Ciclismo, Abu Dhabi Tour 2017: continuano le polemiche sui freni a disco

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
freni a disco

La scarpetta di Doull con il taglio probabilmente causato, durante la caduta, dai freni a disco della bici di Kittel.

Non si placano le polemiche relative all’utilizzo dei freni a disco nelle gare dei pro’ su strada, dopo che nella giornata di ieri Owain Doull, gallese del Team Sky, aveva puntato il dito contro i dischi della Specialized di Marcel Kittel, che gli avrebbero provocato un evidente taglio sulla scarpa durante la caduta che ha coinvolto alcuni corridori nella tappa di apertura dell’Abu Dhabi Tour. Per questo motivo. oggi il tedesco della Quick Step ha deciso di prendere il via della seconda tappa, poi vinta in volata su Caleb Ewan, con una bici priva di freni a disco. Il caso tuttavia non è passato inosservato, dal momento che si tratta di una questione delicata e che da sempre ha trovato pareri discordanti, nonostante si parli di una tecnologia già ampiamente utilizzata nelle gare di mountain bike e di ciclocross.

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Ciclismo freni a disco, Doull furioso dopo il taglio sulla scarpetta

“La mia scarpa è stata chiaramente tagliata dai freni a disco, non c’è dubbio. Non esiste nient’altro che avrebbe potuto tagliarla così, sembra quasi il taglio di un coltello: si vede la linea sottile e precisa. Il disco è entrato nella mia scarpa fino a raggiungere la calza e per mia fortuna non ha colpito la gamba, altrimenti l’avrebbe tagliata tutta.”
Sono queste le parole di Doull, caduto assieme ad altri corridori tra cui Kittel stesso, quando mancava ormai un chilometro al traguardo. Ad avere la peggio è stato però proprio il gallese che, come detto, ha riportato un vistoso taglio sulla scarpetta probabilmente provocato, a suo dire, dai freni a disco della bici del corridore teutonico.

Tappa 2 Abu Dhabi Tour 2017, Kittel riparte senza freni a disco

Proprio a causa del polverone alzatosi, Marcel Kittel ha deciso di ripartire questa mattina su una bici priva di freni a disco, non prima di essersi assicurato delle condizioni di Doull, lasciando spazio anche un confronto sul caso.
“Ho deciso che oggi non userò i freni a disco in segno di rispetto nei confronti dei miei colleghi, dato che comprendo i problemi legati alla sicurezza in corsa. Ho voluto parlare che Owain per capire come stava e cosa pensava di quello che è successo ieri, su quale potesse essere stata la dinamica. Penso che nessuno possa sapere come sono andate veramente le cose, posso solamente dire che dopo una caduta, a caldo, viene facile accusare i freni a disco. In ogni caso, va ricordato che l’UCI ha approvato la sperimentazione dei freni a disco, ed io ammetto di aver votato a favore di un loro utilizzo, ma è chiaro che vanno testati per garantire la sicurezza e, naturalmente, va ascoltato il parere di tutti i corridori”.

Ciclismo freni a disco, anche Froome e Sagan scendono in campo

Seppur non presenti al via dell’Abu Dhabi Tour 2017, anche Chris Froome e Peter Sagan hanno voluto dire la loro in merito alla questione dei freni a disco. In particolare, il due volte campione del mondo ha fatto notare come “nelle corse automobilistiche tutti usano i freni in ceramica, altrimenti se qualcuno li usa e altri no, diventa un problema. Allo stesso modo, se noi decidiamo di usare i freni a disco, allora dobbiamo essere sicuri che tutti li utilizzino. Questo è il mio pensiero, poi non spetta a me decidere sul da farsi”.
Più preoccupato è apparso invece il britannico compagno di squadra di Doull, che ha cercato di ipotizzare tutte le possibili conseguenze nel caso di un loro utilizzo, accusando anche la CPA per aver ignorato le volontà dei corridori:“Se una lama surriscaldata colpisse un’arteria, i danni sarebbe ben peggiori. Spero che non ci sia bisogno di arrivare a questo punto prima di fermarsi un attimo e riflettere. In ogni caso, il problema dei freni a disco dimostra come il pensiero dei corridori non venga ascoltato”.

 

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