Tony Martin, sognando la Roubaix e la maglia gialla

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Tony Martin

Tony Martin, Ilnur Zakarin e Alexander Kristoff alla presentazione del team. (Tim de Waele / TDWSport.com)

Direttamente dal ritiro spagnolo di Calpe, dove si è ritrovato con la sua nuova squadra, la Katusha-Alpecin, Tony Martin racconta a cyclingnews.com i motivi che lo hanno spinto lasciare la Etixx-QuickStep, oltre che agli obiettivi fissati in vista della prossima stagione.

Tony Martin:”Avevo bisogno di nuovi stimoli e nuove motivazioni”

“Dopo nove anni da professionista e cinque con la Etixx, ero arrivato ad un punto della carriera in cui volevo ed avevo bisogno di cambiare qualcosa. Le persone intorno a me, nuovi stimoli. Sono umano anch’io, e penso che tutti possano capire cosa significhi fare ogni anno, ogni settimana, ogni mese le stesse cose: alla fine la concentrazione e le motivazioni calano. Inoltre non ho ottenuto tante vittorie lo scorso anno, così mi sono detto che era giunto il momento di cambiare qualcosa. Questo non significa che la Etixx non era il team giusto per me, anzi era perfetto, ma semplicemente avevo bisogno di cambiare per trovare nuovi stimoli e motivazioni. Così mi sono messo a cercare un altro team. 
Ho avuto fin da subito colloqui interessanti con la Katusha: mi hanno presentato il loro progetto internazionale e la via che avrebbero voluto percorrere in futuro, oltre che i partner con i quali collaborano, a partire dalla Alpecin, che rende questo team per il 50% tedesco. La Canyon è l’azienda che cercavo, penso che faremo un bel lavoro insieme. Queste sono le ragioni che mi hanno spinto ad accettare il progetto. Per il momento sono felice della scelta, ma tra uno e due anni saprò se sarà stata quella giusta oppure no”.

Tony Martin, Roubaix e Fiandre nel mirino per il 2017

La vittoria nella tappa del pavè al Tour de France 2015, quella con arrivo a Cambrai, è stata fondamentale per Tony Martin, in quanto gli ha permesso di scoprire un potenziale fin lì nascosto che potrà tornare utile in vista della prossima stagione, quando Parigi-Roubaix e Giro delle Fiandre saranno gli obiettivi da centrare.
“Per me è il Fiandre è un altro tipo di gara, la strategia è totalmente differente. Mentre al Tour de France conosci com’è fatta la tappa, sai se il finale prevede una salita o se la fuga potrà andare per poi essere ripresa negli ultimi chilometri, nelle classiche ci sono momenti in cui devi stare davanti ed altri in cui puoi conservare le energie. A volte il momento chiave della gara è a metà gara, quando mancano ancora 100 km e tu non te lo aspetti. Queste cose vanno imparate, serve esperienza. Sono grato alle Etixx-QuickStep per le lezioni che ha saputo darmi: ho corso con Ton Boonen, Niki Terpstra e Zdenek Stybar, e loro mi hanno insegnato cose che senza dubbio mi aiuteranno in futuro.
Non voglio mettermi troppa pressione addosso, sto trascorrendo un periodo di apprendistato ma so che ciò che manca alla mia carriera è la vittoria di una grande classica. Voglio riuscirci, altrimenti nemmeno ci proverei”.

Tony Martin, obiettivo cronometro sognando la maglia gialla

Dopo una stagione difficile, i due ori di Doha conquistati nella prova contro il tempo a squadre e nella cronometro individuale hanno senza dubbio dato fiducia al campione tedesco, soprannominato Panzerwagen.
“Andare alla Katusha mi ha dato morale e sicurezza. E’ sempre difficile entrare a far parte di un nuovo team dopo una stagione deludente, non sai mai a cosa stai per andare incontro e cosa pensa il team di te. Le due medaglie d’oro mi hanno reso la vita più facile, tutti sono molto felici di avere un campione del mondo in squadra. E’ importante per il mio morale e per le motivazioni in vista della preparazione invernale e delle prime gare. E’ una bella sensazione, mi darà sicurezza nelle prime cronometro. Inoltre posso tornare ad adottare la mia vecchia strategia di gara durante le prove contro il tempo: ora so come poter andare forte, mentre la scorsa stagione avevo un po’ perso la strada”.

L’obiettivo dichiarato più importante della stagione sarà senza dubbio il prologo di Dusseldorf, tappa inaugurale del Tour de France 2017, in cui il tedesco avrà l’opportunità di indossare la maglia gialla davanti ai suoi tifosi.
“E’ un evento speciale per me, senza dubbio. Non capita spesso che il Tour parta dalla Germania, e la tappa non è proprio un prologo, ma una breve cronometro. Dopo le classiche focalizzerò la mia attenzione al 100% su questo giorno. Non voglio mettermi pressione, anche Tom Dumoulin sarà molto motivato, ma so che ci sarà chi mi spingerà per vedere uno sponsor tedesco sulla maglia gialla, in Germania. Voglio vincere, voglio ed indossare la maglia gialla, ma anche se arriverò secondo o terzo la mia vita non finirà. Prometto che darò il massimo e che preparerò questo impegno al meglio delle mie possibilità. Non posso fare altrimenti”.

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