Pagellone ciclismo 2016, top e flop della stagione

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Pagellone ciclismo 2016

Vincenzo Nibali alza il suo secondo Trofeo senza fine, dopo quello vinto nel 2013.

Con le prime gare del nuovo anno che iniziano a disputarsi, manca ormai poco anche al via ufficiale del calendario World Tour per la stagione 2017, che si aprirà orfana di campioni indiscussi come Sir Bradley Wiggins, e al contempo pronta a dire addio a veri e proprio simboli del ciclismo moderno come quel Tom Boonen che tra meno di 100 giorni, nel Velodromo di Roubaix, taglierà il suo ultimo traguardo da professionista.
Come da tradizione, però, dopo aver vissuto
le 10 vittorie più belle dell’anno, è ora il momento di riavvolgere il nastro ed andare a valutare l’andamento dei corridori nel corso della stagione appena conclusa.

Pagellone ciclismo 2016: TOP

Peter Sagan, voto 10 e lode: Giro delle Fiandre, quinta maglia verde al Tour de France, Campionato Europeo su strada e bis Mondiale. Bastano queste vittorie per descrivere il 2016 di Peter Sagan. E’ rimasto l’eterno piazzato, ma si è trasferito sul gradino più alto del podio.

Alejandro Valverde, voto 10: A 36 disputa probabilmente la sua stagione migliore di sempre. Corre tutto l’anno per vincere, e riesce a dare spettacolo in ogni corsa. Centra il poker (unico nella storia) alla Freccia Vallone e corre da protagonista tutti e tre i Grandi Giri, ottenendo un ottimo terzo posto al suo debutto al Giro d’Italia.

Greg Van Avermaet, voto 10: Stagione mostruosa: conquista la classifica generale alla Tirreno-Adriatico, ma poi si perde le Classiche del Nord per colpa di una caduta al Giro delle Fiandre. Serve la rivincita al Tour indossando la maglia gialla dopo una vittoria di tappa da ricordare, mentre la ciliegina sulla torta è l’oro olimpico su un percorso all’apparenza proibitivo per uno come lui. Meritatissimo il quinto Flandrien conquistato in carriera, trofeo che dalle sue parti vale quanto un Oscar.

Vincenzo Nibali, voto 10: Si presenta al Giro con tutti i favori del pronostico, ma la condizione fisica non lo aiuta. Viene criticato da tutti, ma risorge nelle ultime due tappe di montagna facendo gridare al miracolo. Al Tour salva Aru da una debacle ancor più clamorosa, mentre all’Olimpiade cade in discesa, mandando in fumo l’occasione della vita. 

Esteban Chaves, voto 9“Perché non ridere? Questa è solo una gara di ciclismo, sono altre le cose davvero importanti nella vita, nella vita vera”. Basta questa frase, pronunciata al termine della tappa di Sant’Anna di Vinadio, per incoronare il Colibrì di Bogotà. Secondo al Giro, terzo alla Vuelta e primo sudamericano a vincere il Giro di Lombardia. E’ nata una stella, con un sorriso stupendo.

Gianluca Brambilla, voto 8.5: Alzi la mano chi, ad inizio stagione, si aspettava di vederlo così. Sfiora l’impresa alla Strade Bianche, vince la tappa di Arezzo al Giro e conquista la maglia rosa, che cede con magnanimità al compagno di squadra Jungels qualche giorno dopo. Timbra il cartellino anche alla Vuelta, nella tappa di Aramon Formigal, destinata ad essere ricordata per molto tempo.

Fabian Cancellara, voto 8: Mancherà al ciclismo, senza dubbio, ma decide di lasciare regalando ai tifosi il tris nella Strade Bianche (dall’anno prossimo il tratto di Monte Sante Marie sarà dedicato a lui) e la vittoria nella cronometro olimpica di Rio. Grazie Fabian.

