Ciclismo, le 10 vittorie più belle del 2016

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
10 vittorie più belle del 2016

Enrico Gasparotto dedica la vittoria della Amstel Gold Race all’amico appena scomparso, Antoine Demoitiè. (© Tim De Waele)

Con i ritiri invernali in vista del 2017 appena cominciati, è arrivato il momento di riavvolgere il nastro e di gettare uno sguardo indietro, rivivendo quelle che a nostro avviso sono state le 10 vittorie più belle della stagione appena conclusa.

Ciclismo, le 10 vittorie più belle del 2016: la classifica

10) Greg Van Avermaet (BMC) – Tour de France, tappa 5 Limoges-Le Lioran (216 km)

Nonostante la frattura alla clavicola rimediata durante il Giro delle Fiandre che lo ha tagliato fuori dalle Classiche del Nord, Greg Van Avermaet si è reso quest’anno protagonista di una stagione eccezionale, conquistando tra gli altri la classifica finale della Tirreno-Adriatico e la medaglia d’oro nella prova olimpica in linea a Rio, su un percorso sulla carta non adatto alle sue caratteristiche. Meritata menzione quindi per lui, che entra nella nostra classifica con la vittoria a Le Lioran, quinta tappa del Tour de France, arrivata dopo una lunghissima fuga che gli è valsa anche la conquista della maglia gialla.

9) Andrè Greipel (Lotto Soudal) – Presidential Cycling Tour of Turkey, tappa 3 Aksaray-Konya (158,9 km)

Prima di dire che il ciclismo è uno sport individuale, si dovrebbe vedere e rivedere questa tappa. Per gli almanacchi la vittoria sarà per sempre di Greipel, ma i diretti interessati sanno benissimo che senza l’aiuto di tutti, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Capolavoro a livello tattico di una squadra che sa muoversi come poche nel vento: in Turchia va in scena la lectio magistralis “L’arte dei ventagli”, a cura della Lotto Soudal. Meraviglia per gli amanti di questo sport, e non solo.

8) Tom Dumoulin (Giant Alpecin) – Tour de France, tappa 9 Vielha Val d’Aran-Andorre Arcalis (184 km)

Tappa regina dei Pirenei che si conclude ad Andorra in una giornata da tregenda, con l’ascesa finale (di Hors Categorie) resa ancor più ardua da una violenta grandinata che si abbatte sui corridori. Contador è costretto ad abbandonare la corsa in seguito a malanni fisici, mentre Aru soffre e perde terreno in classifica generale. Gli altri big arrivano tutti insieme, ma davanti è Tom Dumoulin, la farfalla di Maasticht, a spiccare il volo: vittoria leggendaria per un corridore che, considerando anche le sue doti di cronoman, si candida per un ruolo da protagonista nei prossimi Grandi Giri.

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7) Peter Sagan (Tinkoff) – Ronde Van Vlaanderen (255 km)

Finisce nel migliore dei modi l’edizione 100 del Giro delle Fiandre: ad imporsi è un eccezionale Peter Sagan, che stacca tutti sul Paterberg (360 m tutti in pavé, pendenza media del 12,9% e punte al 20,3%) e si invola verso la vittoria solitaria. Nel finale è un duello a distanza la maglia iridata e Fabian Cancellara (a caccia del suo quarto successo alla Ronde), che insieme a Sep Vanmarcke tenta di rientrare sullo slovacco, senza successo. Per Sagan è l’inizio di un 2016 da favola, che si concluderà con la conquista, tra gli altri, della quinta maglia verde al Tour de France, del titolo di campione europeo e con il bis mondiale in Qatar.

6) Vincenzo Nibali (Astana) – Giro d’Italia, tappa 19 Pinerolo-Risoul (162 km)

“Non è finita finchè non è finita”. Sarà stato questo il mantra di Vincenzo Nibali durante tutto il Giro d’Italia, iniziato male ma concluso come tutti gli italiani speravano: in 48 ore Vincenzo stravolge un Giro all’apparenza perso, rendendosi protagonista di un assoluto one man show nelle ultime due tappe di montagna. Sul Colle dell’Agnello manda in crisi la maglia rosa Kruijswijk, che perde lucidità e impatta contro un muro di neve a bordo strada. L’olandese perde terreno, mentre Chaves è l’unico a tenere le ruote del siciliano, che però a Risoul decide di partire secco, andandosi a prendere la vittoria di tappa. E’ l’inizio della rinascita di un campione criticato ingiustamente.

