Ciclismo, cosa resterà di questo 2016?

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

Una stagione tra risultati inattesi, conferme e delusioni

Froome

Il trionfo di Chris Froome al Tour de France entra di diritto nei momenti più importanti di questo 2016 del ciclismo.

L’anno ormai sta per giungere al termine e, come sempre in questo periodo, è tempo di bilanci. Quello del ciclismo è stato un 2016 appassionante e avvincente. Ci sono stati tanti risultati inattesi, molte conferme e anche qualche delusione. Mentre ormai la testa di tutti è già proiettata al 2017 e a un’annata che si annuncia a dir poco scoppiettante e spettacolare, è il momento di riavvolgere, anche solo per un attimo, il nastro e riaprire il cassetto dei ricordi. Una sorta di flashback delle due ruote. Così giusto per rivivere i momenti più belli.Il tutto non può che partire dalle tre corse a tappe: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna. Il primo è stato vinto da Vincenzo Nibali, che ha rispettato i pronostici. Ma per il corridore siciliano è stato tutt’altro che semplice. Anzi, la sua rimonta ha un qualcosa di leggendario ed epico. Infatti nessuno, all’inizio dell’ultima settimana, avrebbe scommesso un euro su di lui, vittima della sfortuna e di una condizione che lasciava molti dubbi. Ma ecco la zampata del campione nelle ultime tappe di montagna. Kruijswijk, inattesa maglia rosa, crolla sul più bello e sul podio finiscono il colombiano Chaves e l’eterno Valverde. Ma l’apoteosi è tutta per Nibali. In Francia a trionfare è, per la terza volta in carriera, Chris Froome. Un dominio netto quello del corridore della Sky che, sul podio di Parigi, precede il sorprendente beniamino di casa Romain Bardet e il colombiano Nairo Quintana, che non è mai riuscito a fare la differenza. Delude anche il nostro Fabio Aru, fuori dai dieci. Ma il suddetto Nairo Quintana si prende la rivincita con gli interessi in terra spagnola, aggiudicandosi la Vuelta, davanti proprio a Chris Froome e a Chaves, che conquista così il secondo podio stagionale in una corsa a tappe a soli 26 anni. Senza alcun dubbio, è lui la vera rivelazione del 2016 del ciclismo.

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Il ricordo non può non parlare delle due gare di un giorno più importanti: l’Olimpiade e il Mondiale. La prima grida ancora vendetta. E sì, perché la caduta di Vincenzo Nibali brucia eccome. La medaglia era praticamente sicura. Van Avermaet, Fuglsang e Majka: è questo il podio, che sa tanto di amaro in bocca tinto di azzurro. La nostra Nazionale, perfetta dal punto di vista tattico, torna a casa a mani vuote. E questo accade anche al Mondiale di Doha. Ma qui il grande protagonista è Peter Sagan, autore di un bis che fa la storia del ciclismo. Cavendish è d’argento, mentre Boonen conquista il bronzo. Nizzolo ottimo quinto. Ma l’Italia sul podio iridato manca davvero da troppo tempo. Sarà questo il principale obiettivo del 2017? Anche. Ma gli occhi saranno inizialmente puntati su un Giro d’Italia, dove il duello tra i due ex compagni di squadra Vincenzo Nibali e Fabio Aru promette già scintille. Il ciclismo è anche questo. Ed è davvero impossibile non amarlo.

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