Tom Boonen, voto 8: Vuole Roubaix e Mondiale, e lo ammette senza nascondersi. Promette fuoco e fiamme già alla vigilia delle corse, ma poi è di parola: dà spettacolo sul pavè, sfiorando un leggendario quinto centro in carriera e poi prova a rifarsi nel deserto, ma anche stavolta deve accontentarsi del gradino più basso del podio. Come a scuola, Tom Boonen ha già festeggiato i suoi 100 giorni da quello che sarà il suo ultimo esame sulla “strada”, o meglio, sul pavè della Roubaix. Non resta che aspettare per conoscerne l’esito, ma possiamo immaginare che comunque vada, verrà promosso.

Chris Froome, voto 8: Anima il Tour più noioso del XXI secolo, sorprendendo i rivali in discesa ed in pianura. Vulnerabile in salita, decide di provare a fare la differenza correndo su per il Mont Ventoux. Delude nella prova in linea olimpica, ma si rifà parzialmente prendendosi il bronzo nella prova a cronometro.

Steven Kruijswijk, voto 7.5: Dopo il gran finale al Giro 2015, si presenta in Italia da outsider con ambizioni di classifica. Conquista tutti giorno dopo giorno, ma cade sul più bello andandosi a schiantare contro un muro di neve. Occhio, perché l’olandese ha tutte le carte in regola per fare bene in un Grande Giro.

Matthew Hayman, voto 7: Come ogni anno, l’australiano svolge il suo ruolo di gregario alla perfezione. A 38 anni, tuttavia, decide di prendersi un giorno di libertà alla Parigi-Roubaix. Chissà cosa ne pensa Tom Boonen…

Mark Cavendish, voto 6.5: Si divide tra pista e strada, ma il risultato è sempre lo stesso. I quattro centri al Tour lo avvicinano al record di vittorie di sempre nella corsa francese, dietro al Cannibale Merckx. Deve ancora digerire l’argento olimpico nell’omnium alle spalle del nostro Elia Viviani.

Nairo Quintana, voto 6: Conclude il Tour al terzo posto dopo aver corso nel completo anonimato. Alla Vuelta invece sembra risorgere, vestendo la maglia roja a Madrid e dando spettacolo in salita. Si merita una sufficienza per il suo atteggiamento troppo spesso attendista. 

Pagellone ciclismo 2016: FLOP

Arnaud Demare, voto 5.5: Vince la Milano-Sanremo tra le polemiche, per poi sparire dalla circolazione. I dubbi sono più che legittimi. 

Joaquim Rodriguez, voto 5.5: Vuole lasciare il segno prima del suo addio, ma i risultati finali rispecchiano in pieno la sua carriera. Resta comunque un grande campione ed un grandissimo uomo, la sua assenza nel circus si farà sentire.

Alberto Contador, voto 5: Da uno come lui ci si aspetta sempre il massimo, ma quest’anno non gli riesce proprio di lasciare il segno. Tuttavia, ha il merito di dare vita all’attacco subito dopo il via nella tappa di Aramon Formigal, in pieno stile Contador. Tanto cuore, poche gambe. 

Andrè Greipel, voto 5: Durante la stagione dimostra di avere buona gamba, ma quando arriva all’esame finale, quello di Doha, decide di farsi da parte. Occasione sprecata.

Marcel Kittel, voto 5: Come il connazionale Greipel, delude alla resa dei conti.

Fabio Aru, voto 4.5: Una batosta come quella di quest’anno servirà al sardo per crescere. Concentra tutte le sue attenzioni sul Tour de France, ma crolla nell’ultima tappa di montagna, chiudendo la Grande Boucle al tredicesimo posto finale.

Nacer Bouhanni, voto 3: Si perde praticamente tutte le corse più importanti della stagione, mentre in quelle a cui partecipa, è impalpabile. Stagione da dimenticare.

Tejay Van Garderen, voto 3: Dopo anni di tentativi, forse questa volta l’americano ha capito che la classifica generale nelle grandi corse a tappe non è roba per lui. Male al Tour, male alla Vuelta (dove si ritira). Quest’anno meglio puntare alle vittorie di tappa.

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