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5) Fabian Cancellara (Svizzera) – Olimpiadi di Rio, cronometro individuale (55 km)

Se gli fosse stato chiesto come avrebbe voluto chiudere la sua carriera, probabilmente Cancellara l’avrebbe raccontata così. La Locomotiva di Berna si mette in moto per l’ultima volta sui binari di Rio, andando a conquistare la medaglia d’oro senza mettere mai in discussione la vittoria finale. E’ la ciliegina sulla torta al termine di una stagione, di una carriera, corsa ad altissimi livelli, con la conquista della sua terza Strade Bianche che gli è valsa la dedica di un tratto, quello di Monte Sante Marie.

4) Matthew Hayman (Orica BikeExchange) – Paris-Roubaix (257,5 km)

Quando tutti si aspettano Tom Boonen, ecco che a spuntarla in una volata ristretta è un australiano di quasi 38 anni. Matthew Hayman, fuggitivo della prima ora, nel velodromo di Roubaix mette in fila tutti i più grandi nomi del pavè, conquistando la sua prima vera vittoria in carriera al termine di una giornata corsa saltando da una ruota all’altra, fino a lasciarsi tutti alla sua, di ruota. Chissà cosa deve aver pensato Tornado Tom, che già pregustava il sapore del suo quinto trionfo nell’Inferno del Nord.

3) Gianluca Brambilla (Etixx QuickStep) – Vuelta a España, tappa 15 Sabiñánigo-Sallent de Gállego Aramón Formigal (118 km)

Sul gradino più basso del podio ci va Gianluca Brambilla, anche lui autore di un 2016 strepitoso, condito da una splendida vittoria ad Arezzo al Giro d’Italia, con annessa maglia rosa. Il successo più importante del vicentino è però in terra spagnola, quando si impone ad Aramón Formigal davanti al leader della corsa Nairo Quintana, in una giornata in cui Alberto Contador mette in mostra tutta la sua classe innata: lo spagnolo attacca subito dopo il via della tappa, portandosi con sè un gruppetto di uomini tra cui il colombiano della Movistar, ed isolando Chris Froome che pagherà 2’40” al traguardo. Per la cronaca, quel giorno finiscono fuori tempo massimo 93 corridori (tra cui tutti i compagni del britannico), poi riammessi dalla Giuria con non poche polemiche.

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2) Fernando Gaviria (Etixx QuickStep) – Paris-Tours (252,5 km)

E’ vero, la bicicletta quest’anno è stata candidata al Nobel per la Pace. Però può succedere, nel ciclismo, che alcune fucilate facciano innamorare. E’ questo il caso di Goodwood, correva l’anno 1982, quando a sparare su quel Mondiale fu Beppe Saronni. La storia si è poi ripetuta pochi mesi fa, era inizio ottobre, quando Fernando Gaviria, primo sudamericano a conquistare la Parigi-Tours in 120 anni di storia, mette in mostra tutte le sue qualità da pistard lanciando una volata lunghissima, lasciandosi dietro gente come Cavendish, Bouhanni e Viviani. Non male, per uno che è alla sua seconda stagione da professionista.

https://www.youtube.com/watch?v=g5nPQLOCOZk

1) Diego Rosa (Astana) – Vuelta al País Vasco, tappa 5 Orio-Arrate (159 km)

La vittoria più bella di questo 2016 è quella di Diego Rosa nella tappa regina del Giro dei Paesi Baschi. Il piemontese dell’Astana, l’anno prossimo al Team Sky, si è reso protagonista di un’azione eroica, che ha riportato alla mente l’impresa di Fausto Coppi alla Cuneo-Pinerolo, scattando in solitaria a 100 km in una giornata funestata dalla pioggia ed esultando, sulla linea del traguardo, alzando la propria bici, in un gesto tipico dei biker.

Queste sono le 10 vittorie più belle del 2016 secondo noi. E voi invece, siete d’accordo oppure ne avreste scelte altre? Fatecelo sapere!

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