mondo in carica 2015, Peter Sagan, il campione olimpico della prova su strada, Greg Van Avermaet, e un signor parterre de roi della pista olimpica di Rio 2016, tra tutti Mark Cavendish e il “nostro” Elia Viviani, olimpico dell’omnium.
Un susseguirsi di giri, sette, nel circuito cittadino dell’isola di Pearl. Un noioso susseguirsi per le strade fiancheggiate da edifici e ville in costruzione e una cornice di pubblico paragonabile a quella “a giorno” ovvero se c’è allora non si vede.
Uno spettacolo quasi esclusivamente televisivo, avvincente come una soap opera all’ora di pranzo nell’attesa dello scossone finale.
Finale che in effetti quasi regala la sorpresa con l’olandese Tom Leezer che prova a sorprendere tutti a 2 km dall’arrivo.
Ripreso a meno di 500 metri dall’arrivo, l’Italia prova le sue carte con Jacopo Guarnieri che esce allo scoperto pilotando Giacomo Nizzolo verso il traguardo.
Nizzolo esce ma non riesce a fare il vuoto, anzi viene recuperato a destra da Sagan mentre a sinistra si scatenano Boonen e Cavendish, seguiti dall’australiano Michael Matthews. L’arrivo premia Peter Sagan per la scaltrezza e la tenacia di aver inseguito la strada più complicata.
Nell’intervista del dopo gara, lo slovacco ringrazierà i suoi compagni di squadra, la fortuna che gli ha permesso di essere l’ultimo ad aggregarsi al gruppo della fuga decisiva e anche l’onestà di Nizzolo che non lo ha stretto sulle transenne permettendogli di passare dove altrimenti non avrebbe avuto la possibilità di farlo.

Una stagione fenomenale

Peter Sagan completa un 2016 che lo ha consacrato fenomeno della bicicletta e vero uomo immagine del nuovo corso dello sport su due ruote con una stagione nella quale ha vinto ovunque e in ogni stagione. Pochissime battute a vuoto e amarezze per lo slovacco della Tinkoff, prossimo atleta della Bora, testimonial della Cannondale. Ha perso in effetti solo la Tirreno Adriatico per un secondo beffardo e le olimpiadi nel suo tentativo amarcord di vincere nella mountain bike. Per il resto trionfo nelle classiche del nord, al tour con tre tappe e la maglia verde e titolo del primo campionato europeo.

Una carriera ancora da scrivere

Peter Sagan è un campione contro cui ogni tattica è fallimentare, forte in volata, duro anche in moderata salita, deciso nelle gare di un giorno. Ha un palmares incredibile se si pensa che ha soltanto 26 anni e che fino all’anno scorso aveva attaccato sulle spalle la nomea di eterno secondo. Personalità eclettica invisa al gruppo dei professionisti ma amata dal pubblico, dovrà sfidare ora se stesso nel trovare nuovi obiettivi per la stagione che si trova ad affrontare. Tanti traguardi vicini da raggiungere, record di vittorie al tour, record di maglie verdi di miglior velocista, centrare il tris mondiale che sarebbe storico dopo aver compiuto un’impresa per pochi come il bis. Età ed ecletticità. Chapeau.

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