Vincenzo Nibali a 360°: “Se ho un sogno o un de­siderio? Certo che sì, ma lo tengo per me”

Pubblicato il autore: Fabiola Granier Segui
Vincenzo Nibali a 360°: "Se ho un sogno o un de­siderio? Certo che sì, ma lo tengo per me"

Vincenzo Nibali a 360°: “Se ho un sogno o un de­siderio? Certo che sì, ma lo tengo per me”


“Se ho un sogno o un de­siderio? Certo che sì, ma lo tengo per me”, ha raccontato Vin­cenzo Nibali a Pier Augusto Stagi, da tuttoBICI di gennaioI buoni propositi sono sempre lì, nei pensieri del fuoriclasse siciliano: “Nella mia testa ho tante belle sensazioni, buone motivazioni e propositi, però lo sai che non amo fare proclami e dire ai quattro venti cosa desidero fare. Io ce la metterò tutta per divertirmi e se mi divertirò io, saranno in tanti a divertirsi con me“. Il suo nuovo team è il Bahrain-Merida: Sono felice di questa nuova avventura, mi ci voleva proprio. All’Astana ho trascorso anni fantastici, ho vinto mol­to e bene, e lì ho anche lasciato parte del mio cuore e tanti amici, ma forse era giunto il momento di fare qualcosa di nuovo e questo nostro nuovo progetto è quello che mi ci voleva a questo punto della mia carriera”, ha continuato.

A 32 anni, Vincenzo Nibali non è più così “giovane”, anche se sembra essere in forma e rinato, nonostante l’età non giochi a suo favore: “Questa nuova esperienza la sto vivendo proprio con questo spirito. Mi sento impaziente e curioso come un bimbo. Questa nuova avventura mi stimola e mi induce a fare sempre di più e sempre di meglio. E l’entusiasmo è proprio quello di un ragazzino. Quan­do mi è arrivata la nuova Merida, credimi, ero davvero emozionato. Il ciclismo è il mio lavoro, ma è soprattutto la mia passione. Il ritiro sostenuto in Croa­zia assieme ai miei nuovi compagni di squadra poco prima di Natale ci è servito proprio per cominciare a gettare solide basi di lavoro. Abbiamo iniziato a conoscerci meglio e a provare i materiali. Bici nuova, scarpe nuove, sel­la nuova, cambio nuovo, tutto nuo­vo, ma è bello rimettersi in gioco. O meglio, a me piace molto“, ha dichiarato.

Quale potrebbe essere il futuro di Vincenzo Nibali? In Mtb?Mai dire mai, anche questa può essere un’ipotesi“, ha confessato. La vittoria più bella della sua carriera e quella che ricorda con maggiore affetto è il Giro di Lombardia: “Quel giorno ho fatto davvero i numeri. Mi sono piaciuto come poche altre volte. In discesa so­no stato davvero un drago. Forse non ero il più forte, ma lo sono stato. Poi considero una grandissima giornata quella di Arenberg al Tour del 2014. Quel giorno a vincere fu Lars Boom, io arrivai terzo alle spalle di Fuglsang, ma quella la considero come una vittoria. Sulle pietre della Roubaix sono andato davvero forte“, ha commentato Nibali.  Tra i momenti più difficili la caduta nella prova olimpica di Rio: “Ci credi che mi scoccia di più essermi rotto la clavicola? Certo, se ci ripenso un po’ mi girano ancora, ma lo ripeto, le cadute fanno parte del nostro me­stiere. Quel giorno stavo andando davvero molto forte, alla faccia di chi mi aveva anche esageratamente attaccato e criticato per tutto il Tour”.

Ora Nibali è alla Bahrain-Merida, una squadra che sembra dargli molte soddisfazioni e felicità. È stato fatto un buon lavoro al suo interno: “Sonny Col­brelli, Niccolò Bonifazio, Enrico Ga­sparotto, Ion Izaguirre, Jon Ander Insausti (cugino di Ion Izagirre, ndr), Heinrich Haussler, leader per le classiche belghe, Borut Božic, Grega Bole sono tutti ottimi corridori. Poi abbiamo anche un bel gruppo di giovani promettenti come Ivan Cortina, Domen Novak e David Per, vincitore del Fian­dre Under 23, e il biker Ondrej Cink, co­sì come Luka Pibernik”, ha continuato l’italiano.

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