Mondiali Doha 2016: Le interviste dei protagonisti

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Mondiali Doha

Tom Boonen dà indicazioni ai compagni per chiudere il ventaglio. © Bettiniphoto

Mondiali Doha ricchi di colpi di scena grazie al vento, fondamentale nel tratto desertico per aprire il ventaglio decisivo. Alla fine l’ha spuntata l’ennesima volta Peter Sagan, che va così a ripetersi dopo l’exploit di un anno fa. Diversi gli stati d’animo al termine della corsa, come si può percepire dalle interviste ai corridori. Di seguito ve ne proponiamo alcune, mentre potrete trovare le parole dello slovacco campione del mondo qui.

Daniel Oss, Giacomo Nizzolo ed il CT Davide Cassani (Italia)

“Sapevamo che dopo 85 chilometri la corsa poteva finire. Anche a febbraio si corre con queste condizioni, con il vento. Diciamo che me lo aspettavo. In un attimo si decide la corsa, è davvero dura”– ha detto il trentino della BMC Daniel Oss ai microfoni Rai, subito dopo il ritiro.

“Abbiamo fatto una corsa egregia, eravamo davanti al momento giusto e Jacopo Guarnieri mi ha tirato la volata perfetta. I valori in campo sono questi, l’ordine d’arrivo è di quelli da incorniciare. Per questo ho voluto ringraziare i miei compagni, perché non abbiamo sbagliato nulla. L’unico rammarico è quello di essere partito un po’ lungo, ma a quel punto non avevo scelta”. Così il campione italiano in carica Giacomo Nizzolo, 5° al traguardo, nonché migliore dei nostri.

Soddisfatto il commissario tecnico azzurro Davide Cassani, che sempre ai microfoni Rai dice:“Siamo stati bravi, i ragazzi hanno cercato di fare quello che gli era stato detto. Dopo 65 chilometri c’è stato il ventaglio e noi siamo stati sfortunati, perdendo Sabatini per un problema alla sella. Bennati è stato superlativo, ma anche gli altri. Guarnieri, come avevamo pensato, ha lanciato Giacomo ai 500 metri. Alla fine ha vinto il più forte. Sagan è un fenomeno, punto e basta, ma ce la siamo giocata fino alla fine”.

Mark Cavendish (Gran Bretagna)

Deluso Mark Cavendish, che in conferenza stampa ammette:“Ero riuscito a prendere la ruota di Sagan, ma all’improvviso sono stato ostacolato. Ho cercato di trovare un varco, ma ho dovuto rallentare ed ho seguito Matthews, ma a quel punto era troppo tardi. Sono riuscito a prendere Tom Boonen, mentre raggiungere Sagan era ormai impossibile. Sono amareggiato, mi sento come se avessi perso l’oro, piuttosto che aver conquistato l’argento. Ma va beh, ormai è andata…
Quando il gruppo si è diviso io ero dietro a Luke Rowe. Anche lui era con me e Blythe, ma purtroppo una foratura lo ha costretto a perdere le ruote del gruppo, così sono rimasto solo con Adam. Tutta la squadra sapeva che Adam sarebbe stato davanti a lavorare: sa muoversi benissimo nel vento, è riesce sempre a trovare un varco. E’ stato eccezionale, mi ha sempre tenuto lontano da situazioni pericolose.”
L’atleta dell’Isola di Man ha poi continuato parlando dei suoi risultati raggiunti in questa stagione, vale a dire il Campionato del Mondo su pista, il Tour de France, la prova olimpica su pista e i Mondiali:“Non è stato facile, ma era una cosa fattibile. Ho un lavoro da fare, e con la Dimension Data abbiamo comunque deciso di continuare a correre su strada. Il periodo più duro è stato qualche settimana fa, quando sono stato male ed ho perso lo stato di forma che avevo raggiunto. In corsa comunque mi sono sentito bene fin da subito, sono rimasto sorpreso della mia condizione. Quest’anno avevo in mente questi obiettivi, così è stato più facile concentrarmi al meglio su di loro.”

Tom Boonen (Belgio)

Terzo posto per il belga della Etixx-QuickStep ad 11 anni di distanza dal suo primo ed ultimo trionfo iridato, che nell’intervista post premiazione dice:“Avrei preferito vincere la gara, ma le cose sono andate diversamente, quindi faccio i complimenti a Peter. Abbiamo provato a fare tutto il possibile, prendendo il controllo della corsa dopo 75 km, svolgendo un ruolo importante anche in questi Mondiali, come negli anni passati. Sono orgoglioso dei miei compagni di squadra.
Oggi avevamo due tattiche: chiudere gli attacchi con Greg (Van Avermaet, ndr) e tenermi al coperto in vista della volata. Quando Leezer è partito io sono rimasto solo con Jurgen (Roetlands, ndr) nella testa del gruppo, così quando lui è andato a tutta per riprenderlo, ho capito che la situazione si stava complicando. Poi un uomo dell’Italia (Jacopo Guarnieri, ndr) mi ha sorpassato, io ho sfruttato l’occasione ed ho provato a sorprendere tutti, lanciando lo sprint ai -200 m, ma quando hai gente come Sagan e Cavendish a ruota è difficile fare la differenza. Sono arrivato ad un passo dalla vittoria, non posso che essere felice per la prestazione di tutta la squadra”.

Alexander Kristoff ed Edvald Boasson Hagen (Norvegia)

Si è presentato furibondo davanti alla stampa Alexander Kristoff, che ha accusato il compagno Edvald Boasson Hagen di aver pensato ai propri interessi anziché aiutarlo nella volata, come stabilito alla vigilia.
“Sinceramente, non so cosa sia successo. Di sicuro lui (Boasson Hagen, ndr) si è girato ed ha visto che ero alla sua ruota, ma non ha reagito in alcun modo, se non aspettando e aspettando… Io ero alla sua ruota ai -500 m e pensavo che si sarebbe mosso, ma sfortunatamente per me lui stava aspettando il momento giusto per lanciare il suo sprint. Poi, quando ho provato a passarlo, lui si è spostato ed io ho perso il ritmo, così non sono riuscito a sprintare per la vittoria. Quando ho tagliato il traguardo ero furioso, perché avrebbe potuto pilotarmi alla perfezione, mentre invece torniamo a casa con un inutile sesto e settimo posto. E’ stata una giornata dura fin dalla partenza. Siamo riusciti a rimanere davanti in quattro quando c’è stata l’azione decisiva, ma poi il Belgio ha stretto il ventaglio ed abbiamo perso un uomo. Truls è stato con noi fino alla fine, è stato eccezionale. Spero possa aver imparato qualcosa oggi, ma io ed Edvald abbiamo buttato via tutto. Pensavo che sarebbe arrivato al traguardo un gruppo più numeroso, ma quando il Belgio ha deciso di mantenere il distacco, non c’è stato più nulla da fare.”

Pronta la replica di Boasson Hagen, che si giustifica così:“Ho corso per Alex ed ho provato qualche attacco, non per me stesso ma per cercare di chiudere su Van Avermaet e Terpstra quando si sono mossi. Alla fino ho provato a sprintare per Alex, ma non ha funzionato come avrebbe dovuto. Sei uomini sono arrivati prima di noi, quindi avremmo sicuramente potuto fare meglio. E’ un peccato, ma ormai non si può tornare indietro.”